Con il Bonus Caldaia 2022 erogato dall’Agenzia delle Entrate cambiare caldaia conviene: si possono ottenere importanti agevolazioni fiscali di varia entità (fino al 31 Dicembre 2022 è ancora attiva la detrazione fiscale, mentre sino al 30 Giugno 2022 c’era anche l’opzione di cessione del credito o sconto in fattura) a fronte della sostituzione di vecchi impianti con caldaie a condensazione in classe A o superiore, quindi ad alta efficienza energetica.

La possibilità di beneficiare di una delle diverse forme di agevolazione fiscale previste dall’Agenzia delle Entrate per l’acquisto di una nuova caldaia a condensazione è valida sino al 31 dicembre 2022 per chi possiede un diritto reale sulla proprietà immobiliare coinvolta.

Gli incentivi possono essere richiesti solo su un immobile esistente o con richiesta di accatastamento già avviata e purché il pagamento di eventuali tributi dovuti allo Stato risulti regolare.

La normativa attuale tiene conto di 4 diverse casistiche e prevede:

I diversi benefici fiscali non sono tra loro cumulabili perciò ogni caso va valutato singolarmente per capire in quale delle diverse casistiche possa rientrare, cercando di trarne il beneficio fiscale migliore.

Le spese detraibili sono quelle che comprendono i costi sostenuti per la caldaia e tutti i suoi accessori, la manodopera, gli eventuali costi di progettazione inclusi le spese sostenute per le perizie e per la relazione di conformità dei lavori, oltre all’IVA, all’imposta di bollo e alle spese sostenute per le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori al Comune di pertinenza.

Chi e come può beneficiare del bonus Caldaia?

Il bonus per la sostituzione della caldaia di vecchia generazione con una caldaia a condensazione in classe A o superiore spetta a tutti i soggetti che, attraverso questo acquisto, effettuano una spesa imputabile ad un’attività di riqualificazione energetica di un immobile. ù

Quindi il bonus può essere richiesto da proprietari, inquilini o usufruttuari di un immobile purché in regola con il versamento dei tributi dovuti. Per accedere al bonus non sono previsti limiti che facciano riferimento all’ISEE del soggetto richiedente, quindi può essere richiesto da qualsiasi cittadino italiano.

Per poter beneficiare di una delle agevolazioni fiscali è necessario presentare una pratica ad ENEA attraverso il portale dedicato (relativo all’anno di fine lavori) esplicitando le spese sostenute e le caratteristiche tecniche della nuova caldaia installata. Affinché la domanda venga accolta con esito positivo è fondamentale che tutte le spese sostenute (per un importo massimo di € 30.000) siano tracciabili con bonifici eseguiti al fine di beneficiare delle detrazioni fiscali.

La presentazione della pratica richiede una certa precisione e competenza tecnica ed è perciò sempre preferibile che venga affidata ad un professionista (ad esempio un ingegnere o un geometra); qualora la documentazione risulti mancante o non conforme si corre il rischio di non poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste.

Una volta ultimata la presentazione della domanda (è possibile farlo solo ed esclusivamente tramite portale ENEA) sarà cura del contribuente consegnare la documentazione ottenuta ad un consulente fiscale abilitato entra il termine richiesto per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativi all’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

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Quali sono i diversi tipi di detrazione fiscale a fronte del risparmio energetico?

A seconda dei diversi casi e degli interventi messi in atto sono previste detrazioni fiscali del 50%, 65% e 110% sulle spese totali (incluse quindi progettazione, manodopera, IVA e tutti gli altri oneri connessi): l’Agenzia delle Entrate restituirà quindi al contribuente la percentuale di rimborso spettante in detrazioni Irpef diluite nel corso di 10 anni.

Ad esempio se la spesa totale sostenuta per la sostituzione di una caldaia di vecchia generazione con una a condensazione, effettuata in seguito a lavoro di ristrutturazione di un immobile, è pari ad € 20.000 verrà riconosciuto al contribuente il 50% dell’importo speso (€ 10.000) dilazionandolo in 10 anni come diminuzione dell’Irpef (€ 1000 all’anno).

Bonus al 50% per interventi di ristrutturazione semplice

L’importo che viene riconosciuto come agevolazione fiscale è pari al 50% delle spese sostenute per un importo massimo di € 96.000 complessivi (di cui massimo € 30.000 per la sostituzione della caldaia e il restante può essere suddiviso per altre spese, come ad esempio quelle relative al bonus mobili).

Qualora il contribuente rientri di questa casistica è necessario che il nuovo impianto rientri in classe A e può essere richiesto anche a fronte dell’installazione di una caldaia semplice, senza sistema evoluto di termoregolazione.

Se oltre alla sostituzione della caldaia si valuta anche l’installazione del cappotto termico e/o della pompa di calore allora si potrebbe rientrare nella casistica del Super Bonus al 110%, con un beneficio fiscale nettamente superiore.

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Ecobonus al 65% per la sostituzione della caldaia

Per poter beneficiare di questa agevolazione è necessario che la caldaia installata sia in classe A e che siano installati contestualmente dei sistemi di termoregolazione evoluti di classe V, VI o VII per il controllo della temperatura dell’acqua in relazione a quella ambientale.

Questo beneficio può essere applicato sia a singole unità immobiliari che ai condomini: in questo caso la riduzione fiscale varia da un minimo del 70% ad un massimo dell’85% se la sostituzione dell’impianto di riscaldamento viene effettuata in assieme ad interventi antisismici per un importo massimo di € 136.000 per ogni unità immobiliare del condominio.

Conto termico al 65%

Questo tipo di agevolazione viene gestito direttamente dal GSE (Gestore Servizi Energetici), una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze garante dello sviluppo sostenibile in Italia.

La presentazione della domanda va effettuata direttamente sul portale dedicato e la detrazione del 65% può essere relativa a tutti le spese sostenute per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale, l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e la sostituzione di scaldacqua elettrici.

In questo caso il rimborso non viene erogato come un dilazionamento decennale sulle imposte da versare, ma con un bonifico bancario direttamente sul conto corrente del contribuente entro 60 gg dalla presentazione della domanda per importi fino ad € 5000; per cifre superiori è invece previsto un pagamento suddiviso in più tranche (da 2 a 5).

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Superbonus del 110%

Il Superbonus, come stabilito dal Decreto Rilancio, può essere applicato su tutti i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica di un edificio effettuati dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2022 per i singoli cittadini sia per le prime che per le seconde case (per i condomini la scadenza è stata prorogata al 31 Dicembre 2023).

Affinché la sostituzione della caldaia a condensazione possa beneficiare di questo vantaggio fiscale è necessario che sia accompagnata da altri interventi che migliorino di almeno 2 classi la certificazione energetica dell’edificio interessato (deve essere asseverata prima di procedere da un progettista).

Vista l’importanza del rimborso che si può ottenere questa agevolazione fiscale risulta particolarmente complessa da ottenere per la quantità dei documenti da presentare (oltre 30) e dev’essere seguita da un tecnico abilitato e preparato.

L’Agenzia delle Entrate, al fine di favorire le spese sostenute dai cittadini per le riqualificazioni energetiche, ha ridotto al 10% l’IVA da versare per la manodopera e per le prestazioni di servizi, oltre che per l’acquisto di beni legati ad attività di restauro, risanamento o ristrutturazione edilizia (non quando si tratta invece di manutenzione ordinaria).

Quali sono i documenti necessari per ottenere il Bonus Caldaia?

Per poter usufruire di una delle forme di detrazione fiscale previste per la sostituzione di una caldaia di vecchia generazione è necessario compilare correttamente la pratica tramite il portale ENEA prestando particolare attenzione alla compilazione delle voci in fattura al fine di non incorrere in contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

All’interno della fattura è sempre opportuno indicare il tipo di opera eseguita (manutenzione ordinaria o straordinaria, riqualificazione energetica, ristrutturazione, etc), la descrizione accurata dell’intervento, l’indirizzo in cui si sono effettuare le opere ed anche il codice fiscale del beneficiario.

La pratica ENEA si compila quindi allegando:

  • il certificato di asseverazione rilasciato da un tecnico abilitato
  • certificazione della ditta produttrice della caldaia e delle valvole
  • fatture che documentino le spese sostenute
  • copia dei bonifici (come specificato qui sotto)
  • schede tecniche ed eventuale documentazione integrativa

Tutti i pagamenti sostenuti devono essere tracciati ed seguiti sotto forma di bonifico “parlante” in cui si esplicita che l’importo speso è imputabile ad interventi di Riqualificazione Energetica (articolo 1, commi 344-347, legge 296 / 2006).

Vanno inoltre sempre inseriti anche il codice fiscale dell’intestatario e del beneficiario della detrazione (che deve necessariamente coincidere con chi effettua il bonifico) e la Partita IVA con i dati del ricevente del pagamento.

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Quindi conviene davvero cambiare caldaia conviene?

Il Bonus Caldaia fa parte di una serie di incentivi decisi dallo Stato Italiano per consentire una ripresa delle attività dopo il periodo del primo lock down del 2020, ma anche per consentire ai singoli cittadini di adeguare le abitazioni più datate ai nuovi criteri di sostenibilità ambientale, riducendo i consumi.

In questo momento, fino al 31 Dicembre 2022, sono moltissimi i contribuenti che possono beneficiare di questi sgravi fiscali ed approfittare quindi di sostituire la vecchia caldaia poco performante con una di nuova generazione, più performante e con consumi decisamente più ridotti.

La sostituzione della caldaia, specialmente quando l’impianto domestico ha più di 10 anni, è una scelta sicuramente vantaggiosa sia in termini di risparmio economico, che di sicurezza ed efficienza: le tecnologie più avanzate permettono anche di ridurre drasticamente le emissioni garantendo una maggior tutela ambientale.

Normalmente, se non fosse prevista la possibilità di accedere ad uno dei bonus con sgravio fiscale del 110%, 65% o 55%, il budget da considerare è piuttosto importante (tra smantellamento della vecchia caldaia a gas, installazione della nuova, adeguamento dell’impianto, opere murarie, idrauliche ed elettroniche e così via), perciò fino al 31 dicembre 2022 è sicuramente un ottimo momento per approfittarne.

La sostituzione di una vecchia caldaia a gas con una nuova a condensazione permette, oltre all’attuale possibilità di beneficiare di agevolazioni fiscali non trascurabili, anche la possibilità di di ridurre il rischio di emissioni dannose, di contenere i costi dell’energia elettrica e di ridurre gli interventi relativi a manutenzioni varie.