Chiodi a mano Bossong
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Come calcolare la volumetria di un edificio: formula, legenda, misure, esempi per più piani e tetti inclinati, volume massimo ed errori da evitare.
Calcolare la volumetria di un edificio significa trasformare superfici e altezze in un valore espresso in metri cubi. La moltiplicazione è semplice; la parte delicata è stabilire quale superficie e quale altezza utilizzare, soprattutto quando il risultato deve servire per una pratica edilizia, un ampliamento o la verifica della capacità edificatoria.
Il volume geometrico può essere ricavato dividendo la costruzione in solidi semplici. Il volume urbanistico richiede un passaggio ulteriore: bisogna applicare le definizioni recepite dalla Regione, le Norme tecniche di attuazione e il regolamento edilizio del Comune. Un calcolo matematicamente corretto può quindi non essere ancora il valore che l’ufficio tecnico considera ai fini urbanistici.
In sintesi: per un corpo regolare la formula è V = S × H. Se piani o porzioni hanno misure diverse, si calcola ogni volume separatamente e poi si sommano i risultati: Vtot = Σ (Si × Hi).
Sommario
Per un edificio o una porzione assimilabile a un parallelepipedo rettangolo, la formula di base è:
V = S × H
Nella formula:
La coerenza delle unità di misura è indispensabile. Se lunghezza, larghezza o altezza sono riportate in centimetri, devono essere convertite in metri prima della moltiplicazione. Per esempio, 285 centimetri corrispondono a 2,85 metri.
Quando l’edificio ha più piani, corpi sfalsati o altezze differenti, la formula generale diventa:
Vtot = V1 + V2 + … + Vn = Σ (Si × Hi)
Il simbolo Σ indica la somma di tutte le porzioni; il pedice i identifica ciascun piano o corpo omogeneo. Non bisogna utilizzare un’altezza media inventata per l’intero edificio quando le parti hanno caratteristiche diverse: è più trasparente calcolarle riga per riga.
Advertisement - PubblicitàPrima di prendere le misure bisogna chiarire lo scopo del calcolo. Il volume geometrico descrive l’ingombro di un solido. Può essere utile per una stima preliminare, per confrontare due soluzioni progettuali o per determinare indicativamente il volume d’aria di un ambiente.
Il volume urbanistico, invece, è la quantità utilizzata per verificare indici, ampliamenti, conformità e capacità edificatoria. La definizione uniforme n. 19 del Regolamento Edilizio Tipo indica il “volume totale o volumetria complessiva” come somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda. Questa definizione deve però essere applicata considerando il recepimento regionale, la disciplina transitoria e le regole dello strumento urbanistico locale.
Esiste poi il volume interno netto, ottenuto dalle dimensioni interne degli ambienti. È utile, per esempio, in alcune valutazioni impiantistiche, ma normalmente non sostituisce il volume urbanistico perché non comprende muri, solai e altre parti lorde.
Per un calcolo geometrico preliminare servono almeno la superficie di ogni piano o corpo e la relativa altezza. Se si lavora su elaborati progettuali, le misure vanno lette da piante e sezioni quotate, controllando la scala grafica solo come verifica. La quota numerica indicata nel disegno prevale sulla misura presa con il righello.
Per un calcolo urbanistico non è sufficiente utilizzare automaticamente la superficie calpestabile. La norma può richiedere superficie totale, lorda, coperta o un altro parametro definito dal piano. Allo stesso modo, l’altezza può essere netta, lorda, media, convenzionale oppure misurata rispetto a specifiche quote del terreno.
Un rilievo attendibile dovrebbe riportare:
Quando il dato deve accompagnare una pratica edilizia, le misure devono essere confrontate con i titoli e gli elaborati che dimostrano lo stato legittimo. La planimetria catastale, da sola, non certifica la volumetria urbanistica autorizzata.
Advertisement - PubblicitàConsideriamo un edificio rettangolare lungo 12 metri e largo 8 metri, con altezza di 3,20 metri. La superficie di base è:
S = 12 m × 8 m = 96 m²
Il volume geometrico è quindi:
V = 96 m² × 3,20 m = 307,20 m³
Il risultato è 307,20 metri cubi. Se il calcolo serve per un progetto, prima di riportarlo come volume urbanistico bisogna verificare che i 96 m² e i 3,20 m corrispondano esattamente alla superficie e all’altezza richieste dalle norme applicabili.
Un errore frequente consiste nel moltiplicare la superficie complessiva per un’unica altezza. Se i piani sono differenti, il procedimento corretto è calcolarli separatamente.
Supponiamo che un edificio abbia:
I due volumi sono:
VPT = 110 × 3,20 = 352 m³
VP1 = 95 × 3,00 = 285 m³
La volumetria totale è:
Vtot = 352 + 285 = 637 m³
Lo stesso metodo deve essere utilizzato quando cambiano lo spessore dei solai, la quota del terreno o il criterio di misurazione dell’altezza. Ogni porzione omogenea occupa una riga autonoma nel prospetto di calcolo.
Advertisement - PubblicitàUna pianta a L, un fabbricato con rientranze o un complesso formato da corpi diversi non deve essere approssimato a un unico rettangolo. Si divide la pianta in figure semplici che non si sovrappongono, si calcola la superficie di ciascuna e si sommano i risultati.
Per esempio, una pianta a L può essere scomposta in:
La superficie totale è 92 m². Con un’altezza uniforme di 3 metri, il volume è:
V = (80 + 12) × 3 = 276 m³
Se l’ala laterale fosse più bassa, i due volumi andrebbero calcolati separatamente. È utile numerare le porzioni sulla pianta — A, B, C — e utilizzare gli stessi codici nella tabella di calcolo, così un altro tecnico può ricostruire il procedimento.
Una copertura a falde richiede la lettura della sezione. Per il solo volume geometrico, un tetto a due falde simmetriche può essere trattato come un prisma triangolare appoggiato sul volume rettangolare sottostante.
Consideriamo un edificio lungo 10 metri, largo 8 metri, alto 3 metri fino alla gronda e con un’altezza del tetto di 1,80 metri dalla gronda al colmo.
Il corpo rettangolare vale:
Vcorpo = 10 × 8 × 3 = 240 m³
La sezione triangolare del tetto ha area:
Atetto = (8 × 1,80) ÷ 2 = 7,20 m²
Moltiplicando per la lunghezza dell’edificio:
Vtetto = 7,20 × 10 = 72 m³
Il volume geometrico complessivo è quindi 312 m³. Questo risultato non stabilisce automaticamente quanto del sottotetto sia computabile urbanisticamente: il Comune può utilizzare altezza media, altezza lorda, soglie o criteri specifici. Per la pratica edilizia bisogna applicare la definizione prevista dalle norme locali.
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| Forma o situazione | Formula | Dati richiesti | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Parallelepipedo rettangolo | V = L × P × H | Lunghezza, profondità e altezza | Equivale a superficie di base × altezza |
| Più piani o corpi | Vtot = Σ (Si × Hi) | Superficie e altezza di ogni porzione | Evitare sovrapposizioni e doppi conteggi |
| Prisma triangolare | V = (b × h ÷ 2) × L | Base e altezza del triangolo, lunghezza del prisma | Utile per il volume geometrico di un tetto a due falde |
| Prisma trapezoidale | V = [(B + b) × h ÷ 2] × L | Due basi parallele, altezza e lunghezza | Può descrivere sezioni con copertura asimmetrica |
| Corpo cilindrico | V = π × r² × H | Raggio e altezza | Usare π ≈ 3,1416 e misure espresse in metri |
Queste formule descrivono solidi geometrici. Per il valore urbanistico occorre sempre verificare quali confini, superfici e altezze assumere e se la norma consente esclusioni o impone criteri convenzionali.
Il criterio del “vuoto per pieno” considera l’ingombro esterno della porzione costruita, senza sottrarre liberamente muri, scale, corridoi o vuoti interni. Non significa però che esista una formula nazionale identica per ogni Comune: il criterio deve essere letto nella disposizione che lo richiama, insieme alle modalità di misurazione di superficie e altezza.
Se un corpo misura esternamente 120 m² e l’altezza urbanistica applicabile è 3 metri, il volume lordo è 360 m³. Un vano scala o una muratura spessa non possono essere sottratti soltanto perché non costituiscono superficie abitabile. Eventuali esclusioni devono essere espressamente previste e motivate.
Advertisement - PubblicitàGarage, interrati, seminterrati, portici, logge, sottotetti e volumi tecnici non sono automaticamente inclusi o esclusi. Il loro trattamento dipende da definizioni, posizione rispetto al terreno, destinazione, dimensioni e disciplina regionale o comunale.
Un locale denominato “tecnico” sulla pianta, per esempio, non è necessariamente scomputabile. Deve ospitare impianti realmente necessari, avere dimensioni proporzionate ed essere privo di una normale utilizzabilità alternativa. Analogamente, un sottotetto non abitabile può comunque concorrere al volume se la norma applicabile lo prevede.
Per mantenere distinti i due intenti di ricerca, questa guida spiega il procedimento matematico e gli esempi. La verifica completa delle porzioni computabili è trattata nella guida sul volume urbanistico collegata in precedenza.
Quando il piano assegna al lotto un indice di edificabilità fondiaria espresso in m³/m², il volume massimo teorico può essere rappresentato così:
Vmax = Slotto × If
Dove Slotto è la superficie fondiaria considerata dal piano e If è l’indice volumetrico. Se un lotto ha superficie di 800 m² e indice pari a 0,80 m³/m²:
Vmax = 800 × 0,80 = 640 m³
Se il volume legittimo già utilizzato è 520 m³, il residuo aritmetico è:
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Vresiduo = 640 − 520 = 120 m³
I 120 m³ non garantiscono che l’ampliamento sia realizzabile. Devono essere controllati rapporto di copertura, distanze, altezza massima, vincoli, eventuali asservimenti e modalità di attuazione. Inoltre, il volume esistente da sottrarre deve essere quello legittimo e calcolato con il criterio corretto, non una stima ricavata dall’annuncio immobiliare o dal solo Catasto.
Advertisement - PubblicitàUn prospetto ordinato rende il calcolo controllabile. Ogni riga dovrebbe corrispondere a una porzione individuata su pianta e sezione. È utile riportare anche le quantità escluse, con il riferimento alla norma che giustifica lo scomputo.
Da smartphone puoi scorrere la tabella orizzontalmente.
| Porzione | Superficie | Altezza | Volume lordo | Trattamento | Volume computabile |
|---|---|---|---|---|---|
| A – Piano terra | SA | HA | SA × HA | Incluso o escluso con riferimento | Valore risultante |
| B – Primo piano | SB | HB | SB × HB | Incluso o escluso con riferimento | Valore risultante |
| C – Copertura o altro corpo | Dato geometrico applicabile | Dato geometrico applicabile | Formula della forma | Incluso o escluso con riferimento | Valore risultante |
| Totale | — | — | Somma volumi lordi | — | Somma volumi computabili |
Nel foglio di calcolo è preferibile mantenere più cifre decimali nei passaggi intermedi e arrotondare soltanto il risultato finale secondo le regole richieste dall’ufficio. Arrotondamenti anticipati, ripetuti su molte porzioni, possono produrre differenze apprezzabili.
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti del settore.
La maggior parte degli errori non dipende dalla moltiplicazione, ma dalla scelta dei dati iniziali. I più comuni sono:
Un calcolo autonomo può essere utile per una stima preliminare su forme regolari. È invece necessario rivolgersi a un tecnico quando il dato serve per acquistare un immobile o un terreno, presentare una pratica, verificare un abuso, progettare un ampliamento, recuperare un sottotetto o determinare la capacità residua del lotto.
Il professionista deve individuare la disciplina vigente, ricostruire lo stato legittimo, verificare le quote del terreno, applicare le esclusioni ammesse e confrontare il volume con tutti gli altri parametri edilizi. In caso di dubbi interpretativi può essere opportuno chiedere un riscontro preventivo all’ufficio tecnico comunale.
Per una forma rettangolare si moltiplicano lunghezza, larghezza e altezza espresse in metri. Il risultato è il volume geometrico. Per ottenere il volume urbanistico bisogna utilizzare le superfici e le altezze definite dalle norme applicabili.
Nel volume geometrico esterno e nei criteri basati su superfici lorde, sì. Non è corretto sottrarre i muri perché non sono calpestabili. Il trattamento preciso dipende però dalla definizione utilizzata dal piano o dal regolamento.
Geometricamente può essere scomposto in uno o più prismi triangolari o trapezoidali. Per il calcolo urbanistico bisogna verificare se la norma utilizza il volume effettivo, l’altezza media o un diverso criterio convenzionale.
Non esiste una risposta valida per tutti i Comuni. Posizione rispetto al terreno, destinazione e definizioni locali possono determinarne l’inclusione totale, parziale o l’esclusione.
La visura e la planimetria possono offrire dati utili, ma non dimostrano da sole il volume urbanistico legittimo. Servono titoli edilizi, elaborati assentiti, rilievo e norme applicabili.
No. Un calcolatore può eseguire correttamente la parte aritmetica, ma non può stabilire automaticamente quale superficie, quale altezza e quali esclusioni siano ammesse nel Comune interessato.
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