Si sbloccano i crediti d’imposta ad oggi ostaggio dello Stato e delle banche. Intesa San Paolo, infatti, ha stipulato da poco Maxi accordo riguardante le agevolazioni fiscali derivanti dalle ristrutturazioni edilizie agevolate.

La notizia è stata diramata tramite una nota ufficiale da parte del famoso gruppo bancario e vale la bellezza di 1,3 miliardi di euro, ceduti sotto forma di crediti direttamente a Ludoil Energy: si tratta di una cifra record per questa tipologia di asset che, probabilmente, è destinata a segnare i manuali di economia dei prossimi anni.

Ludoil Energy, come comunicato dalla nota succitata, è una delle principali aziende operanti nel settore dell’energia privata, attiva soprattutto nelle infrastrutture e nel campo delle rinnovabili con un forte focus sull’economia circolare.

L’accordo di 1,3 miliardi di euro per la cessione dei crediti fiscali derivanti da Superbonus 110% e ristrutturazioni edilizie riguarda solamente i crediti acquistati da parte delle banche a decorrere dal primo giorno di Maggio 2022 tramite codice univoco certificato dall’Agenzia delle Entrate.

Accordo di 1,3 miliardi di crediti fiscali Intesa San Paolo ed Ludoil Energy: il contenuto della nota informativa

La nota informativa che ufficializza la vendita di 1,3 miliardi di euro in crediti fiscali continua elogiando tutto il gruppo Intesa San Paolo, guidato da Carlo Messina, rivendicando con orgoglio il fatto di essere stata la prima a dare attuazione piena e certa al decreto Aiuti, rilanciando di fatto il mondo dell’attività imprenditoriale. Secondo il gruppo San paolo, inoltre, questo accordo economico riesce a riavviare il mercato della cessione dei crediti.

L’obiettivo delle banche, infatti, deve essere quello di continuare a coinvolgere diverse imprese ampliando la loro capacità fiscale, ormai satura per diversi motivi legati non solo alla crisi economica mondiale e alla contrattura dei mercati derivante dalla pandemia da Covid-19. Le banche sono una parte fondamentale del rilancio dell’economia e non si può transigere, sostanzialmente, dalla loro presenza per rilanciare in maniera decisa il mercato del lavoro e ampliare le attività economiche già previste.

Permane, comunque, l’incertezza del governo circa la contabilizzazione dei crediti d’imposta. Com’è stato più volte ribadito da parte dell’Esecutivo Meloni, considerarli debito pubblico inciderebbe sui conti dello Stato per una cifra pari a circa 60 miliardi di euro: un numero che, ad oggi, l’Italia non può permettersi di sostenere date le altre manovre a debito necessarie per venire incontro alle imprese e aiutare le famiglie in difficoltà per via della crisi energetica.

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L’impegno per il futuro di Intesa San Paolo: si sblocca la cessione del credito?

Nonostante questa operazione economica mostre da 1,3 miliardi per la vendita di crediti fiscali, la capienza dei maggiori istituti di credito bancari – Intesa San Paolo inclusa – è oramai al limite: questo fenomeno impedisce di compensare i crediti alle imprese, rendendoli di fatto una valuta inutile che non ha alcun valore né dal punto di vista della liquidità monetaria che dal punto di vista della decurtazione della tassazione statale.

Nella nota rilasciata per comunicare l’accordo per la vendita dei crediti d’imposta a Ludoil Energy, Intesa San Paolo ribadisce che cercherà in tutti i modi di dare riscontro ai propri clienti in attesa di cedere i crediti, naturalmente senza saltare alcuni tipo di verifica fiscale e legislativa per garantire l’importo venduto e ceduto allo Stato e agi stessi operatori.

Secondo Intesa San Paolo, la cessione dei crediti d’imposta per Superbonus 110% e ristrutturazione edilizia è possibile perché negli ultimi anni l’azienda ha lavorato per costruire un portafogli di crediti di qualità garantiti nei confronti dello Stato.