Mutuo Prima Casa: nuova Garanzia senza anticipo per under 36

Mutuo Prima Casa under 36


All’interno della bozza del Decreto Sostegni Bis, il cui testo definitivo è atteso nei prossimi giorni, è presente una nuova Garanzia statale che concede ai giovani di stipulare un Mutuo Prima Casa senza pagare alcun anticipo.

La nuova forma di incentivazione introdotta per agevolare l’acquisto di una prima casa non è di nuova invenzione. Infatti la stessa misura era già prevista con il Fondo di Garanzia varato nel 2014, e attualmente rifinanziato nel 2020 con qualche modifica.

Come sempre, il provvedimento ancora non è ufficiale, per cui sarà necessario attendere il testo definitivo per sapere se la nuova garanzia per il mutuo prima casa diventerà effettiva e accessibile.

Mutuo Prima Casa: niente anticipi, imposte né IVA

La nuova Garanzia che consente ai giovani under 36 di stipulare un Mutuo Prima Casa senza anticipi, è senza dubbio una misura rivoluzionaria.

Se dovesse diventare ufficiale, consentirebbe a chi non ha ancora compiuto 36 anni di ottenere un prestito dalla banca per l’ammontare del 100% del valore LTV dell’immobile. Il tutto senza alcuna forma di garanzia “personale” perché ci si potrà appoggiare appunto al nuovo fondo di garanzia statale.

Il prestito potrà essere concesso per un importo massimo di 250 mila euro, e non sarà necessario avere un contratto a tempo indeterminato per contrarre il mutuo.

I beneficiari che acquistano un immobile da adibire a Prima Casa saranno inoltre esonerati dal pagamento dell’imposta di registro, dell’imposta ordinaria e di quella catastale. Nel caso poi acquistino l’immobile da un’impresa assoggettata al pagamento dell’IVA, anche quest’imposta sarà coperta dalla garanzia statale.

In sostanza, se la misura dovesse davvero vedere la luce, lo Stato si farà garante di ogni forma d’anticipo secondo una delle seguenti modalità:

  • O facendo da garante per i beneficiari, e consentendo quindi alle banche di erogare i prestiti senza rischi di inadempienze;
  • Oppure concedendo preventivamente alle banche dei contributi, che queste dovranno appunto utilizzare per coprire l’ammontare dei prestiti concessi.
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È davvero possibile l’attuazione di questo provvedimento?

Restano però ancora alcuni dubbi da sciogliere. Infatti, se da una parte il provvedimento rappresenterebbe una vera svolta per la concessione dei mutui ai giovani, dall’altra parte questi potrebbero ritrovarsi vincolati per tantissimo tempo a delle rate quasi impossibili, ad oggi, da pagare.

Consideriamo infatti che nelle città italiane di media grandezza, il costo di un immobile poco superiore ai 100 metri quadri è di circa 200 mila euro. Dunque, prendendo di riferimento una cifra del genere, significherebbe che i beneficiari si troverebbero a pagare rate di circa 800-1.000 euro ogni mese per mutui della durata di 20 o 30 anni.

Teniamo poi conto del fatto che, per legge, l’importo delle rate mensili di un mutuo non può superare il 30% del reddito percepito mensilmente dal beneficiario. Il che significa che per pagare una rata da 1.000 euro, egli dovrebbe percepire un reddito mensile di più di 3.000 euro, cosa che attualmente non è pensabile, soprattutto per i giovani under 36.

Insomma, ci sono senza dubbio dei punti fondamentali ancora da chiarire. Intanto non ci resta che attendere il testo definitivo del Decreto Sostegni Bis per sapere se davvero la nuova forma di garanzia statale per il mutuo prima casa diventerà reale.