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Inflazione in Italia: rallenta la crescita dei prezzi a aprile, ma l’energia continua a pesare

Inflazione in Italia: rallenta la crescita dei prezzi a aprile, ma l’energia continua a pesareInflazione in Italia: rallenta la crescita dei prezzi a aprile, ma l’energia continua a pesare
Ultimo Aggiornamento:

L’Istat ha recentemente rilasciato un rapporto sull’inflazione in Italia nel mese di aprile, evidenziando un rallentamento nella crescita dei prezzi al consumo, ma al contempo un’accelerazione nel settore energetico.

In questo articolo, esamineremo i dati chiave e le tendenze emerse dal rapporto Istat, fornendo una panoramica completa della situazione dell’inflazione nel Paese.

Crescita dei prezzi al consumo e inflazione di fondo

Secondo l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua, da +7,6% nel mese precedente. Il dato comunicato dall’istituto di statistica è leggermente inferiore alla stima preliminare, pari a +8,3%.

Il dato acquisito per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.

Rallentamento dei prezzi dei beni alimentari e di consumo

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno mostrato un rallentamento in termini tendenziali, passando da +12,6% del mese precedente a +11,6%. Tuttavia, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono cresciuti, passando da +7,6% a +7,9%.

Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati e dei beni non lavorati hanno evidenziato un’attenuazione della loro crescita in ragione d’anno, contribuendo al rallentamento dell’inflazione di fondo (che si attesta a +6,2%).

Aumento dei prezzi dei beni energetici e dei servizi

L’accelerazione del tasso di inflazione è dovuta principalmente all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, il cui andamento riflette un aumento su base mensile del 2,3% (rispetto al -3,9% dell’aprile 2022).

In misura minore, l’aumento è dovuto ai prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei servizi vari (da +2,5% a +2,9%).

Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%) e dal rallentamento di quelli degli alimentari lavorati (da +15,3% a +14,0%), degli alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).

L’inflazione di fondo e la crescita dei prezzi dei beni

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve rallentamento da +6,3% a +6,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che passa da +6,4% a +6,3%.

Si è riscontrata un’accentuazione nella crescita su base annua dei prezzi dei beni, passando da +9,7% a +10,4%, e in misura minore quella relativa ai servizi, che è passata da +4,5% a +4,8%. Questo ha portato il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,6 punti percentuali, da -5,2 di marzo.

L’aumento congiunturale dell’indice generale

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,4%), degli Energetici non regolamentati (+2,3%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), degli Alimentari lavorati, dei Beni non durevoli e dei Servizi vari (tutti e tre a +0,5%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-19,6%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca)

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,9% su base mensile, aumento più accentuato rispetto a quello del Nic, a causa della fine dei saldi stagionali (di cui il Nic non tiene conto) prolungatisi in parte anche a marzo. L’Ipca aumenta dell’8,7% su base annua (in accelerazione da +8,1% di marzo); la stima preliminare era +8,8%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 7,9% su base annua.

Conclusioni

In conclusione, l’inflazione in Italia ha mostrato segni di rallentamento nel mese di aprile, principalmente a causa della riduzione della crescita dei prezzi dei beni di consumo. Tuttavia, l’aumento dei prezzi nel settore energetico e in alcuni servizi specifici ha contribuito ad un’accelerazione dell’inflazione generale. Continueremo a monitorare attentamente questi sviluppi per fornire ulteriori analisi e approfondimenti.

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TAGS: inflazione, istat, italia

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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