Governo Draghi si parte: il Programma punto per punto

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Il Governo Draghi è ufficialmente effettivo. Dopo aver ottenuto la fiducia al Senato e poi alla Camera, l’ex-Presidente della BCE diventa il Presidente del Consiglio del nuovo esecutivo. La Crisi di Governo mossa da Renzi è ormai solo un brutto ricordo, e ora la concentrazione massima ricade sul complesso lavoro che attende il nuovo Consiglio dei Ministri.

I provvedimenti più urgenti da trattare riguardano, ovviamente, la stesura del Recovery Plan e del Decreto Ristori 5. Per quanto riguarda il Recovery, il Governo Draghi dovrà occuparsi di gestire al meglio i 209 miliardi concessi all’Italia dall’Unione Europea. Il budget disponibile per il Decreto Ristori 5 invece è pari a 37 miliardi di euro (32 provenienti dallo scostamento di bilancio, e 5 rimasti inutilizzati dal precedente esecutivo).

Si parte quindi con la necessità di gestire e distribuire delle risorse davvero ingenti per contrastare gli effetti dell’emergenza da Covid-19. Somme che, prima d’ora, l’Italia non aveva mai avuto a disposizione. E chi, meglio del numero uno della BCE, può prendersi sulle spalle una tale responsabilità?

Governo Draghi: il discorso del nuovo Presidente del Consiglio

Il Governo Draghi inizia da oggi il suo lavoro ufficiale. Ma, già durante i giorni scorsi, il nuovo Presidente non ha perso tempo, e ha già definito i punti più importanti sui quali sarà necessario concentrarsi.

In corso c’è la stesura del nuovo Recovery Plan e quella del tanto atteso Decreto Ristori 5. Quest’ultimo, secondo indiscrezioni, potrebbe essere pronto già per la fine del mese di febbraio.

Il 17 febbraio 2021 si è svolta la votazione per la fiducia in Senato. Non prima però che Draghi tenesse un monologo di 51 minuti, atto ad illustrare la sua strategia di ripresa. E facendo intendere l’arrivo di numerosi cambiamenti. La votazione della Camera si è invece tenuta nella giornata di ieri.

Analizziamo di seguito i temi più rilevanti trattati dal nuovo Presidente del Consiglio durante il suo discorso.

Un Governo repubblicano ed europeista, verso una “Nuova Ricostruzione”

Mario Draghi non poteva che iniziare il suo discorso riassumendo, in sostanza, tutto quello che è successo dallo scoppiare della pandemia da Coronavirus. Ha ricordato coloro che non ce l’hanno fatta e le famiglie che si trovano in difficoltà.

Ha ringraziato i lavoratori e le imprese per aver sopportato la crisi economica, il Presidente Mattarella per avergli conferito questo incarico, e il suo predecessore Giuseppe Conte. Riconoscendo il grande lavoro che l’ex-esecutivo si è trovato ad affrontare in una “situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia”.

Il nuovo Presidente ha dichiarato annunciato inoltre che questo esecutivo sarà denotato principalmente da uno spirito repubblicano, che si basa sulla responsabilità e sulla consapevolezza di tutti.

Chiarendo inoltre come la formazione di questo governo non sia stata “resa necessaria dal fallimento della politica”. Ma, piuttosto, da un’esigenza di collaborazione, fondamentale per rispondere alle attuali necessità del Paese. E aggiungendo che “prima di ogni nostra appartenenza (ai partiti), viene il dovere della cittadinanza”.

Draghi ha poi riassunto i punti chiave su cui si baserà la strategia che intende mettere in atto, paragonando questo periodo a quello del post-Seconda Guerra Mondiale. Ha dichiarato: “Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro”.

Ed è proprio su questi due temi, gli investimenti e il lavoro, che l’ex-Presidente della BCE intende porre le basi della “Nuova Ricostruzione”.

Draghi ha inoltre affermato come sia necessario essere fiduciosi su un’Europa che opera unita, con un discorso di grande significato:

Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro. Significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini. Ma, nelle aree definite dalla loro debolezza, cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”.

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Governo Draghi: lavoratori, vaccini, sanità, scuola, ambiente, investimenti

Il Governo Draghi, come afferma il Presidente continuando il suo discorso, baserà la sua strategia sul proteggere tutti i lavoratori. Con una particolare attenzione per le categorie più colpite dalla crisi economica: i giovani, le donne e i lavoratori autonomi.

Ha affrontato poi il tema del piano di vaccinazione, dicendo che si farà il possibile per:

  1. Aumentare le quantità dei vaccini;
  2. Distribuirle in maniera rapida ed efficiente;
  3. Rendere possibili le vaccinazioni in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private.

Appoggiandosi a questo tema, il Presidente ha annunciato inoltre che ci sarà una Riforma della Sanità. Il fattore principale da considerare sarà il potenziamento della sanità territoriale, con reti organizzate di servizi di base. Investendo inoltre sulla nuova frontiera della telemedicina e sull’assistenza domiciliare.

In merito alla scuola, il Governo Draghi intende invece rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Il Presidente dichiara che è necessario adattare i tempi scolastici alla situazione di emergenza che stiamo vivendo. E che si dovranno recuperare le ore di didattica in presenza perdute, soprattutto nelle zone in cui non è stato possibile praticare la DAD in maniera adeguata per tutti. Annunciati inoltre degli investimenti sulla formazione del personale docente e sugli istituti tecnici nell’area digitale e ambientale.

Il Presidente del Consiglio continua dichiarando che è diventato necessario prendere dei seri provvedimenti per affrontare un’altra grande crisi che attanaglia tutto il mondo ormai da tempo. Quella dell’inquinamento ambientale.

Draghi afferma che il nuovo esecutivo intende investire ingenti risorse nei settori della digitalizzazione, dell’agricoltura, della salute, dell’energia, dell’aerospazio, del cloud computing, dell’educazione, della protezione dei territori e della biodiversità.

Con un unico obiettivo finale: “Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale”.

In quanto agli incentivi per sostenere le imprese, Draghi dice che non mancheranno. Afferma anche però che si intende trasformarli in investimenti, che permettano a queste imprese di crescere. Chi può ancora reggersi in piedi, sarà aiutato ad investire sul proprio settore. Chi invece non riesce a rialzarsi, sarà aiutato a trasformare il suo operato, anche cambiandolo radicalmente.

Politiche attive, parità di genere, aumento dell’occupazione, infrastrutture

Draghi passa poi al tema della politiche attive, sostenendo che:

Affinché siano immediatamente operative, è necessario migliorare gli strumenti esistenti. Come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma andrà anticipato da subito”.

Continua poi trattando il tema della parità di genere. Il Presidente riconosce come l’Italia sia tra i Paesi che più penalizzano il mondo femminile in ambito professionale, e continua dicendo:

Una vera parità di genere richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini. Superando la scelta tra famiglia o lavoro”.

Si investirà inoltre sull’aumento di occupazione, per evitare il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Anche qui verrà dato grande spazio alle donne, e soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno.

Il Presidente afferma che occorre inoltre investire sulle infrastrutture. E, in particolar modo, “sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici. Per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita”.

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Le missioni del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza

Infine, il nuovo Presidente fa luce su quali saranno le prime mosse da adottare in merito al nuovo PNRR (Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza). Afferma che il lavoro già svolto dal precedente esecutivo dovrà essere approfondito e completato, e probabilmente entro la fine di aprile.

Le missioni del Programma ideato dal Governo Draghi si baseranno su:

  • Innovazione;
  • Digitalizzazione;
  • Competitività;
  • Cultura;
  • Transizione ecologica;
  • Mobilità sostenibile;
  • Formazione e ricerca;
  • Equità sociale: di genere, generazionale e territoriale;
  • Sanità e ricerca scientifica.

Nelle prossime settimane sarà rafforzata la dimensione strategica del Programma, con particolare riguardo a:

  • Produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • Inquinamento dell’aria e delle acque;
  • Rete ferroviaria veloce;
  • Reti di distribuzione dell’energia per veicoli elettrici;
  • Produzione e distribuzione di idrogeno;
  • Digitalizzazione;
  • Banda larga e reti di comunicazione 5G.