Crisi di Governo: Draghi al Quirinale, Ristori 5 ritarda, le novità

crisi governo


Dalla Crisi di Governo annunciata da Renzi alla convocazione di Mario Draghi al Quirinale, la situazione ai piani alti si fa sempre più tesa. E non dimentichiamo che siamo ancora nel bel mezzo della pandemia mondiale provocata dal Covid-19.

Il periodo critico che il Governo sta vivendo al momento, come tutti ci aspettavamo, ha causato forti ritardi in merito a tutti i provvedimenti da prendere per combattere la crisi economica e sanitaria. I partiti si dividono tra chi vuole andare al voto e chi ne farebbe a meno. Mattarella non sa più che fare e convoca in aiuto Mario Draghi al Quirinale. E intanto il Decreto Ristori 5 ritarda.

Crisi di Governo: Mattarella convoca Draghi, i partiti insorgono

Insomma, possiamo dire che questo non era proprio il momento migliore per una nuova Crisi di Governo in Italia. Ma “ci siamo ricascati di nuovo”, per cui ora la prima cosa da fare sarà formare al più presto un nuovo esecutivo.

La novità freschissima di questi giorni è la convocazione di Mario Draghi al Quirinale, mossa dal Presidente della Repubblica Mattarella, che fa emergere opinioni molto differenti in Parlamento e in Senato.

Mattarella ha intenzione di dar vita ad un nuovo Governo con a capo Mario Draghi? Questo è tutto da vedere, visto che alle 12:00 di oggi Draghi salirà al Colle. E fino alla conclusione del “meeting” non possiamo sbilanciarci molto.

Quello che sappiamo adesso è che il Movimento 5 Stelle ha già chiarito che non intende appoggiare un probabile nuovo esecutivo con Draghi come Premier. Perché, affermano, desidererebbero un governo più tecnico. Mentre Trizzino, deputato del M5S, cerca di far cambiare idea ai suoi, dichiarando che sarebbe da irresponsabili non dare la maggioranza all’ex-Presidente della BCE.

Renzi invece, dopo aver “spaccato in due” l’esecutivo Conte-Bis e aver rinunciato a qualsiasi trattativa con la maggioranza, sostiene con fermezza la possibilità di un Governo Draghi.

Il PD, che in Senato pesa per l’11%, mostra indecisione sul da farsi. E afferma che attenderà di sapere le scelte degli altri partiti prima di dare una risposta affermativa o negativa al nuovo eventuale esecutivo.

Nel frattempo Salvini e Meloni chiedono fermamente di andare al voto. Mentre Berlusconi invece non si sbilancia troppo, pur non nascondendo la sua stima nei confronti di Mario Draghi.

Advertisement - Pubblicità


Mattarella dice no al voto, e decide di affidarsi a Draghi

Insomma, il nostro Governo ancora una volta mostra opinioni troppo differenti per poter prender una decisione comune in merito alla Crisi di Governo. Appena una settimana dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, Mattarella decide di prendere in mano le redini, e di convocare al Colle Mario Draghi.

La possibilità di un esecutivo Conte-ter ormai è solo un ricordo. Non sappiamo cosa accadrà davvero durante la riunione di oggi tra Mattarella e Draghi. Quel che è certo ormai, è che Conte non sarà più il nostro Presidente del Consiglio. E, arrivati a questa conclusione, le strade che si aprono sono tante.

Il Presidente della Repubblica però ha deciso di considerare solo due opzioni: il voto, oppure la formazione di un nuovo Governo. Mattarella afferma di aver tenuto conto con molta attenzione la possibilità di andare alle elezioni, ma spiega che si tratta di un momento troppo critico per l’Italia a causa della pandemia, della crisi economica e di quella sanitaria.

Sarebbe dunque troppo rischioso rimettere tutto in campo, perché bisognerebbe trovare una soluzione al più presto. Il Presidente decide dunque di non tardare ancora e di fare ciò che ora ritiene più giusto: chiedere aiuto all’uomo del “Whatever It Takes”. Mario Draghi, economista, banchiere, dirigente e accademico, oltre che uno degli uomini italiani più stimati in tutto il mondo.

Draghi è stato una figura fondamentale durante gli ultimi 30 anni di politica finanziaria ed economica. Prima come governatore della Banca d’Italia, poi come Presidente della Banca Centrale Europea. È stato celebrato come l’uomo che ha salvato l’Euro dalla grande crisi. E ora ci chiediamo se Mario Draghi sarà in grado di salvare anche l’Italia da questa situazione di incertezze, spaccature, controversie e poca coerenza.

Insomma, il nostro Bel Paese si trova nel bel mezzo di una crisi senza precedenti. E, come ci aspettavamo, anche i provvedimenti da prendere per combattere l’emergenza da Covid-19, sono tutti bloccati a data da destinarsi.

Intanto gli italiani aspettano il Decreto Ristori 5, che purtroppo tarderà parecchio

Quando Conte è salito al Colle per dare le dimissioni da Presidente del Conte-Bis, si credeva di riuscire a tenere “fuori dai problemi” i nuovi aiuti attesi dagli italiani per far fronte alla crisi economica. Ma puntualmente così non è stato.

I ristoratori, i bar, le palestre, e tutte le altre attività che aspettavano il nuovo Decreto Ristori 5 che prevedeva molti aiuti economici, dovranno attendere ancora.

A Palazzo Chigi è emersa infatti la convinzione che il Decreto Ristori 5 debba essere messo in campo con la dovuta cautela. D’altronde si tratta di un Decreto da ben 37 miliardi, somma che supera tutto l’insieme degli altri 4 decreti Ristori precedenti.

Somma che, per il bene degli italiani, dovrà essere gestita con la massima attenzione. Dunque, vista l’attuale Crisi di Governo e i tanti dubbi su quello che sarà il futuro dell’Italia, il momento non è certo il migliore per lanciare il Ristori 5. Che dunque tarderà, lasciando gli italiani ancora una volta con l’amaro in bocca.

La decisione presa è quella di lasciare il rilancio del decreto Ristori 5 in mano al nuovo esecutivo. Il che significa che prima di ricevere liquidità per far fronte alla crisi economica, il popolo italiano dovrà purtroppo aspettare diverso tempo.

Ora infatti, prima di tutto sarà opportuno valutare la risposta di Draghi alla possibilità di formare un nuovo Governo con lui alla guida. Dopodiché, mettendo caso che la proposta di Mattarella vada a buon fine, bisognerà attendere l’effettiva formazione di un nuovo esecutivo, poi il giuramento ufficiale, la fiducia in Parlamento e tutti gli altri passaggi necessari all’istituzione del prossimo Governo dei Ministri.

In seguito poi, è molto probabile che il Decreto Ristori 5, vista la sua importanza, debba essere rivalutato completamente in base alle decisioni del nuovo esecutivo. Dunque, per l’Italia si prospetta una strada difficile, piena di dubbi e incertezze su quello che sarà il domani.

A questo punto, possiamo solo sperare che Mattarella abbia preso la decisione migliore, e che la situazione si sblocchi al più presto. Soprattutto però, adesso la speranza si ripone su Draghi. Che ci auguriamo sia davvero l’uomo giusto per gestire nuovamente un’impresa che sembra la più complicata e tortuosa di sempre.

Aggiornamento: Mario Draghi accetta l’incarico con riserva.





Altri approfondimenti ed Articoli Correlati