Decreto Semplificazioni “salvo intese”: le novità per edilizia e appalti

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Come era stato annunciato settimane fa dal Presidente Conte, finalmente il Consiglio dei Ministri ha approvato l’ultima bozza del Decreto Semplificazioni, seppur servendosi della formula “salvo intese”.

Sono numerose le novità introdotte dal decreto, che Conte definisce “la madre di tutte le riforme”, e che servirà a semplificare gran parte dei procedimenti del sistema burocrazia in Italia.

I maggiori cambiamenti riguardano la semplificazione delle gare d’appalto e dell’avvio dei lavori, ma si parla anche di abuso d’ufficio e di digitalizzazione.

Vediamo le principali novità introdotte con il Decreto Semplificazioni.

Decreto Semplificazioni: il “salvo intese” non convince

Dopo una lunga riunione di oltre 4 ore tenutasi nella notte tra il 6 e il 7 luglio, il Consiglio dei Ministri è arrivato a “partorire” il tanto annunciato Decreto Semplificazioni. Un riforma contenente una cinquantina di articoli, nata con l’obbiettivo di facilitare quella burocrazia che in Italia è sempre stata troppo “pesante”.

La grande occasione che ha portato finalmente il Governo a fare qualcosa per semplificare i procedimenti, è nata per via dell’emergenza da Covid-19. Infatti la pandemia, quasi con senso ironico, ha portato l’Italia e l’Europa a stanziare somme talmente elevate che tutte insieme non si erano mai viste, al fine di rilanciare quella che oggi è un’economia in arresto. Se allora si vuole procedere nel rimettere in moto il sistema economico, quasi rincominciando tutto da zero, l’occasione ha fatto sì che si prendesse la palla al balzo per semplificare una volta per sempre anche il sistema burocratico.

La formula “salvo intese” però, fa pensare un po’ a tutti che ci siano ancora delle questioni da chiarire. Sta a significare infatti che il Consiglio dei Ministri si concede di poter apportare ancora dei cambiamenti sulla bozza, fino a quando questa non verrà pubblicata ufficialmente nella Gazzetta Ufficiale. Anche se il Governo chiarisce che il sistema salvo intese è riservato ad irrisori punti tecnici, e non politici.

Nell’attesa quindi che il Decreto Semplificazioni diventi ufficiale, vediamo quali sono le maggiori novità introdotte dall’ultima bozza.

La manovra comprende principalmente 4 argomenti principali:

  • Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;
  • Semplificazioni procedimentali e responsabilità;
  • Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;
  • Semplificazioni in materia di attività d’impresa, ambiente e green economy.

Le principali novità per edilizia e appalti

Per quanto riguarda i contratti pubblici e il settore dell’edilizia, si è cercato il metodo migliore per incentivare gli investimenti relativi alle grandi opere e alle infrastrutture. A tal proposito, il Decreto Semplificazioni applica una nuova disciplina di affidamento degli appalti, che sarà valida fino a 31 luglio 2021.

Le nuove disposizioni prevedono che:

  • I contratti pubblici di valore inferiore a 150.000 euro, saranno assegnati tramite affidamento diretto;
  • I contratti pubblici di valore pari o superiore a 150.000 euro, seguiranno invece una procedura negoziata che sarà valutata da un numero variabile di operatori, senza l’apertura di bandi. L’assegnazione definitiva dovrà avvenire entro un massimo di 2 mesi (4 mesi per alcuni casi particolari). I ritardi potranno essere sanzionati per danno erariale, e in ogni caso costituiranno motivo di esclusione dalle procedure di assegnazione.

Si dispongono inoltre dei provvedimenti per i contratti sopra soglia, con l’introduzione del temine di 6 mesi per l’assegnazione. Non saranno concesse sospensioni nell’esecuzione delle procedure, salvo in precisi casi straordinari.

Sarà istituito poi un Fondo che possa finanziare le stazioni appaltanti, così che la mancanza di risorse non sia motivo di sospensione dei cantieri. Inoltre, diventa obbligatorio costituire collegi tecnici consultivi, che avranno il dovere di risolvere le eventuali controversie tra le parti, sempre con l’obbiettivo di evitare il blocco delle procedure d’appalto.

In ambito edilizio, si provvede infine a:

  • Semplificare le procedure di demolizione e ricostruzione, e di modifica dei prospetti degli edifici;
  • Accelerare i sistemi nelle procedure edilizie, con l’istituzione di una conferenza di servizi, al fine di ottenere più facilmente l’assenso delle altre amministrazioni;
  • Potenziare gli incentivi per i lavori di rigenerazione urbana, riducendo inoltre la tassa di costruzione da pagare ai Comuni;
  • Prorogare la validità dei titoli edilizi;
  • Applicare il meccanismo del silenzio-assenso per la maggior parte delle procedure in edilizia e per la maggior parte degli adempimenti burocratici.




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