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Silenzio-assenso e silenzio-rigetto in edilizia: come funziona

Silenzio-assenso e silenzio-rigetto in edilizia: come funzionaSilenzio-assenso e silenzio-rigetto in edilizia: come funziona
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Quando si presenta una richiesta di costruzione per qualsiasi tipologia di opera, può capitare di non ricevere alcuna risposta da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Nel caso in cui era stabilito che l’ente amministrativo aveva una data di scadenza per rispondere alla richiesta, la legge italiana prevede che si attui il meccanismo del silenzio-assenso o del silenzio-rigetto.

Vediamo come funziona questo sistema e in che modo si applica nel settore edilizio.

Silenzio-assenso e silenzio-rigetto: cosa significa

Iniziamo innanzitutto spiegando il concetto dalle basi. Talvolta, la burocrazia italiana è talmente complicata e contorta che gli uffici non riescono a gestire in tempo tutte le richieste che arrivano da parte dei cittadini.

Allo stesso tempo però, su molte pratiche, lo Stato impone una precisa data di scadenza entro cui le PA dovrebbero fornire una risposta al cittadino, che sia positiva o negativa. Nel momento in cui però, gli uffici sono sovraccarichi (oppure sono inefficienti), spesso i cittadini si trovano a non ricevere alcuna risposta.

Per ovviare a questo problema, e per smaltire più velocemente le richieste comunali, il governo ha istituito il meccanismo del silenzio-assenso/silenzio-rigetto.

Generalmente, quando la legge impone una data entro cui il Comune deve rispondere al cittadino, in Italia si applica automatico il silenzio-rigetto. Vale a dire che, se egli non riceve alcuna risposta, significa che la pratica è stata rifiutata.

Attenzione però. Perché se le normative relative alla suddetta pratica prevedono invece che si applichi il silenzio-assenso, la domanda sarà automaticamente accettata. Questo secondo caso è quello che viene considerato maggiormente nel settore dell’edilizia.

Il meccanismo applicato in edilizia

In edilizia quindi, accade esattamente il contrario rispetto agli altri settori. Se di norma la legge italiana prevede il silenzio-rigetto per la maggior parte degli ambiti, per quello edile non è così. Qui infatti, normalmente si attua il silenzio-assenso. Mentre, solo nei casi in cui è esplicito il contrario, la domanda viene rigettata.

Tutti gli interventi edilizi, che siano nuove costruzioni, ristrutturazioni o interventi di restauro, sono regolati da procedure amministrative molto simili. Solitamente, prevedono che gli uffici comunali dello Sportello Unico per l’Edilizia valutino le richieste dei cittadini entro 30 giorni. Anche se la data di scadenza può subire cambiamenti in relazione alla nascita di nuove normative o di provvedimenti regionali.

Possiamo quindi affermare che, salvo eccezioni, la maggior parte delle pratiche presentate allo Sportello Unico che non ricevono risposta, si considerano accettate. Ma ovviamente ci vogliono i requisiti.

Per far sì che il silenzio-assenso abbia valore, è obbligatorio che la richiesta del cittadino sia:

  • Compilata in ogni sua parte;
  • Rispettosa di tutte le normative edilizie e urbanistiche;
  • Completa di tutti i documenti necessari previsti dalla legge;
  • Provvista delle ricevute di pagamento, qualora l’intervento prevedesse una somma in denaro per essere avviato.

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TAGS: richiesta costruzione, silenzio assenso, silenzio rigetto

Autore: Redazione Online

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