La TASI è quel tributo, tipico degli enti locali, che riguarda i servizi comunali indivisibili. Il significato di TASI è infatti Tassa sui Servizi Indivisibili, intendendo per servizi indivisibili tutti quei servizi comunali di cui usufruiscono i cittadini proprio in misura indivisibile, quali possono essere ad esempio l’illuminazione pubblica e la cura di strade e spazi verdi.

Riguardo la natura di tale tributo, è opportuno specificare che la TASI è una tassa, nonostante siano finanziati dei servizi indivisibili i cui beneficiari non possono essere individuati singolarmente.

Si rivela dunque importante capire la distinzione, convenzionalmente individuata dalla Scienza delle Finanze, tra tasse e imposte, in modo da capire perché tale tributo fa parte della prima fattispecie e non della seconda.

La differenza tra tasse e imposte

La distinzione collega principalmente le entrate al tipo di spese pubbliche che servono a finanziare, ma questa suddivisione va senz’altro approfondita.

Il presupposto dell’imposta è un fatto economico che viene posto in essere dal soggetto passivo senza che ci sia alcun tipo di relazione con una determinata attività dell’ente pubblico.

In poche parole è un evento cui sono estranei l’ente e l’attività pubblica, come il conseguimento di un reddito o il possesso di un bene. Inoltre, le imposte sono dovute a titolo di solidarietà, per rimpinguare le casse dell’ente e per far fronte alla generalità dei servizi erogati ai cittadini, e sono commisurate a quella che è la dimensione economica del tributo.

La tassa invece ha come presupposto un determinato atto o una determinata attività pubblica, quali possono essere, per esempio, l’emanazione di un provvedimento o lo svolgimento di un servizio pubblico, che riguardino nello specifico un determinato soggetto.

In particolare, la TASI è una tassa collegata alla fruizione di un determinato servizio pubblico: solo con la cifra raccolta sarà possibile finanziare, per fare un esempio, l’illuminazione pubblica o la cura del verde pubblico.

Va poi considerato che la tassa è una prestazione imposta in modo coattivo: non ha alcuna base contrattuale, quindi non ha natura privatistica. Non vi è dunque alcun rapporto di sinallagmaticità o corrispettività tra prestazione tributaria e attività pubblica: questo aspetto non va sottovalutato, anzi è molto importante in quanto spiega perché vi possono essere tasse, che sono correlate a un servizio pubblico, che sono dovute anche in tutti quei casi in cui il servizio non è concretamente utilizzato o erogato in favore dei cittadini.

La TASI è un tributo che è stato istituito nel 2014 ma già nel 2020 è entrata in vigore la riforma che ha provveduto ad accorpare la TASI all’IMU: il motivo risiede nel voler eliminare una tassa rivelatasi abbastanza pesante da sopportare per le casse dei contribuenti.

Dunque non è stata abolita, ma si tratta di un semplice accorpamento di due dei principali tributi comunali.

Per approfondire l’argomento leggi: “Tasse sulla Casa: IMU-TASI, tutto quello che devi sapere“;

Il Calcolo della TASI

Per quel che riguarda il calcolo della TASI, tutto dipende dall’aliquota applicata dal Comune, che varia a seconda della tipologia dell’immobile: per quel che riguarda la prima casa si può arrivare a un’aliquota massima del 3,3 per mille, che può addirittura aumentare fino all’11,4 per mille per le seconde case, senza dimenticare ovviamente di calcolare in seguito l’IMU.

Qualora il contribuente vanti un credito derivante da qualsiasi tributo gestito con modello F24 o più semplicemente un credito d’imposta, qualora si sia titolari di partita Iva e se tale credito sia generato dalla dichiarazione dei redditi 730 o dal Modello Unico, tale credito potrà essere successivamente utilizzato in compensazione.

Affinché ciò avvenga è necessario che si utilizzi un canale telematico, quali sono Fisconline o Entratel, facendo riferimento obbligatoriamente a un intermediario abilitato (CAF o dottore commercialista). Tale procedura dovrà essere eseguita sia nei casi in cui il credito d’imposta vantato nei confronti dell’Erario sia maggiore del debito TASI da pagare (indifferentemente che si tratti di saldo o di acconto) e sia nei casi in cui la compensazione dei crediti sia solo parziale.

Come pagare la TASI

Per quel che riguarda il pagamento del tributo, il versamento può essere effettuato tramite diverse modalità:

      • Con modello F24 cartaceo;
      • Con modello F24 elettronico, che è presente nella sezione F24 dell’Internet banking del contribuente;
      • Con modello F24 predisposto da un intermediario del contribuente, quale può essere un dottore commercialista o un CAF (Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale);
      • Con bollettino postale.

In tema di acconto, per definire quanto pagare sarà necessario prendere in considerazione l’aliquota relativa alla delibera approvata nell’anno precedente, mentre per quel che riguarda il saldo bisognerà applicare le nuove aliquote che siano previste dalla delibera successiva, purché l’approvazione avvenga entro la data del 28 ottobre.

Occorre poi considerare che le scadenze per il versamento della TASI sono due, il 16 Giugno e il 16 Dicembre: solo qualora tali giorni cadano di sabato o di domenica, la scadenza entro cui ultimare il versamento sarà automaticamente posticipata al lunedì successivo.

Per quel che riguarda il modello F24, bisogna ricordare che il versamento va effettuato presso gli sportelli bancari (magari il Tesoriere dell’ente), in posta o presso gli uffici dell’ente di riscossione.

Il pagamento può anche avvenire online, direttamente sul sito dell’Agenzia dell’Entrate o su quello di Poste Italiane, senza dimenticare i vari servizi di home banking che sono stati predisposti dai vari istituti di credito. La modalità di presentazione telematica è obbligatoria per tutti quei soggetti che siano titolari di una partita IVA.

Inoltre, l’F24 è da inviare online, o personalmente o tramite un intermediario abilitato, tutte quelle volte qualora risulti un saldo pari a zero o, per i modelli che contengono crediti utilizzati in compensazione, se essi presentano un saldo maggiore di zero.

Invece, per quel che concerne il pagamento tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate, questa per permettere il versamento mette a disposizione dei contribuenti una particolare piattaforma, F24 Web: l’accesso sarà reso possibile solo in caso di registrazione al canale Fisconline, che è aperto a tutti, anche ai privati cittadini, o al canale Entratel, che è invece riservato ai titolari di partita IVA e ad altri soggetti particolari quali possono essere gli intermediari abilitati (CAF e commercialisti).

Dunque, una volta effettuato l’accesso su F24 Web, per effettuare il pagamento basterà compilare online un apposito modello, in cui indicare i propri dati anagrafici, il codice del tributo che si desidera pagare, l’importo e l’anno di riferimento, oltre ovviamente all’indicazione dei dati relativi al conto corrente posseduto presso un istituto convenzionato, dal quale verranno prelevate le somme da pagare.

Confermata e completata l’operazione, al termine dell’operazione si riceverà l’apposita ricevuta.

A livello tecnico, il regolare invio del modello F24 produce un ordine di addebito direttamente all’Agenzia delle Entrate a carico del conto corrente indicato dal contribuente: qualora siano fornite informazioni non corrette sul metodo di pagamento o qualora a causa di problemi in termini di disponibilità economica il versamento non vada a buon fine, il contribuente verrà comunque considerato inadempiente.

Riguardo al pagamento tramite servizio di home banking, la procedura si rivela essere anche in questo caso abbastanza semplice: dopo aver compilato i dati necessari e dopo aver inserito la solita password di sicurezza, l’ordine di pagamento viene inviato. Inoltre vi sono alcune banche che permettono addirittura di caricare direttamente sul proprio sito web un file in formato PDF del modello precedentemente compilato.

Conclusione

Per concludere, a titolo esemplificativo proviamo a descrivere la compilazione del modello F24 relativo alla TASI, che prevede diversi campi da compilare:

  • Il primo campo riguarda la compilazione del codice dell’ente o del comune;
  • Il secondo campo riguarda l’opzione del ravvedimento, di conseguenza qualora il contribuente decisa di avvalersene dovrà barrare tale casella;
  • Il terzo campo riguarda eventuali variazioni degli immobili: il contribuente, qualora siano intervenute variazioni di qualsiasi tipo per uno o più immobili che richiedono la presentazione di opportuna dichiarazione di variazione, dovrà barrare anche tale casella;
  • Il quarto campo concerne invece l’acconto: qualora il pagamento da effettuare sia riferito all’acconto, bisognerà barrare questa casella;
  • Contrariamente a quello precedente, il quinto campo riguarda il saldo, dunque se il pagamento si riferisce a quest’ultimo bisognerà barrare solo questa casella. Un caso particolare riguarda l’eventuale pagamento in un’unica soluzione: qualora ciò avvenga sarà necessario barrare entrambe le caselle (cioè quella del quarto e del quinto campo);
  • Nel sesto campo bisognerà indicare il numero degli immobili del contribuente;
  • Nel settimo campo bisognerà indicare il codice del tributo;
  • L’ottavo campo riguarda la rateazione nel relativo mese di riferimento;
  • Il nono campo richiede l’indicazione dell’anno di riferimento, ossia l’indicazione dell’anno di imposta per il quale si effettua il versamento;
  • Nel decimo campo bisognerà indicare l’importo a debito che si intende versare;
  • Nell’undicesimo campo andranno indicati eventuali crediti d’imposta che si deciderà, eventualmente, di utilizzare come compensazione;
  • Il dodicesimo campo, noto come Totale G, indica la somma dei vari importi a debito indicati e che andranno versati;
  • Il tredicesimo campo, noto come Totale H, indica invece quella che è la somma degli eventuali crediti da utilizzare come compensazione. Tale sezione non andrà compilata qualora il contribuente non vanti alcun credito d’imposta;
  • Nel quattordicesimo campo bisognerà indicare il saldo, dato dalla differenza tra gli importi a debito e gli eventuali crediti d’imposta vantati dal contribuente e che dovranno essere compensati;
  • Nel quindicesimo campo, infine, andranno indicate eventuali detrazioni.