L’aggiornamento del rapporto congiunturale 2022 sull’economia della Sardegna rivela delle sorprese, mostrando un aumento positivo del PIL su tutti i settori.

L’azzeramento delle restrizioni imposte dai lockdown, ha consentito all’economia sarda di crescere, sviluppando un prodotto interno lordo maggiore del 5% rispetto a quello dello stesso periodo nello scorso anno.

I settori trainanti

Sono l’edilizia e il turismo il vero motore dell’economia della Sardegna. Il turismo è sempre stato un settore in forte espansione, che dopo una leggera flessione fra il 2010 e il 2012, ha sempre registrato una notevole crescita, eccezion fatta per il periodo pandemico. Nel 2022 gli arrivi hanno raggiunto la cifra record di 7 milioni, consolidando una stagione fortemente positiva per tutto il comparto, che, complice il bel tempo, ha continuato a trainare l’economia sarda anche durante il mese di ottobre.

Oltre al turismo balneare, che si mantiene stabile, la Sardegna punta alla destagionalizzazione, mediante la ripresa della stagione fieristica e investimenti su altre tipologie di attrazioni che di certo non mancano sull’isola.

Anche l’edilizia ha dato un forte impulso all’economia. Costruzioni, industria, manifattura, hanno mobilitato un’ampia fetta di lavoratori ed aziende. Tutto ciò è stato possibile grazie agli incentivi del governo, come ad esempio i noti bonus edilizi, e la fortunata iniziativa regionale per agevolare chi compra e ristruttura una casa in Sardegna, ma soltanto in piccoli centro con meno di 3.000 abitanti.

Secondo Stefano Barra, direttore della sede della Banca d’Italia di Cagliari, il bilancio del semestre è assolutamente positivo su più settori, con un recupero e un superamento dei livelli pre-pandemia, durante la quale il PIL aveva registrato un picco negativo dell’11,5 %, con drastico calo dell’occupazione su tutti i fronti.

Secondo il sondaggio della Banca d’Italia, le aziende con almeno 20 addetti hanno visto crescere il loro fatturato fino a Settembre 2022, sia nel mercato estero che in quello interno, prefigurando anche un aumento del numero di occupati.

Previsioni per il futuro e misure di sostegno

Nonostante l’attuale bilancio positivo, gli analisti rimangono molto cauti per quanto riguarda il futuro. Gli effetti della politica monetaria, l’inflazione alle stelle e l’aumento dei costi delle materie prime, produrrà senza dubbio un rallentamento dell’economia, secondo gli esperti.

Giovanni Soggia, vice titolare della divisione di Ricerche economiche della sede di Cagliari, sostiene che l’aumento dei tassi di interesse sui mutui e sui finanziamenti in generale, potrebbero portare a una diminuzione della richiesta di credito e di conseguenza provocare un calo dei consumi molto pronunciato. Si profila quindi un deterioramento del quadro congiunturale, con una forte frenata sull’economia che ovviamente non sarà esclusiva della Sardegna, ma colpirà tutte le regioni italiane.

Per il rilancio economico della Sardegna, Solinas ha previsto una variazione di bilancio da 210 milioni di euro per l’economia. Attraverso il disegno di legge “Norme per il sostegno e il rilancio dell’economia”, sono state inserite misure ad hoc per l’agricoltura (che ha subito un calo della domanda), l’artigianato (un settore vitale per lo sviluppo economico sardo), il lavoro (con fondi per le piccole/medie imprese e per le partite iva), lo spopolamento (con contributi per chi apre attività o ristruttura case nei piccoli centri). Altri fondi sono stati stanziati per le opere pubbliche e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

L’intervento è finalizzato a sostenere i segmenti economici più penalizzati dell’emergenza energetica. Altre misure e stanziamenti sono in via di definizione. L’obiettivo del governatore è continuare a rendere attrattiva la Sardegna, e minimizzare l’impatto della crisi e della guerra sull’economia sarda nel futuro.