Sbloccati condoni edilizi zona rossa Vesuvio: è caos

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Siglato l’accordo interno regionale tra PD e Forza Italia per sbloccare le richieste di condono edilizio nella zona rossa del Vesuvio, in Campania.

Viene modificato così il Decreto Legge n. 269 del 30 settembre 2003, che in Campania aveva sospeso quasi 40 mila richieste di sanatoria, vietando inoltre l’avvio di nuove costruzioni nelle aree più a rischio vulcanico.

La Regione avvia sanatorie sospese con un folle provvedimento

Per ottenere la concessione e quindi la modifica delle previe disposizioni di legge, il nuovo emendamento è stato collegato all’approvazione della nuova legge sulle “misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente”.

In sostanza quindi, la Regione Campania ha giustificato le nuove decisioni con quella che sembra un’enorme contraddizione. Se infatti da una parte lo Stato ha introdotto nuove misure da adottare per il benessere dell’ambiente, dall’altra la Regione ha pensato bene di usufruire di qualche cavillo per ottenere dei permessi che con l’ambiente c’entrano ben poco.

Anzi, si può dire che le nuove decisioni comportino esattamente l’effetto contrario. L’approvazione delle sanatorie che erano sospese infatti, non solo rappresenta un danno per la natura. Ma mette anche a serio rischio l’incolumità dei cittadini che risiedono nelle zone circostanti il vulcano attivo, registrato come uno tra i più pericolosi del mondo.

Le novità introdotte dalla Regione stabiliscono quindi che: “il divieto (di costruire) non si applica agli edifici residenziali per i quali risultino pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruire in sanatoria ai sensi delle leggi del 1985 e del 1994”. I Decreti relativi a quegli anni infatti riguardavano due condoni edilizi concessi dallo Stato.

M5S si oppone: “stanno infrangendo la Costituzione”

Nel 2003, è la stessa Regione a vietare le nuove costruzioni nella zona rossa del Vesuvio. Da qui nasce il dubbio di cosa sarebbe successo alle richieste di condono fatte prima di quell’anno. E a questo proposito, nel 2018, il Consiglio di Stato specifica con una sentenza che tutti gli immobili abusivi non avrebbero ottenuto la sanatoria, a prescindere dalla data delle richieste. Tutte le quasi 40 mila pratiche attive avviate prima del 2003, ricevettero l’ufficiale sospensione.

La Regione Campania ha deciso quindi di infrangere le disposizioni statali, dando il via allo sblocco delle sanatorie con richiesta antecedente al 2003. Il fatto ha destato numerose polemiche, soprattutto da parte degli esponenti del Movimento 5 Stelle, che denunciano a gran voce le illegittimità incostituzionali presenti nel nuovo emendamento regionale.

In particolare, Vincenzo Viglione, consigliere regionale in Campania, afferma che il Consiglio si opporrà puntualmente ai Comuni che sbloccheranno le pratiche. Egli ricorda infatti che esiste un vincolo di inedificabilità assoluta per la zona rossa che circonda il Vesuvio. E che inoltre lo Stato ha stabilito chiaramente il divieto di condono degli immobili, anche se le richieste risalgono a prima del 2003.

Sicuramente una vicenda molto contraddittoria e delicata, che potrebbe apparire ad alcuni come un infimo escamotage della Regione per guadagnare denaro. Sembra sia sfuggito però il fatto che in gioco c’è la vita di tante, troppe persone.

Non ci resta che attendere nuovi sviluppi.