A ottobre 2026 i prezzi richiesti delle abitazioni usate scendono dello 0,9% rispetto a settembre. Il valore nazionale rilevato da idealista si porta a 2.012 euro al metro quadrato: il confronto con un anno prima resta però positivo, a +1,5%. Il comunicato, pubblicato il 4 novembre, descrive quindi un arretramento mensile dentro un mercato ancora più caro rispetto all’ottobre 2025.

Per chi cerca o vende casa, il dato offre un’indicazione sull’andamento dell’offerta. La metodologia del portale precisa che l’indice riguarda le richieste degli annunci: il prezzo concordato al termine di una trattativa è un’altra misura. La differenza conta quando si passa dal titolo di una notizia alla valutazione di un appartamento concreto.

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Un calo diffuso, con differenze fra le città

Il ribasso interessa 81 dei 112 capoluoghi osservati; 27 crescono e quattro restano stabili. Fra i mercati maggiori, Milano arretra dello 0,1%, Roma e Torino dello 0,3%, Bologna e Napoli dello 0,9%. Firenze va in direzione opposta, con un incremento dello 0,6%.

Questi movimenti vanno letti insieme ai livelli di partenza. Un piccolo arretramento percentuale può verificarsi in una città dove i valori richiesti rimangono elevati, mentre un rialzo locale può accompagnare prezzi molto diversi da quelli dei mercati più costosi.

Su smartphone puoi scorrere la tabella lateralmente.

Città Prezzo richiesto, ottobre 2026 Variazione mensile
Milano 5.650 €/m² −0,1%
Venezia 4.970 €/m² +0,3%
Firenze 4.827 €/m² +0,6%
Bologna 3.803 €/m² −0,9%
Roma 3.801 €/m² −0,3%

Fonte dei dati: idealista, comunicato del 4 novembre 2026. Valori riferiti agli immobili in offerta, non a singoli rogiti.

Che cosa misura l’indice e come usarlo

La metodologia aggiornata nel 2026 parte dagli annunci attivi, applica controlli di qualità ed elimina i duplicati. Calcola poi valori nelle microzone e li aggrega ai livelli territoriali superiori. L’obiettivo è rendere il confronto più coerente rispetto a una semplice somma di annunci, nella quale lo stesso immobile potrebbe comparire più volte.

Il risultato è utile per osservare la direzione delle richieste e confrontare territori e periodi. Per il lettore, la conseguenza pratica è partire dal livello più vicino alla propria ricerca: il quartiere o il Comune aiutano a orientare una scelta locale più della sola cifra nazionale.

Una media al metro quadrato non è una valutazione della casa

Immaginiamo, in un esempio ipotetico, due appartamenti nella stessa zona e con superficie dichiarata simile. Il primo è già utilizzabile; il secondo richiede lavori e si trova in un edificio con interventi condominiali da programmare. Moltiplicare per entrambi lo stesso valore medio nasconderebbe una parte importante del confronto.

Chi compra dovrebbe affiancare al prezzo richiesto un quadro dei lavori necessari e degli impegni condominiali conosciuti. Se emergono spese rilevanti, cambia il budget complessivo e può cambiare la proposta da presentare. Chi vende può usare gli annunci comparabili per capire la propria posizione, motivando poi le differenze attraverso caratteristiche e documenti dell’immobile.

Il dato mensile non stabilisce lo sconto in trattativa

Il −0,9% nazionale non indica quanto il singolo venditore sia disposto a trattare. Confronta il livello dell’indice in due momenti; lo sconto di una compravendita riguarda invece la differenza fra richiesta e prezzo concordato per quello specifico bene.

Per orientare una proposta, è più utile raccogliere annunci di immobili davvero confrontabili e separare le differenze: posizione, superficie, piano, condizioni dell’appartamento, caratteristiche dell’edificio e lavori previsti. Se l’offerta locale è molto disomogenea, un professionista che conosce il mercato della zona può aiutare a costruire un confronto ragionato. L’indice resta il contesto; la decisione si forma sui dati della casa.

Perché questo dato è diverso dalla rilevazione ISTAT

Su Edilizia.com abbiamo già raccontato i dati ISTAT sui prezzi delle abitazioni del secondo trimestre 2026. Le due notizie riguardano fonti, periodi e misure differenti: l’aggiornamento idealista qui esaminato riguarda le richieste di ottobre, mentre la precedente rilevazione ufficiale si riferisce a un trimestre precedente e ai prezzi delle abitazioni acquistate.

Per seguire l’evoluzione del mercato conviene confrontare nel tempo la stessa serie, indicando sempre a quale periodo e a quale tipo di prezzo ci si riferisce. Mettere in fila percentuali di natura diversa come se appartenessero a un unico indice può suggerire accelerazioni o frenate che quei numeri, da soli, non descrivono.

Fonti e riferimenti