Lo sportello del bonus colonnine domestiche 2026 è chiuso dalle ore 12 del 27 ottobre. L’avviso pubblicato da Invitalia anticipa quindi il termine per presentare nuove domande: chi aveva considerato la scadenza originaria del 31 gennaio 2027 deve ora fare riferimento alla chiusura intervenuta ieri.

La comunicazione riguarda il contributo per l’acquisto e l’installazione di sistemi di ricarica domestica, destinato a persone fisiche e condomìni. Per le richieste già trasmesse resta da seguire il procedimento di valutazione; per chi non ha ancora presentato domanda, un’eventuale nuova possibilità di accesso dipenderà da un successivo avviso ufficiale.

Bonus colonnine 2026: quale scadenza vale adesso

Invitalia richiama l’articolo 3, comma 7, del decreto direttoriale dell’11 settembre 2026 e comunica la chiusura anticipata della piattaforma. La finestra era stata aperta il 22 settembre e riguardava le infrastrutture con installazione completata nel periodo dal 26 giugno al 31 dicembre 2026.

Il periodo previsto per gli interventi e quello effettivo per inviare la richiesta sono però due elementi distinti. Il fatto che un’installazione ricada nell’annualità agevolabile non permette di inoltrare una nuova domanda a sportello chiuso. Nella stessa scheda ufficiale possono ancora comparire riferimenti al calendario originario: l’avviso di chiusura e lo stato dell’incentivo, indicato come chiuso, chiariscono la situazione attuale.

Chi ha già presentato domanda deve seguire la propria pratica

Per le domande trasmesse entro la chiusura, il passaggio utile è controllare lo stato della pratica nell’area riservata e conservare la ricevuta di registrazione. Le FAQ precisano che l’ammissione all’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione: la ricevuta documenta l’invio, mentre l’assegnazione richiede il successivo esame.

La pagina dedicata alla procedura indica la concessione entro 90 giorni dal termine di presentazione, mediante il provvedimento che comprende gli elenchi degli ammessi e nel limite delle risorse disponibili. L’invio non equivale dunque a un accredito già riconosciuto, né consente di fissare autonomamente la data in cui il contributo arriverà sul conto.

È opportuno mantenere attiva la PEC indicata e tenere disponibili fatture elettroniche, documentazione dei pagamenti, dichiarazione di conformità dell’impianto e attestazione dei requisiti del dispositivo. Per un condominio vanno conservati anche i documenti relativi alla decisione assembleare e al soggetto che ha presentato la richiesta.

Quanto prevede il contributo e perché conta il massimale

L’agevolazione copre l’80% delle spese ammissibili, entro 1.500 euro per una persona fisica e 8.000 euro per un condominio. Può comprendere, alle condizioni previste, acquisto e posa, opere strettamente necessarie, attività tecniche e collegamento alla rete. La percentuale non elimina i tetti: su una spesa ipotetica di 2.000 euro interamente ammessa, l’80% sarebbe 1.600 euro, ma per una persona fisica resterebbe il limite di 1.500 euro.

Per organizzare un’installazione sulle parti comuni, autorizzazioni, alimentazione e ripartizione degli utilizzi restano questioni da definire con attenzione, indipendentemente dall’apertura dell’incentivo.

Riapertura possibile solo con un nuovo avviso

Invitalia spiega che, qualora tornassero disponibili risorse, l’eventuale riapertura sarà comunicata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con termini e modalità. Al 28 ottobre, questo significa attendere un atto specifico: non una riapertura automatica né una prenotazione attraverso canali alternativi.

La dotazione indicata per il 2026 è di 15 milioni di euro; la programmazione pubblicata comprende anche annualità successive. Questi stanziamenti non riaprono da soli la finestra appena chiusa. Chi deve ancora realizzare l’impianto può intanto definire un preventivo completo, verificare il dispositivo e valutare la spesa senza considerare acquisito un rimborso.

Resta distinto anche il percorso delle proposte ARERA sulla ricarica domestica per il 2027 e il 2028: regole sull’uso della potenza e contributo all’acquisto rispondono a finalità differenti e richiedono verifiche separate.

Fonti e riferimenti