Quando un camino fuma nella stanza, fatica ad avviarsi o brucia la legna troppo velocemente, si tende a dire che «non tira» o che «tira troppo». Il tiraggio del camino, però, non è una sensazione né un valore da correggere con un accessorio scelto a caso. È una differenza di pressione, si misura in pascal e va letta insieme a temperatura dei fumi, configurazione del sistema fumario, aria disponibile nel locale e condizioni di funzionamento.

Lo stesso sintomo può avere cause molto diverse. Il fumo all’accensione può dipendere dalla colonna d’aria fredda nel condotto; il riflusso che compare soltanto con la cappa accesa suggerisce invece una depressione nel locale. Depositi, restringimenti, giunti non a tenuta, tratti orizzontali, terminale in una zona turbolenta o combustibile umido richiedono rimedi differenti.

Questa guida spiega che cosa genera il tiraggio naturale, come si esegue una misura attendibile, quali prove aiutano a isolare il difetto e perché non esiste un numero valido per ogni camino. L’obiettivo non è fornire una taratura fai da te, ma permettere al proprietario di descrivere bene il problema, evitare tentativi rischiosi e valutare una diagnosi tecnica completa.

Che cos’è il tiraggio del camino

In un sistema a tiraggio naturale i prodotti della combustione sono più caldi e, in genere, meno densi dell’aria esterna. La colonna calda nel camino tende quindi a salire e crea una pressione più bassa alla base rispetto all’ambiente. Questa differenza richiama aria comburente nell’apparecchio e spinge i fumi lungo il percorso fino allo sbocco.

In forma semplificata, la pressione teoricamente disponibile può essere rappresentata come:

Δpteorica ≈ g × H × (ρesterna − ρfumi)

dove g è l’accelerazione di gravità, H l’altezza efficace e le due densità descrivono aria esterna e fumi. La formula aiuta a capire perché altezza e differenza di temperatura contano, ma non restituisce da sola il tiraggio disponibile all’apparecchio. Lungo il percorso si consumano pressione nelle curve, nei raccordi, nelle pareti rugose, nei depositi e nel terminale; vento e pressione del locale possono aggiungere o sottrarre ulteriore spinta.

Il pascal, simbolo Pa, è l’unità di misura della pressione. Valori che sembrano piccoli sono significativi in un camino, ma non va adottata una soglia universale. Il dato richiesto è quello indicato dal fabbricante dell’apparecchio nelle condizioni specificate, oppure quello ricavato dal progetto e dalla verifica fluidodinamica del sistema.

Scorri orizzontalmente per leggere tutta la tabella.

Fattore Effetto possibile Che cosa va verificato Errore comune
Altezza efficace Aumenta la pressione teorica disponibile Percorso reale, quota dello sbocco e ostacoli Misurare solo il tratto visibile sul tetto
Temperatura dei fumi Fumi più caldi favoriscono la spinta Regime dell’apparecchio, isolamento e combustibile Surriscaldare per compensare un difetto
Sezione e forma Modificano velocità e perdite di carico Diametro, restringimenti e compatibilità Credere che più grande sia sempre meglio
Curve e tratti suborizzontali Aumentano le resistenze al moto Numero, raggio, pendenza e lunghezza Aggiungere raccordi senza ricalcolo
Pareti e depositi Rugosità e fuliggine riducono la sezione utile Pulizia, corrosione, creosoto e ostruzioni Valutare il condotto solo dall’imbocco
Pressione del locale Può opporsi all’ingresso d’aria e al camino Prese d’aria, tenuta dell’edificio ed estrattori Usare la finestra aperta come soluzione definitiva
Vento e terminale Possono creare depressione o riflusso Quota, zona di reflusso, ostacoli e geometria Montare subito un comignolo “miracoloso”
Advertisement - Pubblicità

Tiraggio teorico, perdite e pressione del locale

Per diagnosticare il sistema conviene separare tre grandezze. La prima è la spinta teorica prodotta dalla colonna calda. La seconda è la somma delle perdite lungo apparecchio, canale da fumo, camino e comignolo. La terza è la pressione presente nel locale rispetto all’esterno. Il tiraggio effettivo nasce dall’equilibrio fra queste componenti.

Un camino alto può funzionare male se è freddo, molto rugoso o ostruito. Un condotto ben dimensionato può andare in crisi quando una cappa potente espelle aria da un’abitazione molto ermetica. Un terminale esposto a raffiche può alternare depressione e sovrapressione, facendo comparire un difetto solo con determinate direzioni del vento.

La UNI EN 13384-1:2019 definisce metodi di calcolo termico e fluidodinamico per camini collegati a un solo apparecchio, considerando funzionamento in pressione negativa o positiva e condizioni a secco o a umido. Il calcolo non coincide con una misura istantanea: il primo verifica la configurazione nei casi di progetto, la seconda fotografa il comportamento reale durante una prova. Le due letture devono essere coerenti.

Per capire componenti, designazione e criteri dell’intero percorso è utile la guida alla canna fumaria, normativa e dimensionamento. Il tiraggio non dipende infatti dal solo tubo verticale, ma dal sistema che va dalla presa d’aria fino allo sbocco.

Perché non esiste il valore di tiraggio giusto per tutti

Manuali e schede tecniche possono indicare una depressione richiesta in Pa, ma quel valore appartiene a uno specifico apparecchio e a determinate condizioni di potenza e prova. Un focolare aperto, un inserto chiuso, una stufa a legna e una stufa a pellet non hanno la stessa portata d’aria, la stessa resistenza interna né lo stesso controllo della combustione.

Anche il segno del dato può confondere: alcuni strumenti o documenti rappresentano la depressione con un valore negativo, altri ne riportano il modulo positivo. Nel verbale devono quindi comparire punto di misura, riferimento, unità, stato dell’apparecchio e condizioni ambientali, non soltanto un numero isolato.

Un valore elevato non è automaticamente migliore. Un tiraggio eccessivo può accelerare la combustione, aumentare il consumo, rendere difficile la regolazione e alzare la temperatura dei fumi. Un valore insufficiente può ridurre l’aria attraverso il focolare, favorire combustione incompleta e provocare riflusso. La regolazione corretta è quella compatibile con apparecchio, combustibile e sistema fumario.

Advertisement - Pubblicità

Come si misura il tiraggio in pascal

La misura si esegue con un manometro differenziale o micromanometro adatto alle piccole pressioni. Una sonda viene collegata al punto di prelievo previsto sul canale da fumo o nella posizione indicata dal fabbricante; l’altro riferimento legge la pressione dell’ambiente. Foro, sonda e collegamento devono essere idonei alle temperature e richiusi correttamente dopo la prova.

Lo strumento va azzerato, controllato e utilizzato nel proprio campo di misura. Prima di interpretare il dato si registra se il camino è freddo o caldo, la temperatura esterna, lo stato di porte e finestre, la presenza di vento e quali estrattori sono attivi. L’apparecchio viene portato nella condizione prevista dal manuale e si attende un regime sufficientemente stabile.

Una lettura singola all’accensione non descrive il comportamento stagionale. Il tecnico può ripetere la prova a differenti potenze e con diverse configurazioni dell’edificio, senza alterare dispositivi di sicurezza. Se il difetto compare con raffiche o soltanto in alcune ore, fotografie, video e un diario delle condizioni aiutano a riprodurlo.

Scorri orizzontalmente per leggere tutta la tabella.

Fase Operazione Dato da annotare Perché conta
1. Documenti Identificare apparecchio e manuale Combustibile, potenza e tiraggio richiesto Fornisce il termine di confronto corretto
2. Strumento Controllare campo, tubi e azzeramento Modello, risoluzione e stato di taratura Evita letture instabili o fuori scala
3. Punto Usare il prelievo previsto o predisposto Posizione e distanza dall’apparecchio Rende la misura ripetibile
4. Ambiente Registrare aperture, vento ed estrattori Configurazione normale e varianti di prova Fa emergere le depressioni del locale
5. Regime Portare l’apparecchio alla condizione indicata Tempo, potenza e temperatura dei fumi Separa l’avvio dal funzionamento stabile
6. Lettura Osservare valore e oscillazioni Pa, segno adottato, minimo e massimo Distingue un difetto costante dal vento
7. Confronto Rapportare il dato a manuale e progetto Scostamento e condizioni Impedisce di applicare soglie generiche
8. Ripristino Chiudere a tenuta il punto di prova Materiale e controllo finale Mantiene integrità e sicurezza del canale

La prova con la finestra aperta

Se aprendo una finestra vicina il difetto si riduce, l’indizio è utile: il locale potrebbe non ricevere aria sufficiente oppure trovarsi in depressione. Non dimostra però da solo che basti praticare un foro qualsiasi. Posizione e dimensione della presa d’aria, requisiti dell’apparecchio, ventilazione dell’ambiente e interazione con VMC, cappe e altri generatori devono essere verificati.

Tenere abitualmente la finestra socchiusa non è una riparazione. Cambia con il vento, spreca energia, può essere dimenticato e non documenta la conformità dell’impianto.

Sintomi: che cosa suggeriscono e che cosa non provano

Il momento in cui compare il sintomo restringe il campo. Un riflusso soltanto nei primi minuti porta a controllare colonna fredda, preriscaldamento, percorso e pressione iniziale. Il fumo che esce quando si apre lo sportello può dipendere da apertura brusca, letto di brace, ostruzione o tiraggio insufficiente. Un vetro nero non dimostra da solo un camino difettoso: entrano in gioco legna umida, regolazione dell’aria, uso prolungato a bassa potenza e geometria del focolare.

Scorri orizzontalmente per leggere tutta la tabella.

Sintomo Cause compatibili Prima verifica utile Conclusione da non anticipare
Fumo solo all’accensione Camino freddo, colonna invertita, pressione interna Temperatura, percorso e condizioni del locale Che serva subito un aspiratore
Fumo aprendo lo sportello Apertura rapida, ostruzione, debole depressione, carica Procedura d’uso, pulizia e misura a regime Che sia sempre colpa del diametro
Problema con cappa o VMC Depressione dell’edificio e aria insufficiente Prova controllata con estrattori spenti e attivi Che il comignolo possa compensare tutto
Problema soltanto col vento Zona di reflusso, ostacoli, quota o terminale Direzione del vento e rilievo della copertura Che ogni terminale antivento sia compatibile
Condensa scura o creosoto Fumi freddi, legna umida, camino grande o non isolato Combustibile, temperatura, isolamento e pulizia Che basti aumentare l’aria senza controllo
Fiamma molto vivace e rumore Tiraggio elevato, eccesso d’aria o guarnizioni Misura, tenuta dell’apparecchio e regolazioni Che strozzare liberamente lo scarico sia sicuro
Allarme depressione su pellet Ostruzione, perdite, porta, pressostato o estrazione Codice errore e procedura del produttore Che si possa bypassare il sensore
Advertisement - Pubblicità

Camino aperto e apparecchio chiuso non sono equivalenti

Un camino aperto muove una grande quantità d’aria dalla stanza verso il focolare. La geometria di bocca, gola e cappa, la sezione del condotto e la disponibilità d’aria devono funzionare insieme. Case rese più ermetiche da nuovi serramenti possono far emergere un difetto prima mascherato dalle infiltrazioni.

Un inserto o una stufa chiusa controllano l’aria attraverso passaggi definiti e hanno requisiti dichiarati dal fabbricante. Collegare un inserto alla vecchia cavità senza verificare condotto, raccordo, isolamento e ispezionabilità non trasforma automaticamente il sistema in un impianto corretto. Una guida dedicata spiega come valutare canna fumaria in acciaio inox, parete singola e doppia.

Negli apparecchi a pellet un ventilatore gestisce parte del percorso dei fumi e sensori controllano pressione e sicurezza. Un allarme non va cancellato aumentando parametri o escludendo il pressostato: si segue il manuale e si cerca la causa fra pulizia, guarnizioni, presa d’aria, scarico e componenti.

Diagnosi: la sequenza che evita rimedi casuali

Una diagnosi efficace procede dal semplice al complesso, ma senza saltare la sicurezza. Prima si identificano apparecchio e documenti, poi si osservano combustibile, uso e momento del difetto. Si controllano manutenzione, ostruzioni e stato accessibile. Successivamente si ricostruiscono percorso, diametri, curve, altezza, isolamento, giunti e terminale.

La UNI 10683:2022 disciplina, nel proprio campo, verifica, installazione, controllo e manutenzione degli impianti alimentati da biocombustibili solidi fino a 35 kW. La UNI EN 15287-1:2024 riguarda progettazione, installazione, messa in servizio e risanamento dei camini per apparecchi non stagni. La norma da applicare dipende dalla configurazione concreta: citarne una non sostituisce rilievo e istruzioni del produttore.

  1. Mettere in sicurezza: sospendere l’uso se fumo o gas entrano nel locale.
  2. Identificare il sistema: apparecchio, combustibile, potenza, manuale e dichiarazioni disponibili.
  3. Descrivere il difetto: avvio, regime, apertura sportello, vento, estrattori, durata e frequenza.
  4. Controllare combustibile e conduzione: umidità della legna, carica, regolazioni e corretta accensione.
  5. Verificare pulizia e passaggio: focolare, scambiatori, canale da fumo, camino e terminale.
  6. Esaminare aria e pressione: prese, griglie, VMC, cappe, aspiratori e altri apparecchi.
  7. Rilevare geometria e stato: sezione, altezza, curve, tratti suborizzontali, perdite e isolamento.
  8. Misurare: depressione e temperature nelle condizioni indicate e in quelle che riproducono il difetto.
  9. Calcolare se necessario: verificare la configurazione e dimensionare l’intervento.
  10. Provare dopo la correzione: documentare risultato, tenuta, pulizia e manutenzione futura.
Advertisement - Pubblicità

Rimedi per tiraggio insufficiente

Il rimedio dipende dalla causa dimostrata. Se la sezione è ridotta da fuliggine o da un nido, si pulisce e si ispeziona. La manutenzione della stufa a pellet distingue le operazioni dell’utente dai controlli sul sistema fumario e sui componenti che richiedono il tecnico.

Se manca aria comburente, si progetta la presa o si riequilibrano le estrazioni. Se i fumi si raffreddano troppo, possono servire isolamento, risanamento o un percorso più coerente. Una sezione errata non si corregge inserendo una riduzione estemporanea: diametro, altezza e temperature vanno verificati insieme.

Curve inutili, raccordi con pendenza sfavorevole e lunghi tratti suborizzontali possono essere riprogettati. Giunti danneggiati o non idonei si ripristinano con componenti compatibili. Se il vento crea riflusso si verificano quota, ostacoli e zona aerodinamica prima di scegliere il comignolo e l’eventuale soluzione antivento.

Scorri orizzontalmente per leggere tutta la tabella.

Causa accertata Intervento coerente Verifica finale Scorciatoia da evitare
Deposito o ostruzione Pulizia professionale e ispezione del percorso Sezione libera, integrità e nuova misura Usare soltanto additivi da combustione
Aria comburente insufficiente Presa d’aria o bilanciamento progettati Prova con assetto normale dell’edificio Lasciare una finestra sempre aperta
Condotto freddo o dispersivo Isolamento o risanamento compatibile Temperature, condensa e tiraggio Bruciare più forte senza limiti
Geometria sfavorevole Correzione di sezione, curve o percorso Calcolo e prova alla potenza prevista Ridurre o allargare il tubo a intuito
Giunti o componenti difettosi Ripristino con elementi del sistema Tenuta, distanze e ispezionabilità Sigillare con materiali generici
Zona di reflusso Correzione dello sbocco o terminale compatibile Quota, stabilità e comportamento col vento Comprare un cappello dalla forma promessa
Combustibile o uso errato Legna idonea e conduzione da manuale Combustione, depositi e temperatura Modificare l’apparecchio

Aspiratore fumi e comignolo eolico

Un estrattore elettrico può essere parte di una soluzione progettata quando compatibile con apparecchio, temperature, sicurezza e gestione in caso di guasto o mancanza di corrente. Non è un ventilatore domestico da inserire nello scarico e non rende conforme un camino ostruito, non isolato o sottodimensionato.

I terminali rotanti o eolici hanno parti esposte a fuliggine, condensa, gelo e usura. Non sono adatti per analogia a ogni combustibile. Prima si verifica se il terminale è ammesso e se il problema nasce davvero dal vento; dopo l’installazione si ripete la prova.

Tiraggio eccessivo: segnali e correzioni

Un apparecchio che consuma rapidamente il carico, produce una fiamma difficile da rallentare o sviluppa un rumore continuo può avere tiraggio elevato, ma anche guarnizioni usurate, porta non a tenuta o regolazioni scorrette. Si controlla prima l’integrità dell’apparecchio e poi si misura la pressione nelle condizioni del manuale.

Valvole, stabilizzatori o regolatori di tiraggio si installano soltanto se previsti e dimensionati. Strozzare arbitrariamente il canale da fumo può favorire riflusso e accumulo di prodotti della combustione. Anche chiudere completamente l’aria per rallentare la legna può peggiorare la combustione e aumentare depositi e monossido.

La correzione può riguardare regolazione autorizzata, tenuta delle guarnizioni, dispositivo previsto dal produttore o adeguamento del sistema. Il risultato si verifica sia alla potenza nominale sia alle condizioni di esercizio consentite.

Condensa, fuliggine e creosoto

Condensa e creosoto non sono sinonimi di scarso tiraggio, ma sono segnali da leggere. Fumi che si raffreddano in un condotto sovradimensionato o non isolato possono condensare; la legna umida assorbe calore per evaporare acqua e abbassa la temperatura. L’uso prolungato con poca aria favorisce combustione incompleta e depositi.

Il creosoto è combustibile. Un incendio di fuliggine può sottoporre il camino a temperature molto elevate e propagarsi a materiali vicini se distanze o isolamento sono inadeguati. I Vigili del Fuoco richiamano fra le cause ricorrenti scarsa pulizia, inadeguatezza tecnica e combustione di materiali impropri.

Dopo un incendio della canna fumaria non si riaccende per verificare se «funziona ancora». Servono controllo del condotto, giunti, attraversamenti, distanze dai combustibili e terminale. La UNI 10847:2017 definisce criteri e procedure per pulizia e successivo controllo dei sistemi fumari asserviti a generatori alimentati con combustibili liquidi e biocombustibili solidi.

Monossido di carbonio: quando interrompere l’uso

Il monossido di carbonio è incolore e inodore. Può formarsi con combustione incompleta e diventare pericoloso quando i prodotti della combustione non vengono evacuati correttamente. Il Ministero della Salute collega il rischio anche a insufficiente apporto d’aria, difetto di tiraggio, installazione non corretta e manutenzione carente, fattori che possono presentarsi insieme.

Se un rilevatore segnala CO, il fumo entra nella stanza o le persone avvertono mal di testa, nausea, vertigini, confusione o debolezza, si interrompe l’uso se ciò è possibile senza esporsi, si arieggia, si esce e si chiamano i soccorsi secondo la situazione. Non si rientra per cercare il guasto e non si riaccende prima del controllo di un tecnico qualificato.

Un rilevatore conforme, installato e mantenuto secondo istruzioni, aggiunge una protezione importante ma non sostituisce presa d’aria, manutenzione, corretto scarico e verifiche dell’impianto.

Norme, impresa abilitata e documenti

Il DM 37/2008 include negli impianti termici le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e di ventilazione e aerazione dei locali. Realizzazione e modifica devono quindi essere affidate ai soggetti abilitati nei casi previsti, con dichiarazione di conformità e allegati applicabili.

La messa in servizio dovrebbe lasciare un quadro leggibile: dati dell’apparecchio, schema e designazione del sistema fumario, manuali, dichiarazioni, risultati delle verifiche e indicazioni di manutenzione. Durante una diagnosi si aggiungono condizioni di prova, strumento, misure, difetto trovato, intervento eseguito e controllo finale.

Una misura eseguita senza identificare il punto o un preventivo che promette «tiraggio garantito» senza rilievo non sono sufficienti. Il documento utile collega dato, causa e soluzione.

Quanto costa risolvere un problema di tiraggio

Non esiste un prezzo nazionale attendibile per «sistemare il tiraggio». Una pulizia accessibile, un rilievo con videoispezione, il rifacimento di un raccordo e il risanamento completo di un camino hanno contenuti diversi. Incidono altezza, accesso al tetto, ponteggio o piattaforma, diametro, materiale, numero di curve, opere murarie, terminale, prove e documentazione.

Per confrontare le offerte conviene separare:

Costo complessivo = sopralluogo e diagnosi + pulizia/ispezione + componenti + posa e opere accessorie + accesso in quota + prove finali + documenti.

Scorri orizzontalmente per leggere tutta la tabella.

Voce Dato da chiedere Che cosa può farla crescere Risultato atteso
Diagnosi Rilievo, misure e relazione inclusi Difetto intermittente e più prove Causa documentata, non ipotesi generica
Pulizia e ispezione Tratti controllati e metodo Depositi tenaci, accessi mancanti e altezza Sezione libera e stato visibile
Risanamento Sistema, designazione, diametro e isolamento Percorso irregolare e opere murarie Compatibilità verificata con l’apparecchio
Aria comburente Dimensione, percorso e terminali Edificio ermetico o vincoli di facciata Apporto stabile senza soluzioni provvisorie
Sbocco a tetto Quota, terminale, staffe e lattoneria Zona di reflusso e accesso difficile Dispersione e stabilità corrette
Collaudo Condizioni e misure prima/dopo Più regimi o apparecchi interferenti Confronto con manuale e progetto
Documenti Dichiarazione, allegati e manutenzione Modifica estesa dell’impianto Tracciabilità dell’intervento

Checklist per il sopralluogo

  • fotografare targhetta dell’apparecchio e recuperare il manuale;
  • indicare combustibile, modalità di accensione e durata del problema;
  • annotare se il difetto cambia con vento, temperatura o pioggia;
  • elencare cappe, VMC, aspiratori e altri generatori presenti;
  • verificare data e documento dell’ultima pulizia;
  • ricostruire diametri, curve, tratti suborizzontali e altezza efficace;
  • controllare prese d’aria senza rimuovere protezioni;
  • osservare condensa, fuliggine, creosoto, corrosione e perdite;
  • rilevare tetto, colmo, ostacoli, aperture e quota del terminale;
  • misurare nelle condizioni previste e in quelle che causano il sintomo;
  • confrontare il risultato con manuale e calcolo, non con una soglia online;
  • ripetere la prova dopo l’intervento e conservare il verbale.

Domande frequenti

Quanti pascal deve avere il tiraggio di un camino?

Non esiste un valore universale. Si usa il dato richiesto dal fabbricante per quello specifico apparecchio e nelle condizioni indicate, oppure il risultato del progetto.

Come si capisce se il camino tira poco?

Fumo, avvio difficile e combustione instabile sono indizi, non misure. Occorre controllare sistema, aria del locale e depressione con uno strumento adatto.

Si può misurare il tiraggio da soli?

Una misura attendibile richiede punto di prelievo, strumento, condizioni e interpretazione corretti. Forare o modificare il canale da fumo senza competenza può comprometterne la tenuta.

Aprire la finestra migliora il tiraggio?

Può migliorarlo temporaneamente se il locale è in depressione o manca aria, ma è soltanto un indizio diagnostico e non una soluzione permanente.

Perché il camino fuma solo all’accensione?

Il condotto può essere freddo o contenere una colonna d’aria discendente. Vanno però verificati anche ostruzioni, percorso, pressione del locale e procedura di avvio.

La cappa da cucina può far tornare il fumo?

Sì. In un edificio ermetico una cappa o un estrattore possono creare depressione e contrastare un apparecchio a tiraggio naturale.

Un comignolo antivento risolve sempre?

No. Aiuta soltanto in configurazioni compatibili. Non corregge depositi, poca aria, sezione errata, condotto freddo o perdite.

Una canna fumaria più grande tira meglio?

Non necessariamente. Una sezione eccessiva può rallentare e raffreddare i fumi; una troppo piccola aumenta le perdite. Serve dimensionamento.

Che cosa indica il vetro nero?

Può indicare combustione fredda, legna umida, poca aria o uso a bassa potenza. Da solo non dimostra un difetto del camino.

Come si riduce un tiraggio eccessivo?

Prima si misurano pressione e tenuta dell’apparecchio. Si adottano soltanto regolazioni o dispositivi previsti e dimensionati, senza strozzare arbitrariamente lo scarico.

Dopo un incendio di fuliggine si può riaccendere?

No, non prima di una verifica professionale di condotto, giunti, terminale, attraversamenti e distanze dai materiali combustibili.

Il rilevatore di monossido sostituisce la manutenzione?

No. È una protezione aggiuntiva; non sostituisce corretta ventilazione, evacuazione dei fumi, pulizia e controlli dell’impianto.

Fonti tecniche e istituzionali

Guida informativa. Diagnosi, modifica e messa in servizio del sistema fumario richiedono la verifica delle istruzioni dell’apparecchio, delle norme applicabili e l’intervento dei soggetti abilitati.