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Guida al muro a secco: differenze tra recinzione e sostegno, scelta delle pietre, fondazione, scarpa, legatura, drenaggio, posa, dissesti e permessi.
Un muro a secco non è un cumulo ordinato di pietre e l’assenza di malta non lo rende automaticamente un’opera semplice. La stabilità nasce dal modo in cui terreno, fondazione, forma del muro e singoli elementi lapidei lavorano insieme. Una pietra appoggiata male può muoversi; una sequenza di giunti verticali può creare una linea debole; l’acqua trattenuta a monte può trasformare un muro apparentemente robusto in una struttura spanciata dopo una pioggia intensa.
Prima di scegliere la pietra bisogna chiarire quale funzione avrà l’opera. Un muretto divisorio libero sui due lati, un bordo ornamentale e un muro che contiene un terreno in pendenza non hanno lo stesso comportamento né lo stesso livello di rischio.
Questa guida costruisce un metodo pratico per leggere il sito, progettare l’acqua, organizzare le pietre, controllare la posa e capire quando servono tecnico, pratica edilizia o autorizzazioni ulteriori.
Sommario
La tecnica a secco dispone le pietre senza un legante che le incolli tra loro. La stabilità deriva da gravità, attrito, geometria, contatti e reciproco incastro. Le pietre vengono scelte e orientate perché trasferiscano i carichi verso la base e verso l’interno, non perché il solo peso del paramento esterno trattenga qualsiasi spinta.
L’UNESCO riconosce l’arte della costruzione in pietra a secco come patrimonio culturale immateriale e ne sottolinea l’adattamento al materiale locale, al terreno e al clima. Il riconoscimento riguarda conoscenze e tecniche, non attribuisce però a ogni muro un’automatica tutela né sostituisce le regole edilizie, paesaggistiche e strutturali applicabili alla singola proprietà.
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| Tipo | Che cosa deve fare | Configurazione tipica | Rischio da valutare | Prima decisione |
|---|---|---|---|---|
| Muro libero o di confine | Delimitare, schermare o guidare un percorso | Due facce collegate e coronamento | Ribaltamento, vento, urti, persone vicine | Confini, altezza, stabilità e regole locali |
| Muro di sostegno | Trattenere terreno e sovraccarichi a monte | Faccia esterna, corpo profondo, scarpa e retro drenante | Scorrimento, ribaltamento, capacità portante e acqua | Rilievo geotecnico e progetto della sistemazione |
| Terrazzamento agricolo | Creare e conservare una fascia coltivabile | Sequenza di muri, terreno riportato e regimazione diffusa | Stabilità del versante, ruscellamento e manutenzione dell’insieme | Leggere l’intero pendio, non il solo tratto crollato |
| Rivestimento in pietra | Rifinire una struttura che lavora già | Paramento collegato a un supporto autonomo | Distacco e incompatibilità dei sistemi | Non presentarlo come muro a secco portante |
La distinzione evita due errori opposti. Il primo è trattare un contenimento come un semplice elemento da giardino. Il secondo è applicare a un basso divisorio tutte le soluzioni di un’opera geotecnica. Altezza visibile, dislivello reale, pendenza, acqua, traffico e carichi sul ciglio contano più del nome commerciale dato al manufatto.
Si parte da una sezione trasversale, non soltanto da una linea disegnata in pianta. Vanno rilevati quota a valle e a monte, altezza trattenuta, andamento del terreno, lunghezza, curve, estremità, salti di quota, accessi, alberi, fabbricati, sottoservizi e distanza dai confini. Per un muro esistente si registrano scarpa, larghezza alla base e in sommità, natura delle pietre, corsi, zone ricostruite e vie dell’acqua.
Dietro il muro possono agire terreno naturale, riporto recente, materiale saturo o carichi aggiuntivi. Un’auto parcheggiata vicino al ciglio, una piscina, un deposito di terra, una fondazione o il passaggio di un mezzo agricolo cambiano il problema. Anche scavare alla base di un muro sovrastante può rimuovere il contrasto che lo manteneva stabile. Quando l’opera sostiene un dislivello significativo o protegge persone, strade o edifici, il rilievo deve diventare geologico, geotecnico e strutturale.
Si ricostruisce poi il percorso dell’acqua: impluvio, pendenza del piano a monte, pluviali, irrigazione, sorgenti, strati poco permeabili, fossi e recapito finale. Se il terreno presenta ristagni o umidità vicino all’abitazione, la guida al drenaggio del terreno intorno alla casa aiuta a distinguere intercettazione superficiale, trincea drenante e gestione dei pluviali.
Il muro non deve diventare il recapito casuale di acqua che il progetto non ha governato.
La pietra locale è spesso coerente con il paesaggio e riduce trasporti, ma “locale” non significa automaticamente adatta. Occorre verificare resistenza, piani di sfaldatura, alterazione, gelività, forma e dimensioni disponibili. Un blocco friabile, scagliato o attraversato da fratture non diventa affidabile perché era già nel muro. Nel restauro si privilegia il recupero compatibile, separando gli elementi ancora sani da quelli degradati.
Il materiale si ordina prima della posa. Cercare ogni volta la pietra giusta dentro un unico mucchio rallenta il lavoro e induce a usare pezzi inadatti pur di chiudere il vuoto. Le categorie non sono classi commerciali rigide: servono a riservare a ciascun elemento un compito.
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| Elemento | Caratteristica utile | Dove si usa | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| Pietre di fondazione | Grandi, sane e con appoggi stabili | Primo livello sul piano preparato | Usare blocchi tondeggianti che possono rotolare |
| Pietre di paramento | Faccia leggibile e lunghezza verso l’interno | Superficie visibile e corpo del muro | Posarle come piastrelle con la dimensione lunga parallela alla faccia |
| Pietre lunghe di legatura | Profondità capace di collegare parti diverse | Attraverso due facce o dentro il corpo retrostante | Concentrare tutti i legami nello stesso corso |
| Scaglie di rincalzo | Piccole, dure e a cuneo | Sotto o dietro un blocco già ben scelto | Creare una faccia composta soltanto da zeppe |
| Pietrame interno | Pezzatura graduata e stabile | Cuore del muro e zona retrostante prevista | Versare alla rinfusa terra, macerie o ciottoli instabili |
| Pietre di coronamento | Grandi o ben serrate | Testa del muro | Lasciare piccoli pezzi esposti a ruscellamento e urti |
“Posare di punta” significa orientare la dimensione maggiore verso l’interno del muro, così che la faccia visibile sia soltanto una parte dell’elemento. L’effetto estetico non deve trasformare il paramento in una sottile pelle scollegata. Le pietre devono avere più punti di contatto stabili; le scaglie correggono appoggi puntuali, ma non sostituiscono un blocco scelto male.
Un muro a secco ha sempre un piano di fondazione, anche quando non possiede una trave in calcestruzzo. Si rimuovono terreno vegetale, materiale organico, riporto soffice e porzioni instabili fino a raggiungere un supporto compatibile con i carichi. Su roccia si eliminano detriti e zone alterate; se la superficie favorisce lo scivolamento verso valle, il dettaglio deve creare un appoggio corretto e verificabile.
Il fondo segue il profilo a gradoni quando il terreno scende lungo il muro: inclinare semplicemente l’intera base può creare piani di scorrimento. La larghezza, l’incasso e l’eventuale strato granulare dipendono da altezza, sezione, pietra, gelo, terreno, acqua e funzione. Le misure riportate nei manuali tradizionali descrivono aree e casi specifici; non sono una tabella nazionale da applicare senza verifica.
Il calcestruzzo non è automaticamente necessario e non è automaticamente sbagliato. In una ricostruzione storica può alterare comportamento e aspetto; in un’opera nuova progettata può appartenere a un sistema diverso. La decisione deve risultare dal progetto e dalle prescrizioni di tutela, non dall’idea che una base rigida risolva qualunque terreno.
La sezione di un muro di sostegno tende a essere più larga alla base e ad arretrare verso monte. Questo arretramento del paramento è chiamato scarpa o batter. Aumenta la capacità di opporsi al ribaltamento e aiuta le pietre a lavorare verso l’interno. Non esiste però un’inclinazione valida per ogni muro: dipende da geometria, materiale, spinta e tradizione costruttiva locale.
Nel muro libero si costruiscono due facce contemporaneamente e si collegano con pietre lunghe distribuite. Il cuore viene formato in modo ordinato, corso dopo corso, senza lasciare cavità né accumulare materiale instabile. Nel contenimento la faccia esterna deve essere legata alla massa retrostante e alla sezione resistente prevista; chiamare “drenaggio” ogni riempimento di piccoli pezzi è fuorviante, perché drenare significa anche offrire all’acqua un percorso continuo verso un recapito sicuro.
La sommità protegge il corpo del muro. Pietre troppo piccole possono essere spostate da persone, animali, radici o acqua superficiale. Il coronamento si sceglie in relazione alla funzione: blocchi appoggiati orizzontalmente, elementi disposti a coltello o altra soluzione tradizionale devono risultare stabili e coerenti col contesto, senza improvvisare una copertina cementizia che intrappoli acqua o modifichi un bene tutelato.
Un muro a secco è permeabile, ma questa caratteristica non autorizza a ignorare l’acqua. Il terreno fine può migrare nel corpo, intasare i vuoti e uscire dal paramento; una falda sospesa o un afflusso concentrato può generare pressione prima che l’acqua trovi sfogo. Il progetto considera insieme superficie a monte, materiale di riempimento, fascia drenante, separazione dal terreno fine, eventuale tubo, sbocchi e manutenzione.
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Richiedi informazioni gratisUna fascia di pietrame pulito dietro il muro può favorire il deflusso. Un geotessile può separarla dal terreno fine, ma va scelto per filtrazione e durabilità e disposto senza creare una vasca chiusa. Il tubo drenante, quando previsto, deve avere pendenza, accessi e recapito; un tubo privo di uscita o schiacciato dal riempimento è soltanto un volume vuoto destinato a intasarsi.
Anche l’acqua superficiale va intercettata. Il piano a monte non dovrebbe convogliare un impluvio direttamente sulla testa del muro; canalette e fossi non devono scaricare sul piede o sulla proprietà vicina. Dopo piogge intense si cercano erosioni, fuoriuscita di fini, nuove zone umide e spostamenti delle pietre, perché spesso il primo segnale idraulico precede il dissesto visibile.
Dopo rilievo e progetto si organizza il cantiere separando pietre grandi, paramento, legature, coronamento, scaglie e materiale interno. Le pietre recuperate vengono fotografate e accantonate senza mescolarle alla terra. Sagome, fili e riferimenti permettono di controllare allineamento e scarpa; seguire soltanto l’occhio può accumulare piccoli errori fino a una sommità fuori sezione.
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| Fase | Lavorazione | Controllo prima di proseguire |
|---|---|---|
| 1. Tracciamento | Segnare facce, curve, estremità, gradoni e quote | Coerenza con confini, progetto e percorso dell’acqua |
| 2. Scavo | Rimuovere terreno debole e preparare un piano stabile | Nessun sottoservizio, nicchia instabile o base inclinata verso valle |
| 3. Primo corso | Posare le pietre maggiori con appoggio ampio | Ogni blocco resta fermo sotto carico manuale e rispetta la sezione |
| 4. Elevazione | Costruire paramento e corpo insieme | Pietre profonde, più contatti, giunti sfalsati e nessun vuoto grande |
| 5. Legatura | Distribuire elementi lunghi e collegamenti | Facce e cuore non possono separarsi come strati indipendenti |
| 6. Retro e acqua | Completare progressivamente materiale previsto e drenaggio | Nessuna terra fine versata nei vuoti, tubo accessibile e recapito definito |
| 7. Coronamento | Serrare la testa con elementi adatti | Pietre stabili, quota corretta e ruscellamento governato |
Ogni pietra si prova in più orientamenti prima di lavorarla. Deve appoggiare senza oscillare, avere la faccia utile verso l’esterno e svilupparsi verso l’interno. Si riducono soltanto le asperità che impediscono un buon contatto. Colmare un appoggio instabile con molte scaglie può funzionare per pochi minuti, ma basta che una zeppa si sposti perché il carico cambi percorso.
I giunti verticali vengono sfalsati. Le cosiddette “crocette”, dove più spigoli si incontrano nello stesso punto, e le fughe continue su più corsi concentrano la debolezza. I corsi non devono essere geometricamente perfetti con pietre irregolari, ma l’andamento deve distribuire i carichi e legare le zone. Angoli, testate, cambi di pendenza e raccordi con vecchi tratti richiedono pietre scelte e un vero ammorsamento.
Una curva dolce può aumentare la stabilità di un muro libero, ma deve essere tracciata con raggi coerenti e pietre disposte radialmente. Tagliare la curva in una serie di spigoli crea punti difficili da legare. Negli angoli si alternano pietre lunghe nelle due direzioni, evitando due pareti semplicemente accostate.
Quando la sommità segue una pendenza, i corsi principali restano organizzati e le variazioni vengono risolte per gradoni o secondo la tecnica locale. Un’apertura per l’acqua non si crea togliendo una pietra a caso: richiede spallette, architrave o configurazione capace di trasferire i carichi. Anche il raccordo con un muro in calcestruzzo o una gabbionata va progettato, perché rigidezza e deformazioni diverse possono aprire una discontinuità.
Le pietre hanno peso irregolare, superfici taglienti e punti di presa imprevedibili. Servono calzature, guanti adatti alla movimentazione, protezione degli occhi durante la sbozzatura e sistemi meccanici per i blocchi che non possono essere sollevati in sicurezza. La zona a valle va interdetta quando esiste rischio di caduta di materiale.
Lo scavo a monte può cedere prima che il muro sia ricostruito. Sequenza, lunghezza dei tratti aperti, puntellamenti e accesso devono essere definiti in funzione del terreno e del muro soprastante. Il D.Lgs. 81/2008 si applica ai lavori edili e disciplina rischi, organizzazione e responsabilità; chiamare l’attività “tradizionale” non riduce il dovere di proteggere lavoratori e terzi.
Il controllo non si limita alla faccia fotografabile. Si osservano sezione, profondità delle pietre, legature, qualità del cuore, base e gestione dell’acqua prima che vengano nascosti. Un paramento molto regolare può essere debole se composto da pietre sottili; una faccia irregolare può essere stabile se ogni elemento è ben appoggiato e legato.
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| Sintomo | Cause possibili | Verifica prioritaria | Azione da evitare |
|---|---|---|---|
| Spanciamento al centro | Spinta, acqua, legatura insufficiente o sezione ridotta | Profilo completo, drenaggio e carichi a monte | Spingere indietro le sole pietre di faccia |
| Base avanzata verso valle | Piano debole, scorrimento o erosione al piede | Fondazione, scarichi e modifiche recenti | Scavare ulteriormente davanti al muro |
| Sommità disgregata | Pietre piccole, passaggio, radici o ruscellamento | Coronamento e percorso dell’acqua superficiale | Sigillare tutto con malta impermeabile |
| Terra che esce dai giunti | Migrazione di fini o vuoti interni | Filtro, fascia drenante e provenienza dell’acqua | Chiudere soltanto le aperture esterne |
| Cedimento vicino a una testata | Raccordo debole, erosione laterale o assenza di legatura | Geometria dell’estremità e scarico vicino | Ricostruire un tassello senza collegarlo al tratto sano |
| Pietre fratturate o sfogliate | Litotipo inadatto, gelo, alterazione o carichi puntuali | Stato della pietra anche dentro il muro | Riutilizzare automaticamente tutto il materiale crollato |
Un filo, un piombo o un rilievo fotografico con riferimenti fissi consente di capire se lo spanciamento evolve. Se il muro sostiene un’area frequentata, un edificio o una strada, deformazioni recenti, blocchi mobili, acqua torbida o crolli locali richiedono interdizione della zona e valutazione tecnica, non un monitoraggio informale prolungato.
Si parte dalla causa: acqua, base, sovraccarico, radici, erosione, materiale degradato o cattivo raccordo. Il tratto viene smontato fino a raggiungere parti realmente stabili; fermarsi esattamente al bordo visibile del crollo può lasciare pietre già allentate. Il materiale viene separato per funzione e le pietre non idonee vengono sostituite con elementi compatibili.
La fondazione e la regimazione devono essere corrette prima dell’elevazione. Ricostruire la faccia davanti al vecchio nucleo dissestato crea una maschera, non un muro. In un manufatto storico si documentano geometria, tessitura, coronamento e pietra originari; aggiungere malta, rete, cemento o elementi prefabbricati può alterare aspetto, permeabilità e comportamento e richiedere autorizzazioni diverse.
La vegetazione non va trattata tutta allo stesso modo. Piccole specie erbacee possono convivere con il muro; radici legnose che allargano i giunti possono destabilizzarlo, ma estrarle bruscamente può liberare un vuoto. Si valuta specie, posizione e stabilità, procedendo per fasi e ricostruendo le parti interessate.
Il titolo edilizio dipende da funzione, dimensioni, trasformazione del terreno, carattere strutturale, disciplina regionale e strumenti comunali. Un basso elemento ornamentale non equivale a un muro che sostiene un pendio o modifica stabilmente la morfologia. Il Testo unico dell’edilizia va letto insieme a regolamento edilizio, piano urbanistico, norme sismiche e regole locali: non esiste una soglia nazionale di altezza che renda libero qualsiasi muro a secco.
Per le opere di sostegno entrano in gioco le NTC 2018, che richiedono verifiche coerenti con terreno, azioni, acqua e sicurezza. Deposito, autorizzazione sismica, relazione geologica e collaudo dipendono dal tipo di opera e dalla disciplina territoriale. Il materiale tradizionale non elimina la funzione strutturale.
Sul piano paesaggistico, il quadro è stato aggiornato dal D.P.R. 73/2026. L’Allegato A del D.P.R. 31/2017 comprende, a determinate condizioni, manutenzione e realizzazione di muretti a secco funzionali alle attività agro-silvo-pastorali, eseguiti con materiali e tecniche tradizionali. La previsione riguarda l’esclusione dall’autorizzazione paesaggistica nel perimetro descritto: non trasforma ogni muro residenziale o ogni nuovo contenimento in attività libera e non cancella titoli edilizi, autorizzazioni idrogeologiche o prescrizioni del piano paesaggistico.
Lo stesso regolamento distingue manutenzioni che rispettano caratteristiche esistenti e interventi nuovi o modificati che possono ricadere nella procedura semplificata. La guida all’autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata aiuta a leggere esclusioni, allegati e documenti senza confondere i diversi procedimenti.
In area agricola, boschiva o montana si controllano inoltre vincolo idrogeologico, sistemazioni idraulico-agrarie, normativa forestale e prescrizioni regionali. L’approfondimento sul vincolo idrogeologico e le verifiche del terreno chiarisce perché l’assenza di un vincolo paesaggistico non chiude l’istruttoria. Se lo scavo genera materiale da allontanare o riutilizzare fuori dalle condizioni ordinarie, vanno considerate anche le regole per terre e rocce da scavo.
Il costo non si confronta usando soltanto i metri lineari. L’area visibile può essere stimata con A = L × Hmedia, ma due muri con la stessa faccia possono richiedere volumi di pietra, scavi e sezioni molto diversi. Il preventivo dovrebbe dichiarare lunghezza, altezze, sviluppo delle curve, volume o massa del materiale, quantità recuperabile e nuovo approvvigionamento.
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Richiedi informazioni gratisIncidono soprattutto accessibilità, trasporto, movimentazione manuale, selezione e lavorazione della pietra, smontaggio, fondazione, gestione del terreno, drenaggio, sicurezza, ponteggi, smaltimenti, tecnico e autorizzazioni. In un versante raggiungibile soltanto a piedi il trasporto può pesare più della posa; in un muro esistente ben documentato, il recupero del materiale riduce acquisti ma richiede tempo per catalogazione e pulizia.
Un’offerta attendibile separa almeno: rilievo e progetto; pratiche; preparazione del cantiere; smontaggio; scavo e base; pietra recuperata e integrativa; posa per faccia e corpo; drenaggio e recapito; coronamento; ripristino del terreno; controlli finali. La voce “muro a secco finito” senza sezione, pietra, modalità di legatura e gestione dell’acqua non consente di capire che cosa si sta acquistando.
Un tratto lungo 15 metri sostiene in media 1,10 metri di terreno. L’area visibile è circa 16,5 m², ma questo dato non dimensiona il muro. Il sopralluogo rileva una strada privata a monte, terreno fine, un pluviale che scarica vicino alla testata e una vecchia base parzialmente avanzata. Prima del prezzo servono quindi verifica del sovraccarico, spostamento o gestione del pluviale, controllo della fondazione e definizione del recapito.
Il primo preventivo calcola soltanto 16,5 m² di faccia e propone di riutilizzare tutto. Il secondo misura il tratto da smontare oltre il crollo, classifica le pietre, integra i blocchi lunghi, ricostruisce la base, documenta la sezione e separa il drenaggio. Il secondo può avere un importo maggiore, ma descrive un’opera verificabile. Il confronto corretto riguarda le cause trattate e le quantità reali, non il solo prezzo per metro quadrato.
Il muro si osserva almeno dopo l’inverno e dopo eventi meteorici intensi. Si controllano pietre mobili, coronamento, spanciamenti, piede, erosioni, scarichi, fuoriuscita di terra e crescita di radici. Gronde, fossi e tubi vicini fanno parte della manutenzione: pulire il paramento ma lasciare ostruito il recapito non protegge l’opera.
Le fotografie vengono ripetute dagli stessi punti con un riferimento di scala. Un piccolo assestamento antico può essere stabile; una deformazione nuova richiede valutazione. Rimettere una pietra caduta è sensato soltanto se il suo letto e le pietre vicine sono ancora sani. Quando il difetto coinvolge la sezione o l’acqua, la riparazione locale può nascondere per poco tempo un problema più ampio.
Ha sempre bisogno di un piano di fondazione stabile. Non significa necessariamente una trave in calcestruzzo: scavo, base, larghezza e materiali dipendono da terreno, gelo, acqua, geometria e funzione.
Non esiste una proporzione universale. La sezione dipende da altezza, tipo di muro, pietre, scarpa, terreno, sovraccarichi e condizioni idrauliche; per un contenimento va dimensionata da un tecnico.
No, ma serve sempre progettare il percorso dell’acqua. Fascia drenante, filtro, tubo, scarichi superficiali e recapito si scelgono in base al sito; un tubo senza uscita può peggiorare la situazione.
No. La pietra deve essere sana, durevole nelle condizioni locali e disponibile in forme e pezzature adatte. Elementi alterati o sfaldabili non vanno riutilizzati automaticamente.
La faccia conta, ma ogni pietra deve svilupparsi anche verso l’interno. Una parete composta da elementi sottili messi come rivestimento può separarsi dal corpo del muro.
No. Può irrigidire soltanto il paramento, ostacolare il deflusso o alterare un manufatto tradizionale. Se serve un sistema con legante deve essere progettato come tale e autorizzato quando necessario.
No. Contano funzione, dimensioni, trasformazione del terreno, norme regionali e comunali, disciplina sismica e vincoli. Le esclusioni paesaggistiche del 2026 hanno condizioni specifiche e non sostituiscono gli altri titoli.
No. Riconosce la tecnica e il sapere come patrimonio culturale immateriale; la tutela giuridica del singolo luogo o manufatto dipende da vincoli, piani e norme applicabili.
Prima si individuano acqua, spinta, sezione, base e legature. Spingere indietro le pietre esterne non ricostruisce il corpo: spesso occorre smontare fino a parti stabili e rifare correttamente il tratto.
Si confrontano sezione, quantità di pietra, recupero, scavo, fondazione, legature, drenaggio, accesso, sicurezza, pratiche e controlli. Il solo prezzo per metro quadrato di faccia non descrive l’opera.
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