Muri di contenimento: cosa sono e a cosa servono

Muri di contenimento


I muri di contenimento non sono altro che quelle costruzioni realizzate per sostenere il terreno adiacente, che altrimenti franerebbe. Generalmente sono realizzati in cemento, ma ne possiamo trovare anche in pietra oppure in legno, a seconda del fattore urbano e di quello estetico.

Non sono da confondersi con altre tipologie di muratura. Per esempio, se questo tipo di costruzione risulta coincidente con il muro di confine di una proprietà, non si deve mai considerare questo come un continuo dell’altro. Semplicemente saranno due strutture vicine, ma con scopi totalmente differenti.

Vediamo quindi cosa sono i muri di contenimento e a cosa servono.

Muri di contenimento: qual è il loro scopo?

I muri di contenimento hanno origini molto antiche, ed esistono sin da quando l’uomo ha iniziato a costruire. Fin da subito infatti, per poter realizzare fabbricati e costruzioni, è emersa la necessità di poter “gestire” il terreno adiacente, così da realizzare strade, passaggi e così via.

Ma lo scopo di queste murature non si limita alla sola praticità, si estende anche alla sicurezza. Infatti era necessario trovare il modo di “limitare” il potere della natura. Realizzando appunto dei muri di sostegno per evitare che il terreno franasse.

Da un punto di vista strutturale, i muri di sostegno vengono realizzati in maniera completamente differente rispetto a qualsiasi altra costruzione verticale. Ciò perché, a differenza di queste, dovranno essere in grado di reagire alle sollecitazioni orizzontali provocate dai terrapieni. Di solito invece, un muro verticale realizzato con altri fini deve sopportare solo spinte verticali.

Possono essere considerati muri di contenimento anche le costruzioni realizzate con lo scopo di delimitare i bacini idrici artificiali. L’acqua e il terreno infatti producono sollecitazioni molto simili.

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Diverse tipologie in base alla staticità

Esistono due differenti tipologie di muri di contenimento, che si distinguono a seconda del funzionamento statico della struttura. Possono essere infatti:

  • A gravità;
  • A mensola.

Per quanto riguarda le tipologie a gravità, il sostegno è garantito solo grazie alla massa dei muri. Questi infatti vengono realizzati con una notevole consistenza, e con uno spessore molto elevato. Possono arrivare a misurare anche 1 metro di spessore. La costruzione può prevedere l’utilizzo di calcestruzzo armato oppure non armato. I muri a gravità rappresentano l’opzione più costosa e, ad oggi, anche la meno utilizzata.

La seconda tipologia, che è anche la più gettonata, è quella dei muri a mensola. Mentre le murature a gravità puntano tutto sul peso effettivo della costruzione, quelle a mensola spingono invece sulla forma. In questo caso infatti si realizzano delle murature piuttosto fini, che si “incastrano” alla base con fondazioni molto ampie. A differenza della tipologia vista prima, questa prevede necessariamente l’utilizzo del calcestruzzo armato, che aumenta la resistenza alle spinte laterali del terreno.





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