Primer Silicon
Caratteristiche PRIMER SILICON è una vernice trasparente a base di resine siliconiche...
Giunto sismico: a cosa serve, quando è necessario, come si dimensiona, differenze dai giunti di dilatazione, impianti, costi e controlli.
Un giunto sismico è lo spazio progettato tra due corpi di fabbrica perché possano muoversi durante un terremoto senza urtarsi. Non è una fessura da riempire con malta, né coincide automaticamente con un giunto di dilatazione: è una separazione strutturale che deve essere continua, dimensionata dal progettista e protetta senza ostacolare i movimenti previsti.
È frequente incontrarlo tra ali di un edificio, fabbricati adiacenti, ampliamenti e corpi con altezza o rigidezza diverse. Qui si spiega quando serve, come si calcola in linea generale, quali errori evitare e che cosa controllare in un edificio esistente.
Sommario
Durante un sisma le costruzioni oscillano. Due strutture troppo vicine, se si muovono con risposta diversa, possono entrare in contatto: è il cosiddetto martellamento. Il giunto di separazione crea lo spazio necessario affinché ciascun corpo si deformi senza trasferire urti non previsti all’altro.
Il giunto deve proseguire per tutta l’altezza interessata, dalle fondazioni alla copertura, salvo che il progetto definisca un diverso sistema strutturale. La sua presenza non rende l’edificio “più debole”: permette di trattare corpi realmente distinti con modelli e movimenti compatibili con la loro configurazione.
Scorri la tabella per confrontare i giunti.
| Tipo | Funzione principale | Movimento considerato | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| Giunto sismico | Evitare urti tra corpi strutturali | Spostamenti dovuti all’azione sismica | Collegarlo rigidamente con finiture o impianti |
| Giunto di dilatazione | Assorbire variazioni dimensionali | Temperatura, ritiro, deformazioni lente | Presumere che abbia sempre larghezza sismica sufficiente |
| Giunto costruttivo | Organizzare fasi o riprese di getto | Dipende dal dettaglio progettuale | Scambiarlo per separazione tra due edifici |
Uno stesso dettaglio può assolvere più funzioni soltanto se progettato e verificato per tutte. La denominazione commerciale di un coprigiunto non dice nulla, da sola, sulla capacità del sistema di seguire gli spostamenti di progetto.
La scelta dipende dalla configurazione dell’opera. Il progettista può prevedere una separazione quando sono presenti corpi di altezza molto diversa, piante articolate, variazioni importanti di rigidezza o massa, ampliamenti costruiti in epoche diverse, fabbricati contigui con strutture indipendenti o interventi che rendono opportuno distinguere il comportamento di porzioni diverse.
Non esiste invece una regola pratica del tipo “un centimetro ogni piano”. La distanza è un dato di progetto: dipende dagli spostamenti sismici attesi, dalla zona, dal terreno, dal sistema strutturale, dalle altezze e dalla posizione relativa dei corpi.
Le NTC 2018 dedicano una specifica verifica alla distanza tra costruzioni contigue. La distanza tra i punti che si fronteggiano non può essere inferiore a un centesimo della quota dei punti considerati; quando non siano svolti calcoli specifici, le norme indicano criteri semplificati per lo spostamento massimo. Il requisito reale può quindi essere maggiore del minimo geometrico.
La norma richiede inoltre particolare attenzione agli impianti pericolosi che attraversano i giunti: gas e altri collegamenti devono poter accompagnare i movimenti senza creare rotture o perdite. La Circolare applicativa del 2019 aiuta a leggere le NTC, ma non sostituisce l’analisi del progettista.
In forma semplificata il progettista confronta gli spostamenti massimi dei due corpi che si fronteggiano. Una rappresentazione didattica è d ≥ d1 + d2, dove la distanza libera deve coprire la somma degli spostamenti relativi attesi, con i criteri e coefficienti previsti dalla normativa applicabile.
Scorri per leggere la legenda.
| Dato | Che cosa indica | Chi lo definisce |
|---|---|---|
| d | Larghezza netta richiesta del giunto | Progettista strutturale |
| d1, d2 | Spostamenti delle parti che si fronteggiano | Analisi strutturale e combinazioni di progetto |
| Quota | Altezza del punto considerato rispetto al riferimento previsto | Rilievo e progetto |
Questa non è una formula da applicare a mano per scegliere un profilo di finitura. Gli spostamenti possono essere in direzioni diverse e cambiare lungo l’altezza; per edifici esistenti entrano in gioco anche conoscenza del manufatto, collegamenti nascosti e interazione con gli edifici vicini.
La parte visibile è soltanto l’ultima. Dal punto di vista strutturale devono risultare separati elementi portanti, solai, tamponamenti, scale, coperture, parapetti e fondazioni secondo il dettaglio progettuale. Dal punto di vista architettonico il vuoto va protetto da acqua, aria, rumore, fuoco e intrusione con componenti capaci di deformarsi senza bloccarlo.
Possono servire membrane, cordoni comprimibili, lamiere o profili scorrevoli, coprigiunti per pavimento e parete, dispositivi tagliafuoco certificati e giunti flessibili per le reti. La scelta cambia tra facciata, tetto, pavimento, autorimessa e passaggio impiantistico.
Un giunto strutturalmente corretto può fallire se un tubo rigido, una guaina incollata senza risvolti mobili o una pavimentazione continua lo bloccano. Per gli impianti servono attraversamenti e raccordi che consentano lo spostamento; per coperture e terrazzi sono essenziali pendenze, risvolti, elementi di tenuta e manutenzione.
Nei compartimenti antincendio il vuoto deve essere trattato con sistemi idonei al movimento previsto e alla prestazione richiesta. Non è sufficiente riempire con materiale generico: il progettista antincendio e il produttore del sistema devono indicare compatibilità, posa e documentazione.
Prima di una ristrutturazione, di un cappotto, di una nuova pavimentazione o di un ampliamento va verificato se il giunto esiste, è continuo e non è stato chiuso nel tempo. Sono utili rilievo, fotografie, accesso alle coperture, verifica dei disegni disponibili e, quando necessario, saggi localizzati. Un rivestimento può nascondere collegamenti rigidi tra corpi che sulla carta dovevano essere indipendenti.
È particolarmente delicato intervenire su edifici in aggregato o su porzioni con proprietari diversi. In questi casi bisogna distinguere il confine catastale dal reale comportamento della struttura e ricostruire con attenzione eventuali collegamenti nascosti.
Una fessura non prova da sola un problema sismico, ma non va trasformata in un intervento estetico prima di capire il dettaglio costruttivo. Per la lettura generale dei quadri fessurativi: Leggi anche: Crepe nei muri: come capire se sono pericolose e cosa fare.
La manutenzione della sola finitura può avere un inquadramento diverso da un’opera che modifica parti strutturali o connessioni. Il tecnico deve verificare titolo edilizio, deposito sismico e disciplina regionale prima dell’avvio. In condominio, il giunto può interessare facciata, copertura, parti comuni e proprietà esclusive: relazione tecnica, capitolato e delibera devono chiarire estensione, accessi, riparto e sicurezza.
Se il lavoro coinvolge strutture, direzione lavori e collaudo o controlli previsti non sono elementi opzionali. Approfondisci: Collaudo statico: obbligo, procedura, documenti e costi.
Per il quadro generale di progettazione in zona sismica: Leggi anche: Norme tecniche per costruire in Zone Sismiche: cosa si deve rispettare.
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Richiedi informazioni gratisIl prezzo dipende soprattutto da altezza e accessibilità, lunghezza e larghezza del giunto, stato dei bordi, ponteggi, necessità di rimuovere finiture, tipologia di coprigiunto, impermeabilizzazione, passaggi impiantistici, prestazioni acustiche o tagliafuoco e indagini preliminari. Un preventivo serio separa diagnosi, opere provvisionali, ripristino dei bordi, sistema di giunto, prova di tenuta e finiture.
Un nuovo volume può essere progettato indipendente da quello esistente oppure integrato in un unico organismo strutturale. La decisione non dipende dalla sola vicinanza visiva: fondazioni, quote, rigidezza, materiali e analisi sismica devono essere coerenti. Lasciare un piccolo vuoto e poi collegare tetto, pavimento o facciata in modo rigido contraddice la funzione della separazione.
La giunzione può essere nascosta da una fascia di facciata o da un coprigiunto. In manutenzione straordinaria occorre verificare che il nuovo cappotto, la guaina in copertura, il pavimento del terrazzo e i parapetti non la blocchino. Il capitolato deve indicare esplicitamente continuità del giunto, range di movimento del sistema e ripristino della tenuta.
Nei centri storici la contiguità non coincide necessariamente con un comportamento unitario: possono esistere muri in comune, solai che appoggiano in modo diverso, trasformazioni successive e collegamenti locali. Aprire o modificare una separazione senza un rilievo può alterare l’equilibrio esistente. Qui la conoscenza del manufatto viene prima della scelta tra riparazione, collegamento o effettiva separazione.
Il controllo non finisce con la scelta del profilo. Prima di coprire il giunto è utile verificare continuità e pulizia del vano, larghezza effettiva nei punti significativi, stato dei bordi, corretta posa dei materiali comprimibili, fissaggi su un solo lato quando prescritti e assenza di elementi rigidi che lo attraversino. In copertura vanno controllati sormonti, risvolti, scarichi e prova di tenuta; nei pavimenti vanno rispettati allineamento e quota del coprigiunto.
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Un elaborato utile non si limita a tracciare una linea in pianta. Mostra sezione e prospetto, larghezza di progetto e tolleranze, stratigrafie, tipo di finitura, protezione dall’acqua, passaggi degli impianti, eventuale requisito antincendio, modalità di fissaggio e indicazioni di manutenzione. Per i prodotti con movimento ammissibile dichiarato, il progettista verifica che il range sia compatibile con gli spostamenti calcolati, non solo con la larghezza iniziale del vuoto.
Quando un edificio è isolato alla base, gli spostamenti attesi alla quota del sistema di isolamento possono essere maggiori di quelli di una costruzione tradizionale. Questo incide sui distacchi dal terreno, dai muri controterra, dai corpi adiacenti e dalle reti di servizio. Le NTC richiamano espressamente la necessità di dimensionare con particolare attenzione distacchi e giunti in presenza di isolamento e dispositivi di dissipazione.
Non significa che ogni edificio con giunto abbia un isolatore, né che si possa aggiungere un giunto per ottenere un comportamento isolato. Sono decisioni strutturali diverse, da assumere con progetto unitario e dettagli coerenti per fondazioni, scale, ascensori, rampe e impianti.
La distanza strutturale fra due corpi e la disciplina urbanistica delle distanze dai confini o tra pareti sono piani diversi. Un vuoto creato per ragioni sismiche non autorizza automaticamente una deroga alle distanze legali, né un fabbricato formalmente unico è necessariamente un solo corpo strutturale. Per titoli edilizi, confini e rapporti con il vicino servono verifiche urbanistiche e civilistiche separate.
Almeno una volta l’anno e dopo eventi intensi conviene controllare coprigiunti, sigillature, membrane, scarichi e bordi. Sporcizia e piccoli oggetti possono impedire il movimento o favorire ristagni; una sigillatura indurita, una lamiera deformata o un profilo staccato vanno valutati prima che l’acqua danneggi le strutture. Conservare disegni, fotografie di cantiere e schede tecniche semplifica ogni intervento successivo.
No. Può essere coperto da elementi architettonici, ma la copertura deve consentire i movimenti previsti e non trasformarsi in un collegamento rigido.
Va risolta la tenuta con un sistema progettato per il movimento, non con un riempimento rigido. Prima va accertata la funzione del giunto.
No. La larghezza deriva dalla verifica strutturale; il minimo normativo non sostituisce il calcolo degli spostamenti effettivi.
Solo con un dettaglio che mantenga la discontinuità e consenta gli spostamenti. La continuità dell’isolante non deve creare un ponte rigido tra due corpi.
È prudente e spesso necessario verificare il progetto originario e lo stato reale, soprattutto se il giunto separa strutture portanti o se vi sono infiltrazioni e fessure.
No. L’eventuale agevolazione dipende dall’intervento complessivo, dai requisiti fiscali e dalla documentazione; non esiste un bonus autonomo per ogni coprigiunto.
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