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L’audizione di Ernesto Maria Ruffini rivela frodi per 15 miliardi nei bonus edilizi. Sequestri e controlli mitigano i danni, evidenziando l’importanza di rafforzare le misure antifrode.
Recentemente, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha rivelato durante un’audizione alla Commissione Finanze del Senato che i crediti oggetto di truffa ammontano a circa 15 miliardi di euro.
Di questi, una parte sostanziale è stata intercettata attraverso sequestri preventivi e altre misure di controllo, ma il problema persiste, sollevando questioni cruciali su efficacia e integrità delle politiche di incentivazione edilizia.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha specificato che dei 15 miliardi di euro di crediti sospetti, 8,6 miliardi sono stati oggetto di sequestri preventivi e 6,3 miliardi sono stati sospesi e scartati dalla piattaforma di cessione dei crediti dell’Agenzia delle Entrate.
Questo processo di vigilanza ha permesso di mitigare potenziali danni all’erario, nonostante non tutti i crediti fossero destinati a eludere il pagamento delle imposte.
Alcuni di questi crediti sono stati acquistati in buona fede dai cessionari, che intendevano utilizzarli per il pagamento delle imposte, ma la scoperta della frode è avvenuta prima del loro utilizzo.
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Richiedi informazioni gratisDurante la stessa audizione, è stato affrontato anche il tema del Bonus Aiuto alla Crescita Economica, dove sono emerse frodi per circa 100 milioni di euro su 518 milioni di crediti fiscali complessivi.
Questi crediti, attribuiti a 13.155 soggetti fino al 12 aprile, sono stati analizzati dall’Agenzia delle Entrate per identificare eventuali anomalie.
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Le frodi identificate rappresentano una stima prudenziale, calcolata al netto di altre irregolarità potenzialmente presenti, evidenziando la necessità di un continuo miglioramento nei sistemi di controllo e verifica dei crediti fiscali.
Advertisement - PubblicitàIl direttore dell’Agenzia delle Entrate ha sottolineato l’importanza della compartecipazione degli enti locali nei risultati del recupero dell’evasione fiscale. Gli enti locali hanno già la capacità di segnalare irregolarità, e secondo Ruffini, potrebbe essere estesa la loro partecipazione attraverso la polizia locale per coprire più efficacemente il territorio nazionale.
Tale collaborazione potrebbe innescare un circuito virtuoso di controllo e prevenzione, ma per essere implementata efficacemente, richiede l’introduzione di una normativa specifica che chiarisca ruoli e responsabilità.
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