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Nuova recinzione mobile da cantiere MOBILINE
A partire dal 2013, con la Legge 90, tutti gli scarichi dei fumi derivanti dalla combustione devono andare oltre il tetto. La normativa precisa che si deve superare, di 1 metro, il colmo “UNI 7129 2015”.
La canna fumaria è uno degli elementi più importanti per la sicurezza e la conformità degli impianti di riscaldamento domestici. Negli ultimi anni la normativa italiana è cambiata più volte, introducendo regole precise sullo scarico dei fumi delle caldaie a condensazione, delle stufe e delle caldaie a pellet, degli impianti a gas e dei sistemi ibridi.
Molti proprietari di casa, amministratori di condominio e installatori si chiedono ancora oggi quando sia obbligatorio lo scarico a tetto, in quali casi sia consentito lo scarico a parete e quali siano le distanze minime da rispettare per evitare sanzioni o contestazioni condominiali.
A tutto questo si aggiungono dubbi molto frequenti sui costi di installazione della canna fumaria, sul diametro corretto del condotto, sui materiali da utilizzare e sulle certificazioni obbligatorie da richiedere a fine lavori.
In questa guida aggiornata al 2026 vedremo cosa prevede la normativa vigente, quando è possibile derogare all’obbligo di scarico sopra il tetto, quali sono le regole UNI da rispettare e quali errori evitare per avere un impianto sicuro, efficiente e perfettamente a norma.
Ma quando è davvero obbligatorio portare i fumi oltre il colmo del tetto? È ancora possibile scaricare a parete? E cosa rischia chi installa una canna fumaria non conforme?
Sommario
La normativa di riferimento per gli scarichi dei prodotti della combustione è cambiata radicalmente con la Legge 90/2013, che ha introdotto l’obbligo generale di evacuazione dei fumi sopra il tetto.
In pratica, gli impianti termici devono convogliare i fumi tramite una canna fumaria che superi il colmo del tetto secondo quanto previsto dalla norma UNI 7129.
La normativa stabilisce che gli scarichi devono sboccare sopra il tetto e che il terminale debba rispettare precise altezze per garantire il corretto tiraggio. Inoltre, il comignolo deve essere progettato in modo da favorire una corretta dispersione dei fumi, mantenendo le dovute distanze da finestre, balconi e altre aperture. Anche i materiali utilizzati devono essere certificati e resistenti alla corrosione provocata dalla condensa e dagli agenti atmosferici.
Le regole valgono sia per le caldaie a condensazione sia per stufe e caldaie a pellet, con differenze tecniche legate alla temperatura dei fumi e ai materiali utilizzabili.
Le principali norme di riferimento sono:
Dal 2013 lo scarico sopra il tetto rappresenta la regola generale per quasi tutti gli impianti termici.
Questo significa che il vecchio sistema con semplice foro a parete e tubo di espulsione laterale non può più essere installato liberamente come avveniva in passato.
Lo scarico deve quindi essere collegato a:
La normativa richiede inoltre che il terminale superi il colmo del tetto di almeno un metro, secondo quanto previsto dalla UNI 7129.
Questa soluzione consente di migliorare la dispersione dei fumi e di ridurre il rischio che i prodotti della combustione rientrino negli appartamenti o provochino disagi ai vicini. Allo stesso tempo aumenta la sicurezza sanitaria e garantisce un tiraggio più stabile ed efficiente.
Nei condomini, inoltre, bisogna verificare la compatibilità con le canne fumarie esistenti e con il regolamento condominiale.
Nonostante la regola generale imponga lo scarico sopra il tetto, esistono ancora alcune deroghe che consentono lo scarico a parete.
I casi principali sono:
È possibile mantenere lo scarico a parete se si sostituisce una caldaia che già scaricava lateralmente prima dell’entrata in vigore della normativa.
Attenzione però: il vecchio scarico deve risultare legittimo e documentato.
Se un tecnico abilitato certifica l’impossibilità tecnica di realizzare lo scarico a tetto, può essere autorizzato lo scarico laterale.
Può accadere, ad esempio, in presenza di vincoli strutturali, impossibilità di attraversamento dei solai, problemi architettonici o altri ostacoli tecnici che rendano impraticabile la realizzazione di una canna fumaria fino al tetto.
Negli edifici soggetti a tutela architettonica o storica può essere vietata l’installazione di comignoli visibili sul tetto.
Il D.Lgs. 102/2014 consente lo scarico a parete in alcuni casi specifici legati:
In ogni situazione è fondamentale verificare:
Chi installa uno scarico a parete deve rispettare precise distanze di sicurezza.
Le distanze servono a evitare che i fumi possano entrare nelle abitazioni vicine, creare disagi ai condomini o compromettere la salubrità degli ambienti interni.
In linea generale:
Le distanze possono aumentare in base:
Un errore molto comune consiste nell’installare terminali troppo vicini a finestre o terrazzi, con il rischio di:
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisLe caldaie a condensazione producono fumi a temperature più basse rispetto ai vecchi generatori tradizionali.
Questo comporta la formazione di condense acide che possono danneggiare rapidamente le vecchie canne fumarie in muratura.
Per questo motivo la normativa richiede materiali resistenti alla corrosione.
Per questo tipo di impianti vengono generalmente utilizzati materiali come acciaio inox, polipropilene e sistemi plastici certificati, oltre a condotti metallici coibentati capaci di resistere all’umidità e alla corrosione.
Le vecchie canne fumarie tradizionali spesso devono essere intubate per poter ospitare una moderna caldaia a condensazione.
L’intubamento permette di proteggere il condotto, evitare perdite di condensa e migliorare il tiraggio dell’impianto. Inoltre aumenta la sicurezza complessiva e consente di adeguare la vecchia canna fumaria alle norme vigenti.
Advertisement - PubblicitàLe stufe e le caldaie a pellet seguono regole specifiche previste dalla UNI 10683.
Anche in questo caso lo scarico a parete è generalmente vietato.
Lo scarico deve:
Per gli impianti a biomassa è particolarmente importante:
Una canna fumaria sporca o sottodimensionata può provocare scarso rendimento, ritorno dei fumi negli ambienti, incendi da fuliggine e consumi più elevati, fino ad arrivare al blocco della stufa.
Uno degli aspetti più importanti riguarda il corretto dimensionamento della canna fumaria.
Il diametro non può essere scelto casualmente.
Il calcolo deve tenere conto di:
Un diametro errato può causare:
Indicativamente:
Il dimensionamento deve essere eseguito da un tecnico qualificato secondo le norme UNI.
Advertisement - PubblicitàIl costo di una canna fumaria varia in base al materiale scelto, all’altezza del condotto, al diametro necessario e alla difficoltà dell’installazione. Incidono molto anche la presenza di raccordi, eventuali opere murarie e la necessità di ponteggi o piattaforme aeree.
Nel 2026 i prezzi medi sono:
| Intervento | Prezzo medio |
|---|---|
| Canna fumaria inox | 70-120 euro al metro |
| Intubamento | 50-100 euro al metro |
| Terminale a tetto | 100-250 euro |
| Coibentazione | 30-80 euro al metro |
| Installazione completa | 800-3.000 euro |
I costi aumentano in presenza di:
È sempre consigliabile richiedere più preventivi dettagliati.
Al termine dei lavori l’installatore deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità prevista dal DM 37/2008.
Questo documento certifica che:
La documentazione è fondamentale in caso di:
Senza dichiarazione di conformità potrebbero esserci problemi anche in caso di sinistro o responsabilità civile.
Advertisement - PubblicitàMolti problemi derivano da installazioni eseguite senza rispettare la normativa.
Tra gli errori più frequenti ci sono lo scarico che non supera il tetto, il diametro errato del condotto, l’eccessivo numero di curve e l’utilizzo di materiali non idonei. Molti problemi derivano anche dalla mancanza di coibentazione, dalla scarsa manutenzione o dal mancato rispetto delle distanze previste dalla normativa.
Per evitare problemi è sempre opportuno affidarsi a:
La manutenzione periodica è essenziale per garantire:
La pulizia deve essere eseguita con frequenza diversa a seconda:
Per pellet e biomassa i controlli devono essere più frequenti.
Una manutenzione trascurata può provocare:
Sì, nella maggior parte dei casi la normativa prevede lo scarico sopra il tetto.
Solo nei casi di deroga previsti dalla legge.
Dipende dalla compatibilità tecnica e dal tipo di impianto installato.
In alcuni casi sì, soprattutto per modifiche esterne o edifici vincolati.
Con corretta manutenzione può durare molti anni.
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