Gli affitti rallentano a ottobre, ma restano più alti di un anno prima. Secondo il report idealista pubblicato il 3 novembre 2026, i canoni richiesti scendono dello 0,3% rispetto a settembre e si attestano a 14,6 euro al metro quadrato al mese. Nel confronto con ottobre 2025, l’aumento è del 2,3%.

Il lieve arretramento mensile descrive quindi soltanto una parte del quadro. Chi cerca una nuova abitazione deve ancora confrontarsi con livelli superiori a quelli dell’anno scorso, mentre le differenze fra città rimangono ampie. Sono valori dell’offerta pubblicata sul portale, utili per leggere il mercato delle richieste.

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Milano e Bologna crescono, altre grandi città arretrano

Tra i principali mercati, Milano e Bologna registrano entrambe un incremento mensile dello 0,3%. Roma segna −0,1%, Torino −0,7%, Firenze −1% e Venezia −1,7%.

Il livello più alto resta quello di Milano, con 22,5 euro al metro quadrato. Seguono Firenze a 21,4, Venezia a 20,1, Roma a 19,2 e Bologna a 16,7 euro al metro quadrato. Sono riferimenti cittadini: all’interno dello stesso Comune, zona, superficie e caratteristiche dell’alloggio possono cambiare sensibilmente il confronto tra le proposte.

Un ribasso sul mese può convivere con un rincaro annuale

Le due percentuali nazionali rispondono a domande diverse. Il −0,3% confronta ottobre con il mese precedente; il +2,3% confronta ottobre con lo stesso mese dell’anno scorso. Il primo dato racconta il movimento più recente, il secondo il punto al quale è arrivato il mercato rispetto a dodici mesi prima.

Per una famiglia che torna a cercare casa dopo un anno, è quindi il secondo confronto a descrivere meglio la distanza dal periodo della precedente ricerca. Per chi sta seguendo gli annunci da alcune settimane, il dato mensile può suggerire di aggiornare i confronti. Nessuno dei due numeri determina il canone di uno specifico appartamento.

Che cosa misurano questi prezzi

L’indice idealista osserva i prezzi richiesti negli annunci. La metodologia del produttore distingue espressamente questi valori dai canoni effettivamente corrisposti e descrive controlli sui dati e sugli annunci duplicati. Il report aiuta dunque a leggere come si presenta l’offerta, senza ricostruire il contenuto di ogni contratto firmato.

Anche il prezzo al metro quadrato va utilizzato come riferimento di contesto. Prima di confrontare due annunci conviene controllare quale superficie venga dichiarata, quali locali siano compresi e se la richiesta includa alcune spese. In caso contrario si rischia di confrontare importi che coprono cose diverse.

Per scegliere conta il costo complessivo, oltre al canone

Il primo confronto utile mette sulla stessa riga il canone e le spese note. Il secondo riguarda ciò che rimane fuori: riscaldamento, utenze, eventuali costi iniziali e servizi necessari alla propria vita quotidiana. Per chiarire le voci condominiali, il proprietario o l’intermediario può fornire il dettaglio delle somme richieste e degli eventuali conguagli.

Due annunci possono cambiare ordine quando si sommano le spese

Consideriamo un esempio interamente ipotetico, con importi scelti solo per illustrare il calcolo. Un appartamento viene proposto a 1.000 euro di canone più 180 euro di spese mensili; un secondo a 1.100 euro più 50 euro. A parità delle voci comprese, il primo arriva a 1.180 euro, il secondo a 1.150.

Il canone più basso non coincide, in questo caso, con l’esborso periodico inferiore. Prima di decidere occorre ancora capire se i due importi delle spese siano confrontabili, se comprendano il riscaldamento e se siano acconti soggetti a conguaglio. Il risultato del controllo può confermare il vantaggio del secondo alloggio oppure modificare nuovamente il confronto. Questi importi non sono stime dei prezzi di mercato.

Il report sugli annunci e il contratto già in corso

Per chi vive già in affitto, la variazione dei canoni richiesti negli annunci risponde a un’esigenza diversa dall’aggiornamento del proprio contratto. L’indice del portale descrive gli immobili in offerta; non contiene una disposizione che modifica gli importi concordati fra proprietario e inquilino.

Se il dubbio riguarda una richiesta di aumento o un adeguamento, il punto di partenza è il contratto sottoscritto e la disciplina applicabile a quel rapporto. La guida sull’aumento del canone di affitto, l’ISTAT e la cedolare aiuta a distinguere questo tema dal movimento dei prezzi degli annunci.

Fonti e riferimenti