Le garanzie rafforzate sui mutui prima casa potrebbero essere prorogate fino al 31 dicembre 2029. L’articolo 2 del disegno di legge di Bilancio 2027 propone inoltre 200 milioni di euro aggiuntivi al Fondo per ciascuno degli anni 2028 e 2029. Il documento non è ancora legge: descrive l’intervento sottoposto all’esame del Parlamento.

Per chi sta programmando l’acquisto, la novità riguarda l’orizzonte delle garanzie pubbliche. Non è un contributo da incassare sul prezzo della casa e non equivale alla promessa di un mutuo approvato: la banca continua a valutare la sostenibilità del finanziamento.

Le due proroghe previste dal disegno di legge

Il primo comma sposta al 31 dicembre 2029 il termine richiamato dall’articolo 64, comma 3, del decreto-legge 73/2021. È il riferimento alla disciplina di rafforzamento della garanzia, da leggere insieme alle condizioni soggettive ed economiche previste dalle norme cui rinvia.

Il secondo comma prolunga alla stessa data l’applicazione delle disposizioni contenute nei commi da 9 a 13 della legge 213/2023, relative ai nuclei familiari numerosi. Il DDL interviene quindi su due percorsi normativi, senza introdurre nell’articolo 2 una garanzia massima unica riconosciuta indistintamente a chiunque acquisti.

La differenza è pratica: conoscere la nuova scadenza proposta non basta per stabilire la copertura spettante. Occorre verificare in quale categoria rientra il richiedente, quale ISEE è richiesto e come si rapportano finanziamento e prezzo di acquisto.

Quattrocento milioni aggiuntivi nel biennio 2028–2029

Il terzo comma propone un incremento della dotazione del Fondo di 200 milioni nel 2028 e 200 milioni nel 2029, per un totale di 400 milioni aggiuntivi nel biennio. Le risorse sostengono il funzionamento della garanzia: non rappresentano un fondo suddiviso in assegni individuali per gli acquirenti.

Va mantenuta anche la distinzione temporale. La legge di Bilancio è quella del 2027, ma l’incremento indicato da questo comma è riferito ai due esercizi successivi. Attribuire tutti i 400 milioni al solo 2027 cambierebbe il contenuto della disposizione.

Come funziona oggi l’accesso al Fondo

Nella pagina aggiornata il 23 ottobre 2026, Consap ricorda che la domanda si presenta a una banca o a un intermediario aderente, insieme alla richiesta di mutuo. Il finanziamento non può superare 250.000 euro e l’immobile deve essere destinato ad abitazione principale, rispettando i requisiti previsti.

L’accesso è riservato alle categorie individuate dalla disciplina vigente; contano inoltre le condizioni relative ad altri immobili posseduti. Le coperture maggiorate richiedono verifiche ulteriori: l’età o l’appartenenza a una categoria non sostituiscono da sole tutti gli altri requisiti.

Queste indicazioni descrivono il funzionamento attuale illustrato dal gestore. La scadenza del 2029 proviene invece dalla proposta di manovra e dovrà essere confermata dal testo approvato.

La garanzia non sostituisce la valutazione del reddito

Consap precisa che la concessione del mutuo e il ricorso alla garanzia rimangono affidati alla valutazione della banca. La garanzia pubblica protegge il finanziatore nei termini previsti; il mutuatario conserva l’obbligo di restituire il debito.

Per questo, chi confronta due offerte deve continuare a considerare rata, durata, tasso, costi e anticipo disponibile. Un orizzonte più lungo della misura può aiutare la programmazione dell’acquisto, ma non rende automaticamente sostenibile una rata incompatibile con il bilancio familiare.

Cosa controllare prima di impegnarsi nell’acquisto

Il passaggio utile è chiedere alla banca una verifica della posizione del nucleo e del finanziamento richiesto, distinguendo la fattibilità creditizia dall’ammissione alla garanzia. L’eventuale acquisto accompagnato da lavori va presentato con una struttura di spesa chiara, senza confondere prezzo dell’immobile e interventi successivi.

Al 4 novembre 2026, la proroga al 2029 rimane una proposta. Dopo l’approvazione occorrerà ricontrollare il testo definitivo e le indicazioni aggiornate del gestore, soprattutto per domande o stipule collocate negli anni interessati dall’estensione.

Fonti e riferimenti