Il nuovo trimestre si apre con un rincaro della luce per una parte delle famiglie italiane. Nel comunicato del 29 settembre, ARERA indica un aumento del 37,3% per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela nel periodo ottobre-dicembre 2026 rispetto al trimestre precedente.

La precisazione sul servizio è decisiva: non si tratta di un aumento uguale per tutte le utenze domestiche. Prima di applicare quella percentuale al proprio bilancio, bisogna distinguere il regime di fornitura dalla condizione personale dell’intestatario.

Perché aumenta la luce nel quarto trimestre

Secondo l’Autorità, il rincaro riflette i maggiori costi di acquisto dell’elettricità, sia per le attese sui prezzi all’ingrosso sia per i valori del terzo trimestre risultati superiori alle precedenti stime. Restano invariati gli oneri generali di sistema; diminuiscono invece i costi di dispacciamento e del mercato della capacità.

Il prezzo di riferimento dal 1° ottobre è 43,43 centesimi per kWh, tasse incluse. La spesa annua del cliente tipo nel 2026 è stimata a 665,38 euro, contro 608,72 euro nel 2025: il confronto annuale è quindi +9,3%, diverso dal +37,3% tra trimestri. Confondere i due confronti porterebbe a sovrastimare l’aumento sull’intero anno.

A chi si applica e come riconoscere il servizio

L’aggiornamento riguarda circa tre milioni di clienti vulnerabili attualmente in Maggior Tutela. La vulnerabilità, da sola, non significa che la fornitura sia già nel servizio tutelato: anche un cliente vulnerabile può avere sottoscritto un’offerta del mercato libero.

ARERA ricorda che la Maggior Tutela elettrica è riservata ai vulnerabili dal luglio 2024. Tra le condizioni rilevanti figurano aver compiuto 75 anni, il diritto al bonus elettrico, la disabilità prevista dalla legge 104 e specifiche situazioni legate a emergenze abitative o isole non interconnesse. La verifica dei requisiti personali va fatta sulle indicazioni dell’Autorità, non su una semplice fascia di consumo.

In bolletta deve essere indicato il servizio. Mercato libero, Maggior Tutela e Servizio a Tutele Graduali non sono denominazioni intercambiabili. Nel mercato libero conta la formula del contratto: il comunicato non modifica automaticamente il prezzo di ogni offerta.

Perché la propria bolletta può essere diversa

La percentuale del cliente tipo non è una previsione dell’importo che ciascuno riceverà. Una fattura confrontata con la precedente può coprire più giorni, contenere consumi differenti o includere un conguaglio. Per questo è utile tenere separati prezzo, quantità utilizzata e durata del periodo fatturato.

Un esempio puramente aritmetico aiuta a leggere il dato: aumentare 100 euro del 37,3% porta a 137,30 euro. Questo non autorizza però a moltiplicare automaticamente l’ultima bolletta per 1,373, perché il profilo reale e le voci fatturate potrebbero non coincidere con il confronto ARERA.

Tre controlli utili prima di cambiare offerta

Il primo controllo è il nome del servizio riportato nella fattura. Il secondo è la quantità di energia consumata e il periodo cui si riferisce. Il terzo è il confronto fra condizioni complessive: guardare soltanto un prezzo pubblicizzato al kWh può trascurare costi fissi e durata delle condizioni.

ARERA mette a disposizione il Portale Offerte per confrontare i contratti. Non c’è invece, nel comunicato trimestrale, un obbligo generalizzato di cambiare venditore. Per valutare i consumi di un apparecchio domestico è utile partire dalla potenza e dalle ore di utilizzo: la guida al consumo di un condizionatore portatile mostra il metodo di calcolo, da applicare con il prezzo effettivo della propria fornitura.

Fonti e riferimenti