
Ordine di demolizione legittimo per opere abusive: il tempo non sana l’illecito, l’edilizia libera ha limiti precisi e il decreto Salva Casa non blocca le sanzioni.

La fiscalizzazione dell’abuso edilizio è possibile quando la demolizione compromette la stabilità dell’edificio, anche se le opere sono autonome, purché il Comune svolga un’istruttoria tecnica adeguata.

Il cambio di destinazione d’uso nei centri storici resta soggetto a vincoli locali: il Decreto Salva Casa non supera automaticamente le norme regionali e comunali ancora vigenti.

Una tettoia abusiva in area vincolata non può essere sanata: il Consiglio di Stato respinge il ricorso e chiarisce i limiti di condono, anche alla luce del Decreto Salva Casa.

La riforma edilizia semplifica i titoli, introduce digitalizzazione, fascicolo digitale, snellisce le sanatorie, rafforza i tecnici, incentiva sostenibilità e sicurezza, promuove il riuso degli immobili e riduce la burocrazia.

Il TAR Lazio ha stabilito che le sanzioni per abusi edilizi si applicano al nuovo proprietario, anche se non responsabile, ribadendo la natura reale delle sanzioni urbanistiche.

La sentenza del TAR chiarisce i limiti del Decreto Salva Casa, ribadendo che le deroghe sull’altezza minima non valgono per cambi d’uso da locali accessori a residenziali.

Il TAR conferma la demolizione per abusi edilizi non sanabili, respingendo la difesa del proprietario e chiarendo le conseguenze legali in caso di inottemperanza, anche su immobili ereditati.

La Cassazione conferma: una pergotenda con chiusure laterali, materiali rigidi e volumi aggiuntivi richiede titolo edilizio. Attenzione alle norme locali e ai limiti dell’edilizia libera.

La chiusura di un balcone con vetrate può costituire abuso edilizio se altera i volumi. Anche strutture leggere richiedono permessi, salvo i casi previsti dal Decreto Salva Casa.