Fase 2: riprendono le attività, ma anche gli incidenti e i morti

sicurezza cantieri
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Dal 4 maggio, come sappiamo, con la Fase 2 l’intero settore dell’edilizia ha ripreso a lavorare. Purtroppo però, non è passato tanto tempo che già si contano numerosi incidenti avvenuti all’interno dei cantieri, e anche diversi morti.

Tutto ciò riporta alla luce le stesse situazioni che avvenivano giornalmente prima della sospensione dovuta all’emergenza Covid-19. Il protocollo per la sicurezza nei cantieri istituito il 14 marzo e aggiornato il 24 aprile 2020 è volto a proteggere i lavoratori dall’eventualità del contagio dal virus.

Ma è necessario rincominciare a portare alla luce anche la mancanza di sicurezza generale nei cantieri, che porta ogni anno numerosi incidenti, infortuni e deceduti.

Fase 2: attività riprendono, gli omicidi bianchi aumentano

Li chiamano omicidi bianchi gli incidenti sul lavoro che stanno si stanno verificando negli ultimi giorni. Nei due mesi di sospensione obbligatoria delle attività dovuta all’emergenza Covid-19, il numero di infortuni sul lavoro era ovviamente calato parecchio.

Con la Fase 2 però, le attività sono ripartite. E questo purtroppo ha fatto riemergere la grave mancanza di regole e sicurezza per quanto riguarda la protezione degli operai, in campo edile ma anche agricolo.

Il lavoro ha ripreso da poco più di una settimana, e i dati sono già allarmanti.

Alcuni casi degli ultimi giorni

Il 5 maggio, in Toscana, un operaio è stato condotto all’ospedale di Careggi in gravissime condizioni, dopo una rovinosa caduta da un tetto alto 5 metri. Stava lavorando presso un capannone del Consorzio Agrario di Castelfiorentino, in località Pesciola.

Sempre il 5 maggio, in provincia di Cuneo, un uomo 67enne rimane investito dal proprio trattore, era cliente della ditta Salzotto. L’hanno poi trasportato in gravi condizioni presso l’ospedale Santa Croce di Cuneo.

Nella stessa giornata, a Copparo, in provincia di Ferrara, un uomo di 73 anni pensionato stava falciando l’erba con il proprio trattore vicino ad un canale. Non si sa bene come, ma all’improvviso il mezzo si è ribaltato all’interno del corso, travolgendo e uccidendo l’uomo.

Il 14 maggio, un operaio 55enne di Afragola che stava lavorando nel Riminese presso uno scavo. L’improvviso crollo di un muro di contenimento in cemento armato lo ha travolto. A nulla sono serviti gli scavi durati 3 ore, quando l’hanno tirato fuori l’uomo era deceduto.

Il caso più grave è stato registrato il 5 maggio in Campania, a Ottaviano. Presso la fabbrica Adler Plastic si è verificata una violenta esplosione causata da una bombola di gas. Vincenzo Lanza, operaio 55enne, è morto sul colpo. Altri due colleghi sono stati ricoverati d’urgenza presso l’ospedale di Nola, il primo riporta lievi ferite, il secondo è in gravissime condizioni.