Scegliere tra corrente o gas in casa nel 2026 non significa confrontare soltanto il prezzo di un kWh elettrico con quello del metano. Il risultato dipende da quanta energia l’impianto trasforma realmente in calore, dai costi fissi delle forniture, dall’isolamento dell’edificio e dall’investimento necessario per modificare l’impianto.

Una pompa di calore, per esempio, può fornire più kWh termici per ogni kWh elettrico consumato; una stufa o un radiatore elettrico a resistenza trasformano invece circa un kWh elettrico in un kWh di calore. Trattare queste tecnologie come equivalenti porta a conclusioni sbagliate.

In breve: in una casa nuova o ben isolata, con terminali a bassa temperatura, la soluzione completamente elettrica con pompa di calore è spesso la più razionale. In un’abitazione esistente, già allacciata al gas e con una caldaia efficiente, mantenere l’impianto può essere economicamente sensato nel breve periodo. La scelta va però fatta sul costo annuo complessivo, non sul prezzo nominale delle due fonti.

Corrente o gas: cosa conviene nel 2026?

Non esiste una risposta valida per ogni abitazione. Nel 2026 la convenienza tende a spostarsi verso l’elettrificazione quando ricorrono contemporaneamente alcune condizioni:

  • l’edificio ha un fabbisogno termico contenuto;
  • la pompa di calore può lavorare a temperature non troppo elevate;
  • l’impianto è correttamente dimensionato per il clima locale;
  • si evitano o si eliminano i costi fissi della fornitura gas;
  • una parte dei consumi elettrici può essere coperta dal fotovoltaico;
  • la potenza elettrica disponibile e l’impianto interno sono adeguati.

Il gas può continuare a risultare competitivo quando la casa ha un fabbisogno elevato, utilizza radiatori progettati per temperature alte, si trova in una zona climatica rigida o richiederebbe opere costose per passare alla pompa di calore. In questi casi, però, conviene verificare prima le dispersioni dell’edificio: sostituire soltanto il generatore senza ridurre il fabbisogno può lasciare la bolletta alta con entrambe le fonti.

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Prezzi luce e gas nel 2026: perché non basta una fotografia

I prezzi dell’energia continuano a variare. Nel terzo trimestre 2026 ARERA ha comunicato un aumento del 4,6% della bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela rispetto al trimestre precedente. Per il gas, la componente della sola materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità relativa a giugno 2026 è stata fissata a 47,18 euro/MWh, cioè circa 0,047 euro per kWh di energia del combustibile.

Questi due dati non possono essere messi direttamente a confronto. Il valore del gas riguarda soltanto la materia prima, mentre la spesa elettrica indicata da ARERA comprende il profilo del cliente tipo e le diverse componenti della bolletta. Inoltre:

  • le offerte del mercato libero hanno prezzi, quote fisse e formule di indicizzazione differenti;
  • trasporto, gestione del contatore, oneri e imposte incidono sulla spesa finale;
  • il prezzo variabile dell’elettricità può seguire un indice diverso da quello del gas;
  • il consumo annuo modifica il peso delle quote fisse sul costo medio;
  • un kWh acquistato non equivale necessariamente a un kWh di calore utile.

Per una decisione destinata a durare 10 o 15 anni, basarsi sul prezzo di un singolo mese è rischioso. Occorre simulare almeno uno scenario centrale e due scenari con prezzi più alti e più bassi.

Il confronto corretto: il costo di un kWh di calore utile

Per il riscaldamento bisogna confrontare il costo dell’energia termica effettivamente resa agli ambienti. Le formule semplificate sono:

Pompa di calore: prezzo variabile dell’elettricità / SCOP

Caldaia a gas: prezzo variabile del gas per kWh / rendimento stagionale

Lo SCOP rappresenta l’efficienza media stagionale della pompa di calore. Non coincide con il COP dichiarato in una singola condizione di laboratorio: cambia con temperatura esterna, temperatura dell’acqua, sbrinamenti, regolazione e dimensionamento.

Per il gas, il prezzo in bolletta è spesso espresso per Smc. La conversione in kWh deve utilizzare il potere calorifico e il coefficiente riportati nella bolletta, perché un valore fisso approssimativo può falsare il confronto. Anche il rendimento della caldaia deve essere quello stagionale dell’impianto reale, non soltanto il dato nominale del generatore.

Un esempio pratico

Supponiamo, a puro titolo di esempio, di avere:

  • energia elettrica a 0,25 euro/kWh per la parte variabile;
  • pompa di calore con SCOP effettivo pari a 3;
  • gas a 0,10 euro/kWh per la parte variabile;
  • caldaia con rendimento stagionale del 92%.

Il calore utile costerebbe circa 0,083 euro/kWh con la pompa di calore e circa 0,109 euro/kWh con la caldaia. Se però lo SCOP reale scendesse a 2, il costo elettrico salirebbe a 0,125 euro/kWh e il risultato cambierebbe.

Alla simulazione vanno poi aggiunti costi fissi, manutenzione, eventuale aumento di potenza, investimento iniziale e vita utile. Se il contatore gas viene eliminato, il risparmio delle quote fisse migliora il bilancio della soluzione elettrica; se il gas resta attivo per la sola cucina, quel risparmio non si realizza.

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Pompa di calore, radiatore elettrico e caldaia non sono equivalenti

La parola “elettrico” comprende sistemi con prestazioni molto diverse.

  • Pompa di calore: trasferisce calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno e può produrre più energia termica di quella elettrica assorbita. Può riscaldare, raffrescare e, in alcune configurazioni, produrre acqua calda sanitaria.
  • Climatizzatore a pompa di calore: è una pompa di calore aria-aria. Può essere efficiente, ma distribuisce il calore attraverso l’aria e richiede una corretta disposizione delle unità interne.
  • Radiatore, termoconvettore o caldaia elettrica a resistenza: produce circa un kWh termico per ogni kWh elettrico. Ha un costo iniziale contenuto, ma può essere oneroso se utilizzato come riscaldamento principale per molte ore.
  • Caldaia a gas: brucia combustibile per scaldare l’acqua dell’impianto. Il rendimento dipende da modello, regolazione, temperatura di ritorno, distribuzione e manutenzione.

Affermare che “l’elettricità costa più del gas” non dimostra quindi che una pompa di calore costi di più in esercizio. Il confronto deve includere il rendimento. Per approfondire tecnologia, dimensionamento e costi è disponibile la guida sulle pompe di calore.

Quando conviene una casa completamente elettrica

Una casa senza gas riunisce riscaldamento, acqua calda e cucina sulla fornitura elettrica. Può essere una scelta particolarmente efficace nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni profonde, perché impianto ed edificio vengono progettati insieme.

Casa nuova o ristrutturata e ben isolata

Quando pareti, copertura, serramenti e tenuta all’aria limitano le dispersioni, la potenza necessaria per riscaldare gli ambienti si riduce. La pompa di calore può lavorare con continuità e con temperature di mandata contenute, soprattutto in abbinamento a pavimento radiante, ventilconvettori o radiatori dimensionati per la bassa temperatura.

In questo scenario evitare il nuovo allacciamento al gas, la caldaia, la canna fumaria e la seconda fornitura può ridurre costi iniziali e ricorrenti. Resta necessario un progetto termotecnico: scegliere la macchina sulla sola superficie in metri quadrati può produrre sovradimensionamento, cicli frequenti o insufficiente potenza nei giorni più freddi.

Casa piccola con consumi contenuti

In un appartamento piccolo, ben isolato e situato in un clima non estremo, uno o più climatizzatori a pompa di calore possono coprire il riscaldamento con un investimento inferiore rispetto a un impianto idronico completo. Devono però essere valutati comfort, rumorosità, distribuzione dell’aria, produzione di acqua calda e funzionamento alle temperature esterne di progetto.

Presenza del fotovoltaico

Il fotovoltaico migliora la convenienza dei consumi elettrici quando l’energia viene autoconsumata. Non rende però gratuito il riscaldamento invernale: la produzione è spesso minore proprio nei mesi in cui il fabbisogno termico aumenta, e una batteria sposta l’energia tra ore diverse ma non tra estate e inverno.

La strategia più utile consiste nel dimensionare correttamente l’impianto, programmare gli accumuli termici e spostare per quanto possibile i consumi nelle ore di produzione. Il progetto deve partire dai profili reali, non dalla sola potenza nominale dei pannelli.

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Quando può convenire mantenere il gas

Eliminare il gas non è sempre l’intervento con il miglior tempo di ritorno.

Caldaia recente e impianto esistente efficiente

Se la caldaia è recente, correttamente regolata e già collegata a un impianto efficiente, sostituirla prima della fine della vita utile può richiedere un investimento difficilmente recuperabile nel breve periodo. È comunque utile confrontare il costo annuale e programmare la futura sostituzione, evitando di decidere in emergenza dopo un guasto.

Edificio energivoro con radiatori ad alta temperatura

Una casa poco isolata può richiedere molta potenza e acqua ad alta temperatura. Una pompa di calore può funzionare anche con radiatori, ma efficienza e potenza disponibile devono essere verificate alle condizioni invernali reali. Prima della sostituzione possono risultare prioritari isolamento, bilanciamento dell’impianto, regolazione climatica o ampliamento dei terminali.

Clima rigido o limiti tecnici

Temperature esterne molto basse riducono la resa delle pompe di calore aria-acqua e aria-aria e aumentano gli sbrinamenti. Questo non rende automaticamente inadatta la tecnologia, ma impone di controllare le curve di prestazione alla temperatura di progetto. In alcuni edifici può essere ragionevole un sistema bivalente o ibrido; in altri una pompa correttamente dimensionata può coprire l’intero carico.

Il mantenimento della caldaia comporta comunque controlli, manutenzione, scarico dei fumi e costi fissi della fornitura. Per gli obblighi periodici resta utile la guida sulla manutenzione e sui controlli della caldaia.

Acqua calda sanitaria: gas, resistenza o pompa di calore?

Per l’acqua calda non è corretto concludere che il gas sia sempre più economico.

  • una caldaia combinata a gas può essere pratica se è già presente e serve anche il riscaldamento;
  • uno scaldacqua elettrico a resistenza ha un costo d’acquisto basso, ma può consumare molto con famiglie numerose o prelievi elevati;
  • uno scaldacqua a pompa di calore richiede più spazio e tempi di accumulo, ma usa meno elettricità per produrre la stessa quantità di calore;
  • una pompa di calore centralizzata può integrare riscaldamento e acqua sanitaria, con accumulo dimensionato sulle abitudini della famiglia.

Nel confronto vanno considerati numero di persone, litri giornalieri, temperatura di accumulo, perdite del serbatoio, distanza dai punti di utilizzo e cicli antilegionella. Un impianto efficiente ma sovradimensionato può avere perdite inutili; uno troppo piccolo può ricorrere spesso alla resistenza di integrazione.

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Cucina: piano a induzione o fornelli a gas?

La cucina pesa normalmente meno del riscaldamento sul bilancio energetico annuale. Per questo la decisione non dovrebbe basarsi soltanto sul prezzo del combustibile.

Il piano a induzione trasferisce il calore direttamente alla pentola, è rapido e non produce fiamme o fumi di combustione nel locale. Richiede pentole compatibili, un impianto elettrico adeguato e una gestione della potenza quando funzionano contemporaneamente forno, pompa di calore e altri carichi.

Il fornello a gas accetta quasi ogni recipiente e consente una regolazione familiare a molti utenti, ma disperde più calore nell’ambiente e richiede ventilazione e corretta combustione. Se il gas verrebbe mantenuto soltanto per cucinare, le quote fisse della fornitura possono superare il risparmio ottenuto sul modesto consumo della cucina.

In una ristrutturazione orientata a eliminare il contatore gas, il piano a induzione è quindi spesso la scelta coerente. Se la fornitura rimane attiva per riscaldamento e acqua calda, la differenza economica tra i due sistemi di cottura diventa meno decisiva.

Potenza del contatore e impianto elettrico

Una casa completamente elettrica non richiede automaticamente una potenza enorme, ma i carichi simultanei devono essere studiati. Una fornitura domestica da 3 kW può risultare stretta con piano a induzione, forno, pompa di calore e scaldacqua in funzione nello stesso momento.

Prima di aumentare la potenza è utile valutare:

  • assorbimento massimo e modulazione della pompa di calore;
  • limitazione impostabile sul piano a induzione;
  • priorità tra acqua calda, riscaldamento ed elettrodomestici;
  • sistema di gestione automatica dei carichi;
  • sezione dei cavi, quadro elettrico, protezioni e messa a terra;
  • eventuale ricarica di un veicolo elettrico.

L’aumento della potenza impegnata comporta costi una tantum e quote ricorrenti maggiori, ma può essere evitato o limitato con apparecchi modulanti e gestione dei carichi. La verifica deve essere eseguita da un installatore abilitato.

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Come confrontare davvero le bollette

Per valutare un cambio di impianto servono almeno 12 mesi di consumi, preferibilmente corretti per un inverno particolarmente caldo o freddo. Il confronto può seguire questi passaggi:

  1. raccogliere kWh elettrici e Smc di gas degli ultimi 12-24 mesi;
  2. separare riscaldamento, acqua calda e cucina quando possibile;
  3. trasformare il gas in kWh usando i dati riportati in bolletta;
  4. stimare il rendimento stagionale della caldaia esistente;
  5. richiedere lo SCOP atteso della pompa di calore nelle condizioni dell’edificio;
  6. calcolare i costi variabili con più scenari di prezzo;
  7. aggiungere quote fisse, manutenzione e potenza elettrica;
  8. annualizzare investimento, incentivi e vita utile degli impianti.

La formula completa da confrontare è:

Costo annuo = energia consumata + quote fisse + manutenzione + investimento annualizzato

Usare il totale della bolletta diviso per i kWh può essere utile per descrivere il passato, ma non sempre per simulare il futuro: quel valore incorpora quote fisse che non crescono con ogni kWh. È meglio separare costi fissi e variabili.

Offerta luce e gas: fisso o variabile?

La convenienza dell’impianto e quella del contratto sono due decisioni diverse. Una buona pompa di calore può essere penalizzata da un’offerta elettrica costosa; una caldaia efficiente non rende conveniente qualsiasi tariffa gas.

Nel prezzo fisso la componente energia resta stabilita per il periodo contrattuale indicato, mentre quote regolate e imposte possono comunque cambiare. Nel prezzo variabile la materia energia segue un indice, al quale il venditore aggiunge uno spread e spesso una quota commerciale fissa.

Per confrontare le offerte bisogna verificare:

  • prezzo o formula di indicizzazione;
  • spread applicato all’indice;
  • quota fissa mensile o annuale;
  • durata delle condizioni economiche;
  • servizi aggiuntivi e costi non necessari;
  • eventuali penali o condizioni di recesso ammesse;
  • spesa annua stimata sul proprio consumo.

Il Portale Offerte di ARERA e Acquirente Unico consente di confrontare le proposte disponibili. Con SPID o CIE può utilizzare anche i dati storici della fornitura, evitando simulazioni basate su consumi generici.

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Incentivi 2026: non devono decidere da soli l’impianto

Pompe di calore, sistemi ibridi, interventi sull’involucro e fotovoltaico possono rientrare in agevolazioni differenti, se sono rispettati requisiti tecnici e fiscali. Nel 2026 sono rilevanti, a seconda del caso, detrazioni edilizie, Ecobonus e Conto Termico 3.0.

L’incentivo riduce il costo iniziale, ma non rende adatto un impianto dimensionato male. Prima si definiscono fabbisogno, temperature di esercizio e soluzione tecnica; successivamente si verifica quale agevolazione è applicabile. Per orientarsi sono disponibili le guide su:

Scelta rapida in base al tipo di abitazione

Nuova costruzione

Una soluzione completamente elettrica con pompa di calore è spesso la prima opzione da valutare. Consente di evitare la nuova rete gas e si integra bene con involucro efficiente, terminali a bassa temperatura e fotovoltaico.

Ristrutturazione completa

Conviene calcolare il fabbisogno dopo gli interventi sull’involucro, non prima. La riduzione delle dispersioni può rendere sufficiente una pompa più piccola e abbassare sia investimento sia consumi.

Appartamento con caldaia recente

La sostituzione immediata non è automaticamente conveniente. Si può migliorare regolazione e isolamento, verificando nel frattempo la fattibilità di una futura elettrificazione e l’eventuale uso dei climatizzatori nelle mezze stagioni.

Casa non allacciata al metano

Realizzare un nuovo allacciamento solo per installare la caldaia va confrontato con una pompa di calore. Nel calcolo devono entrare scavo, contatore, canna fumaria, impianto, costi fissi futuri e manutenzione.

Casa poco isolata in zona fredda

Serve una diagnosi tecnica. Una pompa di calore può essere possibile, ma la decisione richiede carico termico, curve di resa a bassa temperatura esterna e verifica dei terminali. Spesso il primo investimento utile è ridurre il fabbisogno.

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FAQ su corrente e gas in casa

Costa meno il gas o l’elettricità?

Il kWh di gas può costare meno del kWh elettrico acquistato, ma non è questo il confronto decisivo. Una pompa di calore efficiente produce più kWh termici per ogni kWh elettrico. Bisogna confrontare il costo del calore utile e aggiungere quote fisse, manutenzione e investimento.

Conviene togliere completamente il gas?

Può convenire se riscaldamento, acqua calda e cucina vengono elettrificati con sistemi efficienti e si elimina davvero la fornitura gas. Se il contatore resta attivo per un solo utilizzo, continuano a essere dovuti i relativi costi fissi.

La pompa di calore conviene anche senza fotovoltaico?

Sì, può convenire grazie alla sua efficienza, ma dipende da SCOP reale e tariffa elettrica. Il fotovoltaico migliora il risultato quando c’è autoconsumo, ma non è una condizione indispensabile.

I termosifoni sono compatibili con la pompa di calore?

Possono esserlo. Occorre verificare quanta potenza erogano alla temperatura di mandata compatibile con la macchina e quale SCOP ne deriva. In alcuni casi basta aumentare la superficie dei radiatori o ridurre le dispersioni; in altri servono terminali differenti.

Il riscaldamento elettrico è sempre più costoso?

No. I radiatori elettrici a resistenza possono essere costosi come sistema principale, mentre una pompa di calore usa l’elettricità in modo molto più efficiente. Definire entrambi semplicemente “riscaldamento elettrico” è fuorviante.

Per una seconda casa conviene il gas o l’elettricità?

Con utilizzo saltuario, evitare una seconda fornitura gas e i suoi costi fissi può favorire climatizzatori a pompa di calore e piano a induzione. Vanno comunque valutati clima, protezione dal gelo, produzione di acqua calda e potenza disponibile.

Con 3 kW si può avere una casa senza gas?

Dipende dalla potenza degli apparecchi e dalla loro contemporaneità. Sistemi modulanti e gestione dei carichi possono limitare i picchi, ma in molte abitazioni completamente elettriche è opportuno valutare una potenza maggiore.

Qual è il primo dato da chiedere a un tecnico?

Il carico termico di progetto dell’abitazione dopo gli eventuali lavori di isolamento. Da quel dato derivano potenza della macchina, temperatura dei terminali, consumi attesi e attendibilità del confronto economico.

Riferimenti ufficiali

Contenuto aggiornato al 16 luglio 2026. Prezzi e offerte possono cambiare rapidamente; gli esempi di calcolo sono illustrativi e devono essere sostituiti con i dati della propria bolletta e con le prestazioni stimate per l’edificio.