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Differenze tra perizia semplice, asseverata e giurata: quando servono, valore legale, procedura di giuramento, costi, bolli e responsabilità del tecnico.
Una perizia tecnica serve a trasformare rilievi, documenti e valutazioni specialistiche in una relazione comprensibile e utilizzabile da un privato, un’impresa, un’assicurazione, una banca, una Pubblica Amministrazione o un avvocato. Non tutte le perizie, però, hanno la stessa forma: una relazione semplice, una perizia asseverata e una perizia giurata rispondono a esigenze differenti e non diventano automaticamente “più vere” soltanto perché aumenta il livello di formalità.
La scelta corretta dipende soprattutto dal destinatario e dallo scopo. Per documentare una crepa prima di contestare i lavori può bastare una relazione tecnica ben costruita; una pratica amministrativa o un’agevolazione può richiedere una specifica asseverazione prevista dalla norma; un ente o un contratto può domandare espressamente una perizia giurata. Ordinare il documento più costoso senza verificare il requisito rischia di produrre spese inutili, mentre presentare una semplice relazione quando è richiesto il giuramento può rendere la pratica irricevibile.
Questa guida chiarisce differenze, responsabilità, valore in giudizio, procedura di giuramento, documenti e costi. Affronta inoltre gli utilizzi più frequenti in edilizia e nel settore immobiliare, dalla stima di un fabbricato ai difetti costruttivi, distinguendo la perizia stragiudiziale dalla consulenza tecnica d’ufficio e di parte.
Sommario
La perizia è una relazione nella quale un soggetto dotato delle competenze necessarie esamina un problema tecnico, descrive gli elementi controllati, espone il metodo adottato e formula conclusioni motivate. Nel campo edilizio può riguardare valore di un immobile, danni, difetti, infiltrazioni, stabilità, conformità documentale, quantità di lavori, cause di un dissesto o congruità di una spesa.
Non basta inserire fotografie e una conclusione. Una perizia affidabile deve rendere verificabile il percorso seguito: incarico ricevuto, quesiti, documenti disponibili, sopralluoghi, limiti dell’indagine, misurazioni, norme o criteri tecnici, ragionamento e risposta finale. Deve inoltre separare ciò che il professionista ha accertato direttamente dalle informazioni ricevute dal committente o tratte da documenti di terzi.
La parola “perito” è spesso usata in senso generico. In concreto la relazione può essere redatta, secondo la materia e le competenze professionali, da ingegnere, architetto, geometra, perito industriale, agronomo, geologo o altro specialista. Quando l’attività comprende prestazioni riservate, certificazioni o valutazioni che una norma attribuisce a professionisti abilitati, occorre rispettare albo, competenza e limiti della singola professione.
Le tre espressioni non indicano una scala universale di qualità. Descrivono piuttosto il modo in cui il tecnico formalizza le conclusioni e, nel caso del giuramento, la procedura svolta davanti a un pubblico ufficiale.
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| Tipo di documento | Caratteristica principale | Quando può essere adatto | Cosa non garantisce |
|---|---|---|---|
| Perizia semplice | Relazione firmata dal tecnico, senza formula di asseverazione o giuramento | Valutazione preliminare, stima privata, contestazione stragiudiziale, controllo tecnico interno | Non sostituisce l’asseverazione o il giuramento richiesti da una norma, un ente o un contratto |
| Perizia asseverata | Il professionista inserisce una dichiarazione espressa con cui attesta, sotto la propria responsabilità, quanto verificato e dichiarato | Pratiche e procedimenti che richiedono una specifica attestazione professionale; rapporti privati che vogliono una responsabilità dichiarata in modo formale | Non diventa automaticamente atto pubblico e non è sempre equivalente alla perizia giurata |
| Perizia giurata | Il redattore presta personalmente giuramento davanti al cancelliere o al notaio e sottoscrive il relativo verbale | Quando il destinatario richiede espressamente giuramento o asseverazione davanti a pubblico ufficiale | Non rende le conclusioni incontestabili e non vincola automaticamente il giudice |
Prima di affidare l’incarico bisogna quindi chiedere al destinatario non soltanto “serve una perizia?”, ma quale documento accetta, quale formula pretende, chi può sottoscriverlo, se occorre un albo specifico e quali allegati devono accompagnarlo.
La perizia semplice è una relazione tecnica sottoscritta dal professionista senza un’ulteriore dichiarazione di asseverazione e senza giuramento davanti a un pubblico ufficiale. “Semplice” non significa superficiale: sopralluogo, rilievi, calcoli, fotografie e motivazione possono essere identici a quelli di una relazione destinata a essere asseverata.
È spesso la soluzione proporzionata quando il committente deve conoscere la causa probabile di un problema, stimare un danno, decidere se iniziare una contestazione, valutare un acquisto o acquisire un parere prima di sostenere indagini più invasive. Può essere inviata a impresa, amministratore di condominio, assicurazione o controparte come supporto tecnico alla richiesta.
La versione precedente di questa guida affermava che, in una perizia semplice, il tecnico non potesse essere ritenuto responsabile delle informazioni inesatte comunicate dal cliente. La formulazione era troppo ampia. Il professionista risponde dell’esecuzione diligente dell’incarico, del metodo scelto, dei controlli promessi, delle conclusioni e del rispetto delle competenze professionali.
Se un dato proviene dal committente, il perito deve indicarne origine e limiti, evitando di presentarlo come un proprio accertamento. Non è normalmente garante assoluto della veridicità di ogni documento ricevuto, ma non può neppure riprodurre senza riserve informazioni manifestamente incoerenti o omettere verifiche comprese nell’incarico.
È un documento utilizzabile nei rapporti privati e può essere prodotto in giudizio, ma non acquisisce per questo efficacia di prova legale. La sua forza concreta dipende da competenza del redattore, chiarezza del quesito, qualità degli accertamenti, tracciabilità dei dati e possibilità di verificare il metodo.
Una relazione semplice completa può risultare più convincente di una perizia giurata povera di rilievi. Il giuramento aggiunge una formalità e una responsabilità, ma non corregge automaticamente misure sbagliate, documenti mancanti o conclusioni non motivate.
Nel linguaggio tecnico, una perizia asseverata è generalmente una relazione nella quale il professionista inserisce una dichiarazione espressa con cui attesta la veridicità degli elementi direttamente verificati, la correttezza delle operazioni compiute e la conformità delle conclusioni al quesito e alle regole applicabili. La formula deve essere coerente con la prestazione: non è prudente attestare genericamente “la verità di tutto” quando parte del contenuto deriva da atti non verificati o da ipotesi.
Non esiste un’unica formula valida per qualsiasi materia. Molte asseverazioni sono disciplinate da norme speciali, modelli amministrativi, bandi, procedure fiscali o regolamenti tecnici. In tali casi il professionista deve utilizzare dichiarazioni, requisiti, allegati e modalità di invio previsti dalla disciplina specifica. Una formula inventata dal tecnico non sostituisce il modello richiesto.
La terminologia non è uniforme. Diversi uffici giudiziari chiamano “asseverazione” proprio il giuramento della perizia stragiudiziale davanti al cancelliere. In altri contesti, invece, perizia asseverata indica la relazione contenente l’attestazione del professionista ma non ancora giurata.
Per evitare equivoci, nell’incarico e nel preventivo è opportuno scrivere se sia richiesta:
La distinzione è essenziale anche per quantificare tempi, accessi agli uffici, marche da bollo e responsabilità.
La perizia giurata è una perizia stragiudiziale accompagnata dal verbale con cui il redattore giura personalmente di avere bene e fedelmente adempiuto l’incarico affidatogli allo scopo di far conoscere la verità. L’articolo 5 del R.D. 1366/1922 attribuisce ai cancellieri la ricezione dei verbali di giuramento delle perizie stragiudiziali, salvo i casi in cui una disposizione richieda la formazione davanti al magistrato.
Il Ministero della Giustizia ha chiarito che il potere di ricevere questi giuramenti spetta ai cancellieri degli uffici giudiziari, compresi quelli del Giudice di Pace, senza una competenza territoriale legata alla residenza del professionista o all’immobile. Nella pratica, però, ciascun ufficio organizza accessi, appuntamenti, numero massimo di atti e documenti richiesti: occorre controllarne le istruzioni prima di recarsi in cancelleria.
Il giuramento può essere ricevuto anche da un notaio. La scelta dipende da urgenza, disponibilità dell’ufficio, necessità di ulteriori copie o formalità e costi. In entrambi i casi deve presentarsi il professionista che ha effettivamente redatto la perizia; non può giurare il committente al suo posto.
La procedura operativa va sempre verificata sul sito dell’ufficio scelto. In termini generali, i passaggi sono i seguenti.
Alcuni uffici chiedono che fotografie e tavole siano collocate dopo il verbale, altri forniscono moduli e regole specifiche. Preparare il fascicolo sulla base di indicazioni prese da un Tribunale diverso può quindi comportare correzioni o un nuovo appuntamento.
Non esiste una procedura digitale nazionale generalizzata che consenta di giurare da remoto qualsiasi perizia privata. Alcuni uffici adottano prenotazioni o adempimenti telematici, ma il professionista deve seguire il servizio concretamente disponibile.
L’articolo 193 del Codice di procedura civile consente invece al giudice di sostituire l’udienza di giuramento del consulente tecnico d’ufficio con il deposito di una dichiarazione firmata digitalmente. Questa regola riguarda la CTU conferita nel processo e non trasforma automaticamente la perizia stragiudiziale privata in un servizio online.
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Richiedi informazioni gratisNon esiste un prezzo nazionale fisso. Le tariffe professionali obbligatorie sono state abrogate e il compenso viene pattuito con il cliente; il professionista deve rendere noto in forma scritta o digitale un preventivo di massima che distingua prestazioni, spese, oneri e contributi.
Il prezzo dipende da materia, dimensione dell’immobile, numero di sopralluoghi, documenti da reperire, rilievi, calcoli, urgenza, responsabilità assunta, valore economico della questione e necessità di indagini specialistiche.
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| Prestazione indicativa | Ordine di grandezza | Cosa può far variare il prezzo |
|---|---|---|
| Relazione tecnica semplice circoscritta | Da circa 300 a 800 euro | Sopralluogo, rilievo, numero di fotografie, documenti e complessità del quesito |
| Perizia asseverata su immobile o danno non complesso | Da circa 500 a 1.500 euro | Responsabilità dichiarata, verifiche urbanistiche o catastali, calcoli, stima economica e allegati |
| Perizia giurata non complessa | Da circa 600 a 2.000 euro, oltre eventuali oneri | Preparazione del fascicolo, accesso in cancelleria o notaio, bolli, copie e urgenza |
| Perizia complessa o multidisciplinare | Da 2.000 euro a oltre 5.000 euro | Indagini strutturali, impiantistiche o geologiche, laboratorio, più immobili, contenzioso e contraddittorio |
Gli importi sono stime editoriali orientative, non tariffe ufficiali. Un appartamento standard da stimare non può essere paragonato a un dissesto strutturale che richiede monitoraggi, prove sui materiali e collaborazione tra più professionisti.
Costo complessivo = compenso professionale + rilievi e indagini + trasferte + bolli e diritti + copie o notaio + contributo previdenziale e IVA applicabili
La formula aiuta a evitare il confronto tra preventivi costruiti in modo diverso. Un prezzo può includere sopralluogo e accesso in cancelleria ma escludere prove di laboratorio; un altro può indicare soltanto l’onorario netto.
La regola indicata da numerosi uffici è una marca da bollo da 16 euro ogni quattro facciate o cento righe, includendo nel conteggio il verbale di giuramento. Costi e collocazione degli allegati non sono però uniformi: alcuni uffici indicano 2 euro per allegato, altri applicano importi e criteri diversi; in alcune sedi è previsto anche un diritto di certificazione, oggi indicato in 3,92 euro.
Per questo non va preparato un numero di marche basandosi su una guida generica. Bisogna verificare la pagina aggiornata del Tribunale o del Giudice di Pace scelto. Se l’atto beneficia di un’esenzione, nel verbale deve essere indicato il riferimento normativo che la giustifica.
Per una perizia giurata relativa a infiltrazioni in un appartamento, un preventivo ipotetico potrebbe comprendere 850 euro per sopralluogo, rilievo, esame documenti e relazione; 150 euro per misurazioni strumentali; 48 euro per tre marche da 16 euro; 3,92 euro di diritto di certificazione presso un ufficio che lo richiede. Il totale prima di contributo previdenziale e IVA eventualmente applicabili sarebbe:
850 + 150 + 48 + 3,92 = 1.051,92 euro
Se durante il sopralluogo emergesse la necessità di termografia, prova di tenuta o analisi di laboratorio, il costo aumenterebbe. Il preventivo dovrebbe stabilire chi autorizza le prestazioni aggiuntive e con quale prezzo.
Nel settore edile il tipo di relazione deve essere scelto in base all’obiettivo, non alla gravità percepita dal proprietario.
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| Situazione | Contenuto tecnico utile | Forma da valutare |
|---|---|---|
| Lavori eseguiti male | Difetti, causa probabile, opere contrattuali, costo di ripristino e fotografie datate | Spesso relazione semplice iniziale; asseverata o giurata se richiesta nella fase successiva |
| Infiltrazioni o danni condominiali | Origine, percorso dell’acqua, parti interessate, urgenza e riparto tecnico degli interventi | Dipende da assicurazione, condominio e possibile contenzioso |
| Stima immobiliare | Identificazione, consistenza, stato, comparabili, metodo e valore alla data di riferimento | Relazione semplice salvo richiesta espressa di banca, ente o contratto |
| Compravendita | Titoli, stato legittimo, planimetria, Catasto, agibilità, vincoli e difformità | Relazione tecnica conforme alle regole locali; il giuramento non sostituisce i controlli |
| Procedura amministrativa o incentivo | Requisiti e calcoli indicati dalla norma speciale | La specifica asseverazione prevista dalla procedura, non una formula generica |
| Controversia | Ricostruzione dei fatti tecnici, documenti, nesso causale, quantità e costi | Perizia di parte coordinata con il legale; il giudice può nominare un CTU |
Una stima immobiliare risponde alla domanda “quanto vale l’immobile a una certa data?”, mentre una verifica tecnico-documentale risponde a quesiti diversi: quali titoli hanno autorizzato il fabbricato, se lo stato reale coincide con gli elaborati, se la planimetria catastale è aggiornata e quali difformità devono essere affrontate.
Un’unica relazione può coordinare più verifiche soltanto se l’incarico le comprende espressamente. La visura catastale e la planimetria catastale non dimostrano da sole la regolarità edilizia. Analogamente, attribuire un valore di mercato non certifica lo stato legittimo.
Se la relazione è destinata a una banca, bisogna verificare la procedura dell’istituto. La banca normalmente incarica un valutatore secondo le proprie regole e non è obbligata a sostituire la sua perizia con quella prodotta dal cliente, anche se asseverata o giurata.
Una perizia commissionata privatamente prima o fuori da una causa è una relazione stragiudiziale. Se viene utilizzata in un processo, resta un documento di parte. Il fatto che sia asseverata o giurata non la trasforma in consulenza tecnica d’ufficio.
Il CTP è nominato da una parte nel processo per assisterla nelle operazioni del consulente d’ufficio, formulare osservazioni e sviluppare le valutazioni tecniche difensive. L’articolo 201 del Codice di procedura civile disciplina questa figura. La sua attività deve essere coordinata con l’avvocato e con i termini stabiliti dal giudice.
Il CTU è nominato dal giudice ai sensi degli articoli 191 e seguenti del Codice di procedura civile. È un ausiliario del giudice, riceve un quesito, presta il giuramento previsto dall’articolo 193, svolge le operazioni nel contraddittorio e deposita la relazione secondo i termini processuali.
Il CTU non è il “perito della parte più credibile” e non deve colmare indiscriminatamente la mancanza delle prove che spettava alle parti fornire. La perizia privata può aiutare a impostare la domanda, documentare tempestivamente lo stato dei luoghi e formulare osservazioni, ma non determina da sola l’esito della causa.
Sì. La versione precedente sosteneva che una perizia giurata potesse essere contrastata soltanto mediante una nuova asseverazione correttiva o una querela. L’affermazione era errata.
Secondo la Corte di Cassazione, la perizia stragiudiziale non ha valore di prova neppure rispetto ai fatti che il consulente afferma di avere accertato; ha valore indiziario, come un documento proveniente da un terzo, ed è rimessa alla valutazione del giudice. Questo principio è stato ribadito anche dalla sentenza n. 2068 del 29 gennaio 2025.
La controparte può quindi contestare metodo, misure, documenti, qualificazione tecnica, nesso causale e stima mediante osservazioni, documenti, testimonianze, altra consulenza e richieste istruttorie. Il giudice può disporre una CTU se ne ricorrono i presupposti. La querela di falso riguarda atti e attestazioni con specifica efficacia probatoria e non è il passaggio ordinario per confutare l’opinione tecnica contenuta in una perizia giurata.
Il tecnico deve rispettare incarico, diligenza, regole professionali e competenze. Deve inoltre conservare gli elementi utilizzati e spiegare le incertezze. Se sono necessarie prove distruttive, verifiche strutturali o competenze diverse dalle proprie, deve segnalarlo e chiedere l’autorizzazione a coinvolgere altri specialisti.
La responsabilità può essere civile, disciplinare e, nei casi previsti, penale. Non è corretto associare automaticamente ogni errore di una perizia giurata a un unico articolo del Codice penale: contano natura della dichiarazione, ruolo ricoperto, dolo, procedimento e norma speciale applicabile. La falsa attestazione consapevole è diversa da un errore tecnico motivato ma colposo, che può comunque produrre conseguenze risarcitorie o disciplinari.
Un buon incarico scritto dovrebbe indicare quesito, immobili o parti esaminate, documenti forniti, attività incluse, esclusioni, tempi, compenso, uso consentito della relazione e copertura assicurativa professionale.
La struttura va adattata al quesito, ma una relazione tecnica solida comprende normalmente:
Quando la relazione deve documentare uno stato destinato a cambiare, fotografie e misure dovrebbero essere datate e riconducibili ai punti del rilievo. In una controversia per difetti edilizi è utile eseguire il sopralluogo prima che riparazioni urgenti cancellino le tracce, senza però ritardare interventi necessari a evitare danni o pericoli.
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Richiedi informazioni gratisIl professionista deve indicare quali atti siano necessari. Per una perizia edilizia o immobiliare possono servire:
Consegnare molti documenti non sostituisce la selezione tecnica. Il perito deve elencare quelli effettivamente esaminati e segnalare gli atti mancanti che limitano le conclusioni.
Il giuramento può essere inutile se il destinatario accetta una relazione semplice, oppure insufficiente se la procedura impone un modello speciale. La verifica deve precedere il preventivo.
Bollo, verbale e firma davanti al cancelliere non controllano il merito della relazione. Il pubblico ufficiale riceve il giuramento; non verifica misure, calcoli o conformità urbanistica.
Una conclusione categorica basata su accessi parziali o atti incompleti è fragile. I limiti devono essere esposti prima delle conclusioni e non nascosti in una nota finale.
Valore di mercato, conformità catastale e stato legittimo sono controlli differenti. Devono essere affidati e descritti separatamente.
Le pagine dei Tribunali mostrano differenze nei diritti e nel trattamento degli allegati. Occorre seguire l’ufficio che riceverà concretamente il giuramento.
Il giuramento non sottrae le conclusioni tecniche alla valutazione e al contraddittorio. Una relazione può essere confutata senza una preventiva “perizia correttiva” obbligatoria.
Non sempre. Nel linguaggio tecnico, asseverata può indicare la relazione con attestazione del professionista, mentre giurata richiede il verbale davanti a cancelliere o notaio. Alcuni uffici giudiziari usano però “asseverazione” come sinonimo del giuramento: bisogna leggere la richiesta concreta.
Serve un professionista competente per materia e attività richiesta. Per prestazioni riservate o certificazioni occorrono abilitazione e iscrizione all’albo pertinente. Il destinatario può imporre ulteriori requisiti, come un valutatore inserito nel proprio elenco.
Dipende dal quesito. Una valutazione documentale può essere svolta sugli atti, dichiarandone i limiti; per descrivere stato, danni, misure o difetti il sopralluogo è normalmente indispensabile. Se non viene eseguito, la relazione non deve far credere il contrario.
Davanti al cancelliere di un ufficio giudiziario che svolge il servizio, compreso il Giudice di Pace, oppure davanti a un notaio. Non esiste in linea generale una competenza territoriale, ma accesso e organizzazione cambiano da ufficio a ufficio.
Molti uffici indicano 16 euro ogni quattro facciate o cento righe, contando anche il verbale. Allegati e diritti seguono regole locali differenti. Il calcolo definitivo va fatto sulle istruzioni aggiornate dell’ufficio scelto.
La redazione può richiedere da alcuni giorni a diverse settimane, secondo documenti e indagini. Il giuramento può essere eseguito a vista oppure su appuntamento. L’urgenza va concordata prima perché può incidere su metodo, disponibilità e costo.
Non ha una scadenza generale uguale per ogni utilizzo. Può però diventare superata se cambiano stato dell’immobile, mercato, documenti, norme o requisiti del destinatario. Una stima deve sempre indicare la data di riferimento.
No. La banca applica le proprie regole di istruttoria e valutazione e può incaricare un perito convenzionato. La relazione privata può fornire informazioni, ma non vincola l’istituto.
No. È una perizia stragiudiziale di parte e le sue conclusioni restano valutabili e contestabili. Il giudice può considerarla come elemento indiziario e può nominare un CTU.
Il contenuto tecnico non cambia. In Tribunale o presso il Giudice di Pace occorre seguire disponibilità e regole del servizio; il notaio applica il proprio costo ma può offrire tempi differenti. Va richiesto un preventivo complessivo per la soluzione concretamente disponibile.
Le procedure organizzative, i bolli e i diritti possono cambiare tra uffici. Prima di stampare o rilegare la perizia bisogna verificare le istruzioni aggiornate del Tribunale, del Giudice di Pace o del notaio scelto e i requisiti imposti dal destinatario.
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