Decreto Sisma: stato di emergenza prorogato fino a dicembre 2020

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Il Decreto Sisma è nato col fine di tutelare le esigenze e gestire la burocrazia dei territori colpiti dal terremoto nel 2016. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2020, il Decreto è stato prorogato e sarà valido fino al 31 dicembre 2020.

Decreto Sisma 2020: in cosa consiste

Le regioni interessate dal Decreto Sisma sono quattro: Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via ufficiale alla proroga. Voluta fortemente dal Presidente Conte e da Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia.

L’obbiettivo che ha portato il Governo a prorogare lo stato di emergenza per le zone colpite dal sisma (o comunque situate in zona ad alto rischio sismico), è prima di tutto quello di agevolare la ricostruzione delle strutture scolastiche e facilitare i procedimenti burocratici.

A favore del Decreto Terremoto inoltre sarà avanzato anche un ulteriore stanziamento di denaro. Se nel corso del 2019 il Governo ha erogato 380 milioni di euro destinati allo stato di emergenza sismico, nel corso del prossimo anno vedremo un altro stanziamento di 345 milioni di euro.

I primi provvedimenti da attuare

Questo denaro servirà principalmente per soddisfare i seguenti punti:

  • Agevolazioni in merito alla “busta paga pesante”. Gli interessati avranno uno sconto del 60%, e dovranno quindi pagare solo il 40% del totale importo dovuto;
  • Procedure burocratiche edilizie a campione. Si accelereranno i tempi di avvio dei lavori ed il rilascio della certificazione edilizia, che non saranno più calcolati in maniera singola, ma con modalità a campione sul 20%;
  • Riduzione dei tempi burocratici per quanto riguarda i progetti edilizi, e rimborso spese del 50% per la loro realizzazione;
  • Assoluta priorità principalmente alle strutture scolastiche danneggiate dal sisma. Queste, se situate all’interno del centro storico, dovranno essere ricostruite o ristrutturate nello stesso posto in cui si trovavano, se lo stato dei luoghi lo permette;
  • Aggiornamento delle procedure per quanto riguarda il piano gestionale per lo smaltimento dei rifiuti. In questo caso, sarà la Regione ad occuparsi di aggiornare il Piano. Se questa non dovesse avere i mezzi per farlo, sarà istituito un Commissario Straordinario.

Insomma, ciò che lo Stato propone è la velocizzazione e la facilitazione di tutti quei procedimenti burocratici che finora non hanno fatto altro che prolungare inutilmente gli esecutivi. Grazie allo stanziamento del denaro inoltre, sarà possibile anche sviluppare molti eventi e attrazioni turistiche, in modo da concedere finalmente una nuova risalita a queste regioni che chiedono aiuto da troppo tempo. Speriamo che questa sia la volta buona che porterà ad un cambiamento concreto della loro situazione.

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