Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge PNRR destinato ad avere effetti concreti sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese. Il provvedimento interviene su oltre 400 adempimenti amministrativi, con un obiettivo chiaro: ridurre la burocrazia e accelerare l’attuazione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Al centro della riforma ci sono la digitalizzazione dei servizi pubblici, la contrazione dei tempi procedurali e una più efficace interoperabilità tra le banche dati della Pubblica Amministrazione. Un principio diventa centrale: il cittadino e l’impresa non devono più fornire documenti e informazioni che lo Stato possiede già.

Particolare attenzione viene riservata anche alle opere strategiche e ai cantieri, per i quali restano confermati i termini ridotti per le valutazioni ambientali e paesaggistiche, insieme al rafforzamento dei poteri sostitutivi in caso di inerzia degli enti competenti.

Dalla carta d’identità a validità illimitata per gli over 70, alle novità su sanità, istruzione e imprese, fino alle semplificazioni che incidono direttamente su edilizia, infrastrutture e sviluppo urbano, il decreto ridisegna il rapporto tra Stato e cittadini.

Ma quali sono le misure più rilevanti? E quali cambiamenti incidono davvero sul settore edilizio e sulla gestione del territorio?

Semplificazioni per cittadini e famiglie: meno sportelli, più servizi digitali

Una parte centrale del decreto PNRR è dedicata alle semplificazioni per cittadini e famiglie, con l’obiettivo di rendere l’accesso ai servizi pubblici più rapido, inclusivo e meno dipendente dalla presenza fisica negli uffici.

Tra le novità più significative spicca la carta d’identità a validità illimitata per gli ultrasettantenni: per chi ha compiuto 70 anni, il documento non avrà più scadenza dal momento del rilascio o del rinnovo. Una misura che riduce disagi e adempimenti inutili, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Il decreto introduce inoltre la tessera elettorale digitale, resa possibile dal rafforzamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). I cittadini potranno consultare online i propri dati elettorali e richiedere certificati senza recarsi in Comune, segnando un ulteriore passo verso la completa digitalizzazione dei servizi demografici.

Importanti novità arrivano anche sul fronte dei certificati anagrafici e di stato civile: viene estesa la gratuità e il rilascio immediato in modalità digitale, includendo anche certificati storici e documenti che in passato richiedevano la marca da bollo, quando il processo informatizzato consente l’esenzione.

Per agevolare anziani, persone con disabilità e cittadini meno digitalizzati, il decreto semplifica il sistema delle deleghe digitali. Sarà possibile autorizzare un familiare o un convivente alla gestione dei servizi online (come INPS o ANPR) direttamente tramite l’app IO o i portali istituzionali, eliminando la necessità di deleghe cartacee autenticate.

Sul fronte sanitario, vengono introdotte misure di forte impatto pratico: per i pazienti affetti da patologie croniche o rare aumenta il numero massimo di confezioni prescrivibili con una singola ricetta, da 3 a 6, e la validità delle prescrizioni viene estesa fino a 12 mesi. Il tutto passa attraverso l’alimentazione automatica del Fascicolo Sanitario Elettronico, riducendo ulteriormente gli oneri burocratici per il paziente.

Infine, viene potenziato l’ISEE precompilato, grazie alla piena interoperabilità tra le banche dati dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di accelerare il rilascio e ridurre errori e difformità nella Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Semplificazioni per imprese, edilizia e sistema produttivo

Il decreto PNRR interviene in modo deciso anche sulle imprese e sul sistema produttivo, con misure pensate per liberare tempo, risorse e capacità di investimento, riducendo gli oneri amministrativi che rallentano l’avvio e la realizzazione dei progetti.

Un’attenzione particolare è riservata alle microimprese, spesso più esposte al peso degli adempimenti burocratici. Il decreto semplifica gli obblighi di comunicazione relativi agli aiuti di Stato, evitando duplicazioni documentali quando le informazioni sono già presenti nel Registro Nazionale degli Aiuti (RNA). Un passaggio che alleggerisce soprattutto le piccole realtà operanti nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica e dei servizi tecnici.

Sul fronte degli incentivi, vengono snellite le procedure legate ai crediti d’imposta per la Transizione 4.0. La certificazione degli investimenti avverrà attraverso una maggiore integrazione tra le banche dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agenzia delle Entrate, riducendo tempi di verifica e incertezze interpretative per le aziende.

Particolarmente rilevanti per il comparto edilizio e infrastrutturale sono le misure dedicate alle reti di telecomunicazione e alle opere strategiche. Il decreto rafforza il ricorso alla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per l’installazione di reti a banda ultra-larga, semplificando l’iter autorizzativo e accelerando la copertura digitale del territorio, anche in aree urbane complesse.

Restano inoltre confermati i termini ridotti per i pareri ambientali e paesaggistici (VIA) sulle opere strategiche finanziate dal PNRR. In caso di inerzia o ritardi da parte delle amministrazioni competenti, il decreto rafforza i poteri sostitutivi, consentendo allo Stato di intervenire direttamente per evitare blocchi dei cantieri e il mancato rispetto delle scadenze europee.

Un passaggio chiave riguarda infine l’housing universitario: vengono semplificate le procedure di cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati a residenze per studenti, con l’obiettivo di aumentare rapidamente l’offerta abitativa nelle città universitarie, riducendo i tempi autorizzativi che spesso frenano il recupero del patrimonio edilizio esistente.

Un cambio di metodo nella pubblica amministrazione: meno carta, più responsabilità

Nel suo complesso, il decreto PNRR segna un cambio di approccio strutturale nel rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese. Non si tratta solo di singole semplificazioni, ma di una revisione profonda del modo in cui lo Stato acquisisce dati, rilascia autorizzazioni e accompagna la realizzazione degli interventi finanziati con risorse europee.

Il principio secondo cui la Pubblica Amministrazione non può chiedere informazioni che già possiede diventa finalmente operativo, grazie allo scambio telematico obbligatorio tra banche dati. Questo passaggio ha ricadute dirette anche sul settore edilizio e urbanistico, dove ritardi e duplicazioni documentali hanno spesso bloccato cantieri e investimenti.

Allo stesso tempo, il rafforzamento dei poteri sostitutivi introduce un elemento di responsabilità più stringente per gli enti coinvolti nei procedimenti autorizzativi. In presenza di scadenze perentorie, soprattutto per le opere strategiche PNRR, l’inerzia amministrativa non potrà più tradursi automaticamente in uno stop ai lavori.

Il decreto, infine, conferma una linea chiara: digitalizzazione, tempi certi e riduzione degli adempimenti diventano strumenti centrali per garantire l’effettiva attuazione del PNRR e per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti sul territorio, dalla rigenerazione urbana alle infrastrutture, fino ai servizi essenziali per i cittadini.