Decreto Crescita 2019: Sgravi fiscali IMU, super ammortamento, Sisma bonus e Made in Italy

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Il Decreto Crescita 2019 è uno degli atti legislativi riguardanti la regolamentazione in ambito edilizio più attesi nel corso dell’anno.

Il documento è stato discusso abbondantemente in seduta dalle Camere Parlamentari per arrivare a un’approvazione salvo intese il 4 aprile 2019. Il Decreto Legislativo di Crescita 2019 è diviso in 32 articoli riguardanti svariati ambiti, tra cui nuove modalità di detrazioni fiscali, incentivi statali sull’ammortamento, obblighi di fatturazione elettronica verso San Marino, nuove importanti norme tecniche, misure per l’efficientamento energetico e così via.

 

Approvazione ‘salvo intese’

Dopo un lungo periodo di discussione tra i deputati parlamentari e in cui sé parlato molto su testate nazionali e siti specializzati, finalmente il Decreto Crescita 2019 è stato approvato in Parlamento il pomeriggio del 4 aprile 2019.

Si tratta tuttavia di una modalità di approvazione non definitiva, cioè il documento anche se già entrato in vigore con forza di legge può essere soggetto ad ulteriori modificazioni nel tempo.
Trattandosi di una materia piuttosto complicata e articolata, ma che comunque richiede una certa perizia, si tratta di un modo di approvare il decreto in maniera non definitiva per dare la possibilità di ritrattare, discutere e definire successivamente alcuni punti piuttosto complessi.

In secondo luogo, il Decreto Crescita 12019 si accompagna al più famoso DEF, Decreto di Economia e Finanza che va a definire la legge di bilancio atteso per l’approvazione definitiva l’11 aprile 2019. Per la stessa data è prevista una ritrattazione del Decreto Crescita con le diverse associazioni di risparmiatori, rappresentanti del settore e sindacati che sarebbero direttamente coinvolti nell’approvazione del Documento, da qui il motivo ‘salvo intese’.

Al momento, in attesa di una conferma definitiva, i 32 articoli del Decreto definiscono i seguenti punti.

Norme tecniche nelle zone di classe C

Lo scopo finale del decreto Crescita 2019 è quello di favorire in tempi brevi la ricrescita economica del Paese andando a regolamentare il settore dell’edilizia. Dal punto di vista dell’edilizia privata sono riconfermate le misure tecniche adottate nel vecchio Decreto Ministeriale n°1444 del 1968 solo in zone omogenee C, decreto ben conosciuto da tutti gli esperti del settore privato.

La norma va a definire in modo estremamente accurato i diversi limiti che riguardano rispettivamente la densità edilizia, l’altezza e la distanza fra gli edifici, rispettando le quali l’edificio può dirsi agibile e non sovraccaricare il potenziale sostegno urbanistico della zona (per esempio, bisogna rispettare la distanza di almeno dieci metri fra le pareti finestrate).

Come detto le norme del DM 1444/1968 con il nuovo Decreto Crescita 2019 andranno ad interessare esclusivamente gli edifici che sono presenti nelle zone omogenee di classe C.

Si tratta di zone urbanistiche che sono destinate a poter ospitare nuovi complessi insediativi, quindi sulle quali è prevista l’edificazione di nuovi edifici. Non solo, rientrano nella classe C anche le zone che non risultano edificate che quindi possono ospitare nuovi edifici ma non sono previsti lavori, come molti terreni di proprietà privata in campagna.

Infine sono di zona C anche zone con un basso livello di edificazione, e anche in quest’ambito i casi più comuni vanno ricercati nelle zone di campagna o comunque lontane dai centri abitati.

Lo scopo alla base di questa norma è quello di ridurre le limitazioni per quanto riguarda le altre zone a maggiore densità edilizia e quindi favorirne la riqualificazione urbana. I limiti imposti dalla vecchia norma impediva molti interventi di demolizione e ristrutturazione degli edifici preesistenti specialmente nei centri storici.

Adesso sarà possibile crearne di nuovi aumentandone la volumetria, renderli migliori dal punto di vista dell’efficienza energetica e così via, sempre a patto che gli strumenti urbanistici possano sostenerli.

Sismabonus e sconti sull’efficientamento energetico

Sul territorio italiano principalmente sono due le grandi difficoltà in cui ci si imbatte un progetto edilizio: da un lato la conformazione del territorio molto soggetta ad attività sismica che quindi richiede l’adozione di diverse misure antisismiche (riportato nel nostro approfondimento Sismabonus 2019) e dall’altro l’efficienza energetica, argomento molto discusso e in continua evoluzione dato l’avanzare delle tecnologie e il problema globale dell’inquinamento.

Dal punto di vista delle misure sismiche, dopo episodi come il terremoto degli anni ’80 che in Irpinia causò il crollo di moltissimi edifici specialmente nelle zone montane, le norme antisismiche sono in continuo dibattito ed ogni volta se ne approvano di nuove in modo da favorire la migliore efficienza antisismica e di conseguenza la sicurezza dell’edificio.

Il Decreto Crescita 2019 si propone di favorire gli interventi di riduzione del pericolo sismico tramite uno sconto sul prezzo di realizzazione.

Nello specifico chi compra un’unità immobiliare una proprietà immobiliare in un edifico ricostruito o demolito situato in una zona di rischio 1, 2 o 3 e apporterà delle modifiche per ridurre la classe di rischio dell’immobile otterrà uno sconto del 75% nel caso passi di una sola classe e dell’85% nel caso riduca il rischio di due classi.

Dal punto di vista di chi effettua l’intervento il deficit dato dalla differenza di prezzo verrà ripagato dallo Stato. La ditta o il professionista privato che si occuperò dell’intervento o di riduzione della classe di pericolo sismico o che applicherà opere di aumento dell’efficientamento energetico della proprietà immobiliare riceverà dallo Stato un contributo sotto forma di credito di imposta. Quindi la ditta o il professionista utilizzerà il credito d’imposta sotto forma di sconto in cinque quote annuali di pari importo.

Questi due punti del Decreto Crescita sono particolarmente discussi.

Se da un lato portano un grande aiuto per il proprietario dell’immobille dall’altro sono sfavorite le imprese che se ne occuperanno. Questo perché l’impresa dovrebbe sostenere da sé una spesa piuttosto consistente per apportare gli interventi da cui non riceverebbe quasi nessuna entrata ma solamente uno forte sconto sulle spese successive. Per questo motivo a lungo andare gli interventi, specie quelli più consistenti, potranno essere realizzati dalle imprese più grandi che hanno a disposizione un’importane capienza fiscale.

Infine, rimanendo in tema di efficientamento energetico saranno stanziati nel corso del 2019 500 milioni di euro per i Comuni italiani per finanziare interventi in questo senso. Rapportata rispetto al numero di comuni, la cifra sarà di 150mila euro per i Comuni con più di 100mila abitanti e di 60mila euro per i comuni con 2000 abitanti o meno.




Imu, Ires e Superammortamento

Ci sono novità anche su altri aspetti finanziari, a partire da un aumento della deducibilità dell’Imu sui capannoni. La deducibilità tocca sia il reddito d’impresa che quello privato passando al 50% entro il 2019 (prima 40%) fino ad arrivare al 60% per il 2020.

Il Decreto Crescita 2019 introduce nuove norme sulla regolamentazione dell’Ires, cioè l’aliquota che con la precedente legge di bilancio era stata fissata al 22,5%. Lo scopo è di abbassare anno per anno l’aliquota di una certa percentuale in modo da garantire costi sostenibili progressivi nel tempo per le ditte e i professionisti e lo Stato da parte sua ha più tempo per regolamentare una sempre minore entrata di liquidità. Nello specifico l’Ires sarà pari al 22,5% nel 2019, 21,5% nel 2020, 20,5% nel 2021 e si fisserà al 20% nel 2022.

Seguono anche importanti agevolazioni fiscali per quanto riguarda l’ammortamento delle aziende. Il Decreto Crescita 2019 introduce con effetto immediato il superammortamento del 130%, cioè 30% in più rispetto alla precedente legge di bilancio.

Il superammortamento rimane disponibile tuttavia solo per un periodo limitato di tempo, da aprile 2019 fino al 31 dicembre 2019, per poi tornare alle normali misure di ammortamento. Tuttavia il superammortamento non vale su veicoli pensati e autovetture, beni immateriali o immobili e strumentazione a lunga durata.

Queste misure sono particolarmente importanti per le aziende più piccole o con attrezzature più vecchie perché offrono la possibilità di sostenere costi minori per il rinnovamento ed una migliore efficienza.

Altre norme fiscali

Norme fiscali minori ma comunque importanti riguardano le imprese e i professionisti in diverse misure. A partire dalla valorizzazione edilizia in cui saranno applicate imposte di registro pari a 200 euro ciascuna sul trasferimento di interi fabbricati a imprese che entro dieci anni si occuperanno della loro demolizione, ricostruzione e vendita dello stesso.

Il Decreto Crescita 2019 introduce una serie di benefit per quanto riguarda i liberi professionisti volte a migliorare il loro welfare, il benessere. In particolare sono stanziate nuove polizze sanitarie, tutele per donne in periodo di maternità, nuove tutele del rischio e borse di studio mirate al completamento degli studi. Queste norme sono si pensate per migliore l’efficienza e la condizione della classe lavorativa edile, ma vanno anche ad invogliare l’inserimento in questo ambito di nuovi professionisti dati i maggiori benefit del mestiere.

Sono in arrivo anche buone nuove per quanto riguarda l’acquisto del primo immobile. Lo Stato alimenta le casse del Fondo Garanzie con ulteriori 100 milioni per sostenere l’acquisto della prima casa. Nel momento in cui viene stilato un mutuo non superiore a 250mila euro per l’acquisto di un’immobile atto a essere la prima casa (ma non un bene di lusso o destinato ad uso abitativo di altre persone), lo Stato eroga una misura massima della quota capitale del 50%. La stessa cifra è disponibile per coloro che acquistano interventi mirati all’aumento dell’efficienza energetica.

Viene introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per quanto riguarda gli scambi effettuati con San Marino.

Per i liberi venditori di e-commerce è introdotto anche l’obbligo di comunicazione IVA dello scambio monetario per facilitare le operazioni. Questo punto sarà obbligatorio a partire dal luglio 2019. Il punto andrà a interessare in particolar modo gli scambi tra privati, dove spesso non è emessa alcuna fattura o comunicazione.

La vecchia legge stabiliva la scadenza del Credito d’imposta destinato a ricerca e sviluppo entro la fine del 2020. Il nuovo Decreto 2019 invece proroga la scadenza per il nuovo triennio fiscale dal 2021 al 2023.

Infine ci sono misure agevolate per chi torna in Italia dall’estero con un aumento fino al 70% della riduzione dell’imponibile sulle tasse a partire dal 2020. Chi trasferisce la propria residenza al Sud pagherà tasse solo sul 10% del reddito. E sono anche presenti agevolazioni per i docenti e i ricercatori non iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero se tornano in Italia entro il 31 dicembre 2019.

Made in Italy e marchi storici

Buone notizie anche per i marchi storici che operano sul territorio da almeno 50 anni. Con il Decreto Crescita 2019 viene istituito un nuovo apposito registro i cui si inseriscono tutti i marchi con almeno 50 anni di attività destinati a ricevere fondi per un totale complessivo di 100 milioni di euro.

Inoltre per favorire la produzione interna e contrastare l’utilizzo improprio del made in Italy fuori territorio (fenomeno conosciuto col nome di italian sounding) viene introdotto un nuovo contrassegno da utilizzare nei prodotti destinati a mercati fuori dalla giurisdizione europea.

Conclusioni

Il Decreto Crescita 2019 si presenta come un piano molto efficiente per lo sviluppo e la ripresa economica del Paese anche in tempi piuttosto brevi. Sono favorite in particolar modo gli interventi mirati all’efficientamento energetico e alle nuove costruzioni o ristrutturazioni, con diversi punti a favore per la classe lavorativa in sè e i privati nell’acquisto degli immobili, oltre ovviamente agli aiuti mirati al rinnovamento delle aziende.

Le uniche pecche del documento sono presenti in alcuni punti che andranno a favorire solo settori troppo limitati creando una conseguente concentrazione del mercato. Tuttavia si tratta di argomentazioni ancora da discutere in sede parlamentare data l’approvazione salvo intese della norma che permetterà una successiva modifica della stessa.