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Una recente sentenza del TAR Bari riporta alla luce il problema dell’abuso edilizio realizzato vicino alla zona costiera.
Una recente sentenza del TAR Bari riporta alla luce il problema dell’abuso edilizio realizzato vicino alla zona costiera.
Se durante lo scorso anno, con le sentenze n. 638/2020 e n. 1188/2020, il TAR Lecce asseriva sulla possibilità di costruire entro 300 metri dal mare se la zona era già urbanizzata, stavolta non si lascia spazio a dubbi.
Secondo la legge nazionale infatti, le costruzioni abusive situate entro 300 metri dalla costa, non possono ottenere la sanatoria e devono essere demolite al fine di ripristinare lo stato dei luoghi.
Approfondiamo di seguito.
Il caso di abuso edilizio affrontato dal TAR Bari riguardava un cittadino proprietario di una villetta a Torre a Mare, un quartiere costiero della città di Bari.
Il cittadino, dopo aver realizzato la costruzione abusivamente entro 300 metri dal mare, aveva inoltre effettuato altri lavori di ampliamento della villetta negli anni ‘80 senza, ovviamente, richiedere alcuna autorizzazione edilizia.
Ma non basta.
Nel 2004, il cittadino ha poi presentato richiesta per beneficiare del condono edilizio del 2003 approvato dal Governo Berlusconi e poi esteso, l’anno dopo, anche alle zone protette.
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisSecondo quanto affermato dal cittadino, i lavori di ampliamento dell’abuso edilizio sarebbero stati effettuati prima dell’entrata in vigore della legge regionale n. 56 del 31/05/1980 che appunto stabiliva:
“è vietata qualsiasi opera di edificazione entro la fascia di 300 metri dal confine del demanio marittimo, o dal ciglio più elevato sul mare.”
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Il TAR però ha appurato come invece i lavori fossero stati conseguiti dopo l’entrata in vigore della legge.
Il Tar oltretutto ha dimostrato che, il cittadino, aveva violato anche le regole definite dal PUT (Piano Urbanistico Territoriale) in quanto quella zona doveva essere destinata ad aree verdi pubbliche e non all’edificazione di abitazioni.
Tali condizioni hanno portato la giustizia amministrativa ad approvare l’ordine di demolizione per l’abuso edilizio in questione, e per tutti gli altri abusi con caratteristiche simili.
Un provvedimento che quindi, molto probabilmente, il Comune deciderà di estendere alle numerose costruzioni abusive presenti nei pressi dell’intero tratto costiero della città di Bari che si estende per più di 20 km.
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