La pittura silossanica viene scelta soprattutto sulle facciate quando si cerca un equilibrio tra basso assorbimento dell’acqua piovana e buona diffusione del vapore. Il nome della famiglia, però, non basta per stabilire se una finitura sia adatta: formulazioni diverse possono contenere quote differenti di resine organiche e silossaniche, avere classi prestazionali differenti e richiedere fondi specifici.

Il risultato dipende dall’intero ciclo. Un prodotto valido applicato su un intonaco umido, salino, sfarinante o coperto da vecchi strati poco aderenti può gonfiarsi, macchiarsi o staccarsi. Prima si individua la causa del degrado, poi si prepara il supporto e soltanto dopo si scelgono primer, eventuale fondo intermedio e finitura compatibili.

Che cos’è una pittura silossanica

Le pitture silossaniche per facciate sono prodotti in dispersione acquosa nei quali il legante comprende resine siliconiche o copolimeri silossanici. Questi componenti contribuiscono a rendere la superficie poco affine all’acqua liquida, senza trasformarla in una membrana impermeabile al vapore. L’acqua meteorica tende quindi a essere assorbita meno, mentre il vapore può attraversare il film secondo la prestazione dichiarata.

In commercio si incontrano pitture silossaniche, acril-silossaniche e sistemi ibridi. Non sono sinonimi perfetti e non esiste una percentuale universale ricavabile dal nome commerciale. Per confrontare due prodotti occorre leggere scheda tecnica, natura del legante, classi UNI EN 1062-1, consumo, supporti ammessi e ciclo prescritto.

Idrorepellente non significa impermeabilizzante

Una finitura silossanica limita l’assorbimento capillare dalla faccia esposta, ma non corregge perdite da pluviali, acqua dietro il rivestimento, risalita capillare o fessure passanti. Se la parete riceve acqua da un punto costruttivo difettoso, il film può rallentare l’asciugatura locale o mostrare aloni e distacchi. Il lavoro deve quindi partire dalla causa dell’acqua, non dalla promessa riportata sul secchio.

Traspirante non significa che asciuga un muro bagnato

La permeabilità al vapore descrive la resistenza opposta dal rivestimento alla diffusione del vapore in condizioni definite. Non equivale alla capacità di smaltire quantità illimitate di umidità. In presenza di risalita e sali, è necessario valutare muratura e intonaco; la guida all’intonaco deumidificante chiarisce perché una finitura molto permeabile è soltanto l’ultimo elemento del sistema.

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Come leggere le prestazioni secondo UNI EN 1062-1

La UNI EN 1062-1 classifica i prodotti e i sistemi destinati alla conservazione, decorazione e protezione di muratura e calcestruzzo esterni, nuovi o già verniciati. Le sigle non sono un voto complessivo: descrivono proprietà diverse e devono essere lette in relazione al supporto e al progetto.

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Parametro Che cosa descrive Come interpretarlo Attenzione
G Brillantezza Una facciata silossanica è spesso opaca, per esempio G3 Non misura idrorepellenza o durata
E Spessore del film secco Distingue finiture sottili e più riempitive Più spessore non risolve fessure attive
S Granulometria Influenza tessitura e capacità di mascherare il fondo Non sostituisce una rasatura
V Trasmissione del vapore V1 indica alta permeabilità; conta anche il valore Sd dichiarato Un valore migliore non elimina la causa dell’umidità
W Permeabilità all’acqua liquida W3 identifica basso assorbimento nella classificazione Non equivale a una guaina impermeabile
A Capacità di ponte sulle fessure È rilevante nei sistemi progettati per cavillature A0 o “non pertinente” non è una finitura elastomerica
C Permeabilità alla CO₂ Può essere importante per proteggere il calcestruzzo Non è automaticamente richiesta su ogni intonaco

Una scheda San Marco del 2025, per esempio, dichiara per una specifica finitura silossanica riempitiva V1 con Sd pari a 0,08 m e W3. Questi numeri sono utili per capire il metodo di lettura, ma non possono essere trasferiti a tutti i prodotti silossanici: devono essere verificati sulla scheda della tinta e del ciclo effettivamente acquistati.

Dove conviene usarla

Il campo tipico è la protezione decorativa di intonaci esterni minerali, facciate esposte alla pioggia, supporti sui quali è utile mantenere una buona diffusione del vapore e cicli deumidificanti compatibili. Può essere indicata anche su vecchie pitture ben aderenti, ma soltanto quando la scheda tecnica ammette quel fondo e le prove confermano coesione e compatibilità.

Intonaci nuovi a calce e cemento

L’intonaco deve essere maturato, asciutto, stabile e privo di polvere o efflorescenze. I tempi non si decidono a calendario in modo astratto: dipendono da legante, spessore, clima e indicazioni del produttore. Alcune schede richiamano orientativamente quattro settimane per fondi nuovi e alcalini. Pitturare troppo presto espone a differenze cromatiche, reazioni alcaline e distacchi.

Vecchie pitture stabili

Una vecchia pittura organica opaca può talvolta ricevere un sistema silossanico o ibrido, ma va pulita e verificata. Strati lucidi, elastici, molto chiusi o sovrapposti in più mani richiedono una valutazione più severa. Se la vecchia finitura perde adesione, il nuovo ciclo si staccherà insieme ad essa: il primer non incolla in modo permanente un supporto incoerente.

Intonaci deumidificanti

Qui la finitura deve mantenere la capacità di diffusione prevista dal sistema. È prudente utilizzare primer e pittura espressamente ammessi dal produttore dell’intonaco, evitando rivestimenti troppo chiusi. La presenza di sali attivi o umidità persistente resta un segnale da risolvere o gestire prima della tinteggiatura.

Sistemi a cappotto

Su un ETICS non si sceglie la pittura come componente isolato. Finitura, fondo, rasatura armata e pannello appartengono a un sistema con indicazioni del produttore. Colori molto scuri possono aumentare la temperatura superficiale e le sollecitazioni; indice di riflessione, compatibilità e prescrizioni cromatiche vanno controllati. Per il contesto costruttivo è utile la guida alla posa del cappotto termico esterno.

Calcestruzzo e superfici particolari

Il calcestruzzo può essere ammesso da alcune pitture silossaniche, ma un’opera che richiede protezione dalla carbonatazione o da specifiche aggressioni deve essere progettata con prestazioni dedicate. Gesso esterno, legno, metallo, piastrelle, plastiche e fondi non assorbenti non diventano idonei solo perché il prodotto aderisce in una piccola prova.

Diagnosi del supporto prima del ciclo

Il sopralluogo va eseguito su tutte le esposizioni e sui punti vulnerabili: zoccolature, balconi, davanzali, copertine, cornicioni, giunti, pluviali e attacchi a terra. Una parete a nord può mostrare alghe; una facciata molto soleggiata può avere sfarinamento e microfessure; una zona sotto il davanzale può denunciare un difetto di gocciolatoio.

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Controllo Segnale Conseguenza sul lavoro
Coesione e percussione Polvere, parti friabili o suono vuoto Rimuovere e ripristinare prima di pitturare
Adesione della vecchia pittura Scaglie, bolle o distacco al taglio/nastro Eliminare gli strati non aderenti
Bagnatura localizzata Assorbimento molto disuniforme Uniformare preparazione e fondo
Umidità Aloni, zone fredde, valori anomali Individuare origine e andamento, non coprire il sintomo
Sali Depositi bianchi, polvere o croste Diagnosticare acqua e sali prima della finitura
Fessure Capillari, diffuse, passanti o in movimento Classificare e riparare con sistema coerente
Alghe e muffe Patina verde, nera o colonie ricorrenti Pulire, trattare e correggere le cause ambientali

Efflorescenze e salnitro

Spazzolare il deposito senza capire da dove arriva l’acqua produce spesso una ricomparsa. La guida su efflorescenze e salnitro distingue i fenomeni e mostra perché il sale può compromettere adesione e aspetto del nuovo film.

Cavillature e crepe

Una pittura riempitiva può attenuare la lettura di pori e microdifetti stabili, ma non sostituisce una rasatura armata né un sistema elastomerico. Prima si stabilisce se la fessura è superficiale, attraversa l’intonaco o deriva da movimenti del supporto. La classe A della scheda tecnica aiuta a evitare promesse generiche sulla capacità di “coprire le crepe”.

Pittura silossanica, acril-silossanica, ai silicati o acrilica

La scelta non è una graduatoria assoluta. Una pittura silossanica è spesso efficace quando si vogliono combinare idrorepellenza e diffusione del vapore; un ibrido acril-silossanico può ampliare l’adesione su vecchi fondi organici; un silicato può essere preferito su supporti minerali compatibili; un’acrilica può risultare adeguata in altri cicli. Contano diagnosi e dati prestazionali, non la famiglia più costosa.

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Famiglia Punto da verificare Supporto tipico Errore da evitare
Silossanica Classi V e W, quota e tipo di legante Intonaci minerali e cicli compatibili Considerarla una guaina traspirante universale
Acril-silossanica Equilibrio tra adesione, acqua e vapore Fondi minerali o vecchie pitture ammesse Dedurre le prestazioni dal nome
Silicati Compatibilità minerale e silicizzazione Fondi minerali preparati Applicarla sopra film organici continui non idonei
Acrilica Permeabilità, assorbimento e adesione Numerosi fondi preparati secondo scheda Trattare tutte le dispersioni come equivalenti
Elastomerica Classe di ponte sulle fessure e spessore Microfessure stabilizzate nel ciclo previsto Usarla su crepe attive senza diagnosi

Il ciclo applicativo corretto

Un ciclo completo comprende preparazione, ripristini, trattamento delle contaminazioni quando necessario, fondo coerente e almeno le mani di finitura previste. Non è corretto combinare prodotti casuali perché condividono la parola “silossanico”: il produttore definisce compatibilità, diluizione, intervalli e consumi.

1. Proteggere e pulire

Si proteggono serramenti, pietra, vetro, metalli e pavimentazioni. Sporco, polvere, parti incoerenti e vecchi strati non aderenti vanno rimossi con metodi compatibili con il supporto. La pressione dell’acqua non deve disgregare intonaco o spingere umidità nelle fessure. Alghe e muffe richiedono il ciclo di pulizia indicato, tempi di azione e corretta gestione dei residui.

2. Riparare e uniformare

Le lacune si ricostruiscono con malte compatibili per resistenza, assorbimento e tessitura. Una ripresa troppo liscia dentro un intonaco ruvido riapparirà dopo la pittura. Rasature e stuccature devono maturare; differenze marcate di porosità richiedono un fondo capace di uniformare senza creare una pellicola incompatibile.

3. Applicare il primer prescritto

Il primer consolida o regola l’assorbimento nei limiti dichiarati e crea il fondo adatto alla finitura. Un esempio è un fissativo coprente acril-silossanico destinato a intonaci idraulici, calcestruzzo e vecchi rivestimenti coesi; la relativa scheda esclude però gesso e impiego come fondo per cicli minerali a calce o silicati. Questo mostra perché “un fissativo vale l’altro” è un criterio sbagliato.

4. Stendere le mani di finitura

Il prodotto si miscela e si diluisce solo nelle percentuali consentite. Rullo, pennello o airless cambiano deposizione e aspetto; a spruzzo servono ugello, pressione, filtrazione e protezioni specifiche. Si lavora per campiture e bordi naturali, mantenendo il bagnato per limitare riprese visibili. La seconda mano si applica dopo l’intervallo indicato e soltanto quando la precedente è asciutta.

Tra le schede pubblicate sul portale, SCUDOSIL RIEMPITIVO rappresenta una finitura silossanica riempitiva, mentre ACRISYL PITTURA LISCIA e ACRISYL PITTURA RIEMPITIVA sono esempi acril-silossanici con tessiture differenti. Sono riferimenti di prodotto, non alternative intercambiabili: supporto, ciclo e scheda tecnica decidono quale sia pertinente.

Consumo e quantità: come fare il calcolo

Il consumo può essere espresso in litri o chilogrammi per metro quadrato e riferirsi a una mano oppure all’intero ciclo. Prima di calcolare occorre chiarire l’unità. Ruvidità, assorbimento, colore, diluizione e attrezzo modificano il valore reale; per questo le schede chiedono spesso una prova in cantiere.

Quantità teorica = superficie netta × consumo dichiarato. Alla quantità teorica si aggiunge un margine ragionato per rugosità, sfrido e ritocchi, senza alterare lo spessore prescritto per “far bastare” il prodotto.

Esempio di calcolo

Una facciata misura 180 m² lordi e ha 28 m² di aperture: la superficie netta è 152 m². Con un 10% per geometrie, rugosità e lavorazioni si considerano 167,2 m². Se la scheda dichiara 0,35 kg/m² complessivi per due mani, la stima è:

167,2 × 0,35 = 58,52 kg.

Servirebbero quindi circa 60 kg, prima della verifica pratica. Se invece il valore di 0,35 kg/m² fosse riferito a ogni mano, il risultato andrebbe moltiplicato per il numero di mani. Confondere le due indicazioni può dimezzare la quantità preventivata.

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Condizioni di applicazione

Temperatura di aria, prodotto e supporto, umidità relativa, sole, vento, rugiada e rischio di pioggia vanno controllati per tutto il tempo necessario all’essiccazione. Schede correnti riportano spesso intervalli come +5 °C/+30 o +35 °C e limiti di umidità, ma valgono i dati del prodotto scelto.

Sole diretto e supporto caldo

Il film può asciugare troppo rapidamente, lasciando rullate, riprese e difetti di formazione. Un telo da ponteggio non autorizza a lavorare in qualunque condizione: ombreggiamento, ventilazione e temperatura superficiale vanno gestiti insieme.

Rugiada, nebbia e pioggia

L’acqua durante la prima essiccazione può provocare colature, dilavamento o tracce di tensioattivi. Queste ultime possono apparire come strisce traslucide e, secondo alcune schede, ridursi con piogge o lavaggi; non vanno però confuse automaticamente con infiltrazioni, sali o difetti del ciclo.

Un solo lotto sulle campiture continue

Colore e aspetto possono variare tra lotti o basi diverse. Per una facciata continua si verifica la tinta prima dell’applicazione, si approvvigiona quantità sufficiente dello stesso lotto e si miscelano tra loro le confezioni quando previsto. Le interruzioni si collocano su spigoli, marcapiani e giunti.

Errori frequenti e difetti

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Difetto Cause possibili Controllo utile
Distacco o sfogliamento Fondo incoerente, umidità, vecchia pittura non aderente Verificare l’intera stratigrafia, non solo il nuovo film
Macchie e differenze di tono Assorbimento irregolare, riprese, lotti o maturazione diversa Controllare fondo, campiture e tempi
Bollicine Supporto caldo, aria nei pori, umidità o applicazione impropria Registrare clima e stato del supporto
Alghe ricorrenti Ombra, umidità prolungata, dettagli costruttivi, vegetazione Correggere cause e verificare il ciclo protetto
Efflorescenze Acqua e sali nel supporto Individuare provenienza e tipo di deposito
Cavillature visibili Movimento, ritiro, ripristino o film non idoneo Classificare la fessura prima di scegliere il rimedio

Un altro errore è applicare una finitura sottile per correggere una tessitura molto irregolare. Se serve uniformità materica, può essere necessaria una rasatura o un rivestimento a spessore; la guida all’intonaco colorato per esterni aiuta a distinguere pittura e rivestimento.

Manutenzione e durata

Non esiste una durata universale. Esposizione, dettagli architettonici, colore, qualità del supporto, spessore applicato, ambiente e manutenzione possono pesare più del nome della resina. Una facciata va osservata periodicamente dopo eventi intensi e nei punti che trattengono acqua.

Piccole perdite da copertine o pluviali si riparano prima che il film si degradi. La pulizia deve rispettare la finitura e non eroderla; ritocchi locali possono rimanere visibili per invecchiamento e differenze di lotto. Prima di una nuova mano si ripete la diagnosi e si verifica compatibilità con il ciclo esistente.

Sicurezza, ambiente e documenti

Prima dell’uso si consultano scheda tecnica, etichetta e scheda dati di sicurezza. Guanti, occhiali, abbigliamento, protezione respiratoria e ventilazione si scelgono in base a prodotto e metodo applicativo; l’airless genera rischi diversi dal rullo. Il lavoro in quota richiede ponteggio o attrezzature idonee e procedure coerenti con il cantiere.

Le pitture possono contenere preservanti del prodotto o del film. La dicitura “antialga” o “antimuffa” non rende l’effetto illimitato e comporta obblighi di etichettatura e uso. Residui, acque di lavaggio e contenitori non vanno dispersi in suolo o scarichi: si seguono scheda di sicurezza e regole locali.

Per appalti soggetti ai Criteri Ambientali Minimi, la conformità non si deduce dal termine “all’acqua” o “silossanica”. Il progetto e la documentazione devono dimostrare i requisiti richiesti dal CAM Edilizia per pitture e vernici.

Checklist per scegliere il ciclo

  • Identificare supporto, vecchi strati, esposizione e cause dell’acqua.
  • Controllare coesione, adesione, assorbimento, umidità, sali e fessure.
  • Stabilire se occorrono ripristino, rasatura o trattamento biologico.
  • Confrontare classi V e W, spessore, granulometria e campo d’impiego.
  • Verificare che primer, fondo e finitura appartengano a un ciclo compatibile.
  • Su cappotto o intonaco deumidificante rispettare il sistema del produttore.
  • Calcolare superficie netta e consumo chiarendo se il dato vale per mano o ciclo.
  • Programmare campiture, ponteggio, protezioni e condizioni climatiche.
  • Conservare schede, lotti, colori, quantità e fotografie del supporto.

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Domande frequenti

La pittura silossanica è impermeabile?

È generalmente progettata per ridurre l’assorbimento dell’acqua piovana mantenendo diffusione del vapore, ma non è una guaina e non risolve infiltrazioni, risalita o fessure passanti.

Si può applicare sopra una vecchia pittura?

Sì, soltanto se la scheda ammette quel fondo e la vecchia pittura è pulita, stabile, ben aderente e compatibile. Strati incoerenti o troppo chiusi devono essere rimossi o trattati secondo progetto.

Serve sempre il primer?

Va seguito il ciclo del produttore. Il primer è spesso necessario per consolidare o uniformare, ma tipo e diluizione dipendono da assorbimento, vecchi strati e finitura scelta.

Pittura silossanica e acril-silossanica sono uguali?

No. Sono famiglie correlate ma con formulazioni e prestazioni che possono differire. La scelta si fa sulla scheda tecnica e sulle classi dichiarate, non sul solo nome.

È adatta a un intonaco deumidificante?

Può esserlo quando fa parte di un ciclo espressamente compatibile e mantiene la diffusione richiesta. Umidità e sali attivi devono comunque essere valutati prima.

Si può usare sul cappotto termico?

Solo come componente ammesso dal sistema ETICS. Vanno verificati fondo, finitura, colore, indice di riflessione e prescrizioni del produttore del cappotto.

Quante mani occorrono?

Molti cicli prevedono due mani di finitura sopra il fondo, ma numero, diluizione e intervallo dipendono dalla scheda tecnica e dallo stato del supporto.

Quanto rende una pittura silossanica?

Non esiste una resa unica. Il dato può essere espresso per mano o per l’intero ciclo e cambia con rugosità, assorbimento, colore e attrezzo; una prova consente di stimare il consumo reale.

Copre le crepe della facciata?

Una versione riempitiva può attenuare microdifetti stabili, ma non ripara crepe attive. Occorre classificare la fessura e verificare l’eventuale classe A del sistema.

La protezione antialga dura per sempre?

No. L’efficacia non è illimitata e dipende da esposizione, umidità, dettagli costruttivi, ambiente e manutenzione. Prima vanno corrette le cause che mantengono bagnata la parete.

Qual è la differenza principale rispetto ai silicati?

I sistemi ai silicati si basano sul legame con supporti minerali compatibili, mentre quelli silossanici usano resine siliconiche o ibride. Compatibilità, adesione e prestazioni vanno verificate caso per caso.

Fonti tecniche e normative