Credito d’imposta: cos’è e come funziona

Credito d’imposta: cos’è e come funziona Credito d’imposta: cos’è e come funziona
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Il credito d’imposta è uno strumento di natura fiscale che, sebbene sia stato introdotto nell’ordinamento già da vari anni, ha subito grazie al Decreto Rilancio e alla possibilità di essere utilizzato insieme allo sconto in fattura una vera e propria rinascita.

Chi possiede dei crediti fiscali, infatti, può utilizzarli per ottenere diversi vantaggi, soprattutto scontarli dalle tasse durante la dichiarazione dei redditi, oppure utilizzarli in compensazione con altri tributi, fino a poterli cedere ad altri soggetti, ottenendo in cambio una restituzione di tipo economico. In quest’ultimo caso, però, sono ad oggi presenti determinati limiti, imposti dal governo per evitare frodi fiscali.

In questa guida una panoramica approfondita che ti faccia scoprire il credito d’imposta, permettendoti di capire cos’è e come funziona nel dettaglio.

Cos’è il credito d’imposta?

Chiedersi cosa sia un credito d’imposta è una domanda per niente banale, soprattutto per via dell’ampio uso che la Repubblica Italiana sta facendo di questo strumento in relazione a varie agevolazioni per professionisti, imprese edili e famiglie. In tal senso, si deve risalire innanzitutto al Decreto Rilancio, immesso nell’ordinamento il 13 Maggio del 2020.

Il credito d’imposta è definitivo come un credito che ha natura sostanzialmente tributaria e consiste in un vantaggio economico che il soggetto che lo possiede – sia persona fisica che giuridica – nei confronti dello Stato di riferimento che lo ha emesso.

In termini più tecnici, il credito d’imposta è un situazione giuridica soggettiva attiva vantata da un contribuenti nei confronti dell’ente, che può essere statale, comunale ma anche privatizzato, che impone il pagamento di una somma. In sostanza è una somma di ammontare variabile che una persona ha nei confronti delle linee di credito dell’Erario statale.

Alcuni esempi tipici di cosa è il credito d’imposta emergono, ad esempio, quando ci sono dei versamenti o dei prelievi eccessivi che lo stato ha fatto nei confronti del soggetto contribuente come, ad esempio, il versamento di un acconto maggiore da parte di un soggetto per il suo IRPEF rispetto alla somma che risulta come debito fiscale dal modello 730.

Lo Stato emetterà in questo senso una dichiarazione dove è presente un credito d’imposta rimborsabile al soggetto.

Un altro caso è quello relativo alla sua presenza per meccanismi tributari, un caso molto analogo alla detrazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).

Infine, il caso più celebre e quello per cui attualmente si parla molto è relativa alla presenza di particolari agevolazioni fiscali, ottenute con la presenza del credito d’imposta, di solito dopo il pagamento o il versamento di una somma a titolo di pagamento per la realizzazione di qualche opera o prestazione professionale.

Quando si verifica una di queste tre opzioni, il credito di imposta deve essere utilizzato e lo stato prevede due opzioni affinché si possa effettivamente fruire: nel primo caso c’è il rimborso, oppure lo scomputo diretto dalla dichiarazione dei redditi con il credito d’imposta esistente, naturalmente utilizzando come anno di riferimento quello dove è possibile utilizzare il credito d’imposta.

L’altra strada, alternativa, è quella della compensazione del credito d’imposta con altri debiti riguardanti l’erario.

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Come si utilizza il credito d’imposta con il modello F24

Se si decide di fruire il credito d’imposta attraverso lo strumento giuridico della compensazione, il contribuente può utilizzarlo per tutti quelli che sono i tributi a debito, ossia quelli che dovrebbe versare nei confronti dell’Erario.

La norma giuridica che permette il ricorso a questa soluzione è l’articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997, contenente tutte le disposizioni necessarie, avendo cura di individuare sia i soggetti per cui questa possibilità esiste, sia quelli che la possono ricevere fattualmente.

Innanzitutto possono avvalersi della compensazione del credito d’imposta le persone fisiche e giuridiche dotate di partita IVA ma anche i soggetti privati, attraverso il modello F24 anche nel modello precompilato. Naturalmente il credito d’imposta può essere utilizzato solamente nell’anno in cui si riferisce e se eccede il valore necessario da saldare può essere portato in compensazione per il futuro.

L’obbligo di presentazione del modello F24 deve essere assolto in maniera telematica proprio ovvero affidandosi ad intermediari specifici come, ad esempio, i Centri Assistenza Fiscale (CAF).

Le tipologie di credito d’imposta esistenti

I crediti d’imposta possono essere di varie tipologie. La loro introduzione giuridica è varia e nel corso del tempo sono state molte le disposizioni che ne hanno introdotto la possibilità. Innanzitutto esistono i crediti d’imposta al 60% per le spese di sanificazione, che arrivano ad un massimo di importo di 60.000 Euro.

Poi ci sono i crediti d’imposta per le botteghe e tutti i negozi, alla stessa percentuale del credito precedente, con la differenza che possono essere fruite solamente per i canoni di locazione degli immobili durante il periodo che va da Marzo a Giugno 2020, concomitanti al lockdown durante la pandemia da Covid-19 in Italia.

Crediti d’imposta più specifici, invece, sono quelli relativi al bonus vacanze e quello per gli investimenti pubblicitari: il primo è riconosciuto alle famiglie e può essere fruito all’80% in forma di corrispettivo al fornitore, che esegue uno sconto immediato, e il 20% nella dichiarazione dei redditi come detrazione di imposta. Quello per gli investimenti pubblicitari, invece, è valido solamente per l’anno 2020 ed è pari al 50% del valore degli investimenti eseguiti su stampa e quotidiani di varia tipologia, anche periodica.

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La cessione del credito d’imposta

Chi possiede un credito d’imposta che sia maturato in seguito a dei lavori relativi al Superbonus 110% negli anni fiscali 2020, 2021 o 2022, in base a quanto disposto dall’articolo 121 del Decreto Rilancio, può cedere il credito d’imposta presente all’interno del proprio cassetto fiscale a determinati enti ben individuati, soprattutto le banche, ottenendo liquidità immediata in base ad una certa percentuale.

La procedura e l’effettiva fattibilità della cessione del credito d’imposta è, comunque, vincolata a varie direttive e disposizioni interne dell’istituto che concede questa possibilità e pertanto va valutata recandosi direttamente presso uno sportello per ottenere informazioni specifiche.

Leggi anche “Cessione del Credito: come e quando è ammessa, chiarimenti“;

Come utilizzare il credito d’imposta

Per ricevere assistenza è una buona norma rivolgersi al proprio commercialista o ad un Centro di Assistenza Fiscale. Il credito d’imposta utilizzabile in compensazione è disponibile nel cassetto fiscale del beneficiario, raggiungibile in maniera telematica dal sito dell’Agenzia delle Entrate e per questo motivo è necessario che il proprietario ne dia espresso consenso.



Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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