Con il Provvedimento Prot. n. 336196 del 29 novembre 2021 del direttore dell’Agenzia delle Entrate, sono stati definiti termini e condizioni per l’accesso al Contributo Perequativo, uno dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni BIS.

Quello perequativo è l’unico contributo a fondo perduto di cui ancora non si sapeva il funzionamento, in quanto è stato l’ultimo ad ottenere un provvedimento attuativo. L’unica cosa che sapevamo infatti è che i soggetti beneficiari sarebbero stati gli stessi già previsti per gli altri due contributi a fondo perduto del Sostegni BIS.

Per approfondire, leggi: Decreto Sostegni Bis: tutti i contributi a fondo perduto

Per questi motivi, il contributo perequativo è anche l’unico per il quale devono ancora scadere i termini per la presentazione delle domande. È possibile presentare la richiesta per l’ottenimento del contributo perequativo fino al 28 dicembre 2021.

Di seguito vediamo come funziona e come trasmettere la richiesta.

Contributo Perequativo: cos’è, come funziona, requisiti obbligatori

Il contributo perequativo, come abbiamo detto, è uno tra i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni BIS, oltre a quello “automatico” e a quello per le attività stagionali.

Come accade per gli altri contributi, i potenziali beneficiari sono i titolari di Partita IVA che:

  • Esercitano attività d’impresa;
  • Sono lavoratori autonomi;
  • Producono reddito agrario.

Il contributo perequativo spetta in qualità di aiuto economico per via della crisi dovuta ai periodi di lockdown e agli effetti della pandemia in generale. Per questo, è necessario dimostrare che la situazione di emergenza abbia davvero influito sul fatturato dell’impresa o del professionista.

Per ottenere il contributo perequativo è necessario dimostrare appunto che il fatturato e i ricavi registrati nel periodo d’imposta 2020 siano complessivamente inferiori almeno del 30% rispetti a quelli conseguiti nel periodo d’imposta in corso nel 2019.

Ma questo non è l’unico requisito. Il contributo a fondo perduto infatti spetta ulteriormente solo se:

  1. La dichiarazione dei redditi relativa al 2020 è stata presentata entro il 30 settembre 2021;
  2. La dichiarazione dei redditi relativa al 2019 è stata correttamente presentata entro i 90 giorni successivi al termine della presentazione, e in ogni caso non oltre il 30 settembre 2021.
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Contributo Perequativo: quanto spetta? Come si calcola?

Il contributo perequativo del Sostegni BIS spetta a tutti i beneficiari che dimostrano di soddisfare i requisiti di cui sopra. Ma a quanto può ammontare il beneficio? E in che modo si fa il calcolo?

Innanzitutto, chiariamo che ogni beneficiario che risulta idoneo può ottenere con il contributo perequativo un importo massimo di 150.000 euro. Vediamo dunque come si fa il calcolo.

Per sapere quanto è possibile ottenere con la richiesta del contributo a fondo perduto, bisogna innanzitutto calcolare la differenza tra il fatturato complessivo relativo al 2019 e quello complessivo relativo al 2020.

Alla cifra ottenuta, si dovranno sottrarre gli importi dei contributi a fondo perduto dei quali eventualmente il soggetto ha già beneficiato durante gli ultimi 2 anni di pandemia.

A questo punto, si deve applicare una percentuale all’importo ottenuto. Tale percentuale è variabile in base all’ammontare dei ricavi complessivi registrati nel 2019. Ovvero, la percentuale sarà pari a:

  • 30%, se il fatturato complessivo del 2019 è pari o inferiore a 100.000 euro;
  • 20%, se il fatturato registrato è tra i 100.001 euro e i 400.000 euro;
  • 15%, se i ricavi sono tra i 400.001 euro e 1 milione di euro;
  • 10%, se il fatturato supera 1 milione di euro e arriva fino a 5 milioni di euro;
  • 5%, se il guadagno è tra 5 milioni e 10 milioni di euro.

Come abbiamo detto, in ogni caso, ogni beneficiario potrà ricevere un contributo massimo di 150 mila euro.

In caso la richiesta venga accettata, l’importo verrà erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario, all’IBAN ch’egli avrà trascritto appunto nel modello di richiesta.

In alternativa, su richiesta del beneficiario, è possibile anche ricevere il contributo sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione con l’F24, ai sensi dell’art. 17 del DL n. 241 del 9 luglio 1997.

Invio richiesta: scadenza al 28 dicembre, come fare

È possibile presentare la richiesta per l’ottenimento del contributo a fondo perduto perequativo a partire dal 29 novembre 2021 e fino alle 23:59 del 28 dicembre 2021.

Il soggetto potrà inviare la richiesta nelle seguenti modalità:

Successivamente, tramite gli stessi portali sarà possibile monitorare l’andamento della richiesta.

Nel caso in cui l’istanza fosse stata inviata con degli errori, è possibile sostituirla con una nuova richiesta, non oltre però il termine del 28 dicembre 2021. L’ultima richiesta presentata entro tale data sarà l’unica ritenuta valida, le altre saranno cancellate.

All’interno dell’istanza, verrà chiesto al beneficiario di specificare in che modo egli intenda ricevere il contributo, se con bonifico sul conto corrente oppure in forma di credito d’imposta.

Tale scelta potrà essere modificata dal richiedente anche dopo il 28 dicembre 2021 e fino al momento in cui non sarà riconosciuto l’esito positivo dell’istanza. Dopo che la richiesta sarà ufficialmente approvata, la scelta sarà irrevocabile.

È chiaro che se invece la richiesta dovesse essere negata, la possibilità o meno di modificare la scelta non avrebbe più alcuna rilevanza.

In seguito alla trasmissione dell’istanza di riconoscimento del contributo a fondo perduto perequativo, il soggetto otterrà una prima ricevuta che servirà ad attestarne la presa in carico.

Dopo la presa in carico di tutte le richieste, l’Agenzia delle Entrate procederà con la valutazione delle istanze e il controllo dei dati dichiarati. Non è chiara la tempistica massima che richiederà il procedimento.

Comunque sia, in seguito ai controlli, il soggetto visualizzerà l’esito accedendo al portale tramite il quale ha inviato la richiesta. Se dovesse essere positivo, gli sarà comunicata la cifra spettante e la data di pagamento. In caso di esito negativo, le Entrate saranno comunque tenute a specificare i motivi del rigetto.

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