Superbonus 110%: soldi finiti e crediti da svalutare, le possibili soluzioni

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La notizia è di pochi giorni fa e senza dubbio è la più sconcertante degli ultimi tempi per quanto riguarda le agevolazioni fiscali in ambito edile, soprattutto perché è risultata del tutto inaspettata.

I fondi che il Governo ha destinato al Superbonus 110% difatti sono già finiti. E attenzione, perché non parliamo solo delle risorse dedicate al maxi-incentivo per quest’anno o per l’anno prossimo. In base a quanto emerso, sarebbero già finiti tutti i fondi destinati al Superbonus 110% da qui al 2036.

L’incredibile notizia è arrivata con l’ultimo Rapporto dell’ENEA datato al 31 maggio 2022, in base al quale è risultato che il valore totale delle detrazioni a carico dello Stato ha già raggiunto la soglia di oltre 33,7 miliardi di euro, su un totale di 33,3 miliardi di euro che erano stati destinati al Superbonus 110% fino al 2036.

E ora cosa accade?

Superbonus 110%: soldi finiti, stop acquisto crediti

Inutile dire che attualmente le incognite sono davvero tante. Chiaramente non ci si aspettava che in appena 2 anni finissero i fondi che il Governo aveva ritenuto di destinare al maxi-incentivo in un tempo di 16 anni.

È indubbio il fatto che da qui al 2036 la misura sarebbe probabilmente stata rifinanziata, ma il problema dell’esaurimento dei fondi si è presentato molto in anticipo rispetto a quanto previsto.

Attualmente il rischio non è solo quello che i futuri beneficiari che vorranno usufruire del Superbonus 110% forse non potranno farlo. Difatti bisogna pensare anche al fatto che la soglia prevista è già stata superata di diversi milioni di euro, per cui anche i fondi già “prenotati” per lavori già eseguiti o da eseguire ad oggi non sono sicuri.

Intanto, come è già successo, finché non si saprà qualcosa in più, le banche, gli intermediari finanziari e gli enti preposti hanno già annunciato lo stop all’acquisto di futuri crediti.

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Possibili soluzioni: cosa accadrà ora?

C’è chi ritiene che a partire dal 1° luglio alle pratiche già in corso saranno applicati prezzi più elevati. Di conseguenza, c’è la possibilità che i crediti per i consumatori finali saranno sostanzialmente “svalutati”.

Ma quali sono le possibili soluzioni?

Ad oggi non c’è niente di certo, ma le proposte sono diverse.

La chiave per risolvere almeno in parte la situazione potrebbe essere quella di sbloccare l’ammontare di crediti in un certo senso “immobilizzati” che, in base alle nuovi disposizioni normative, possono essere utilizzati esclusivamente in compensazione.

Lo sblocco di questo limite comporterebbe la possibilità di cedere nuovamente i crediti d’imposta liberamente, ma questo andrebbe in contrasto con le soluzioni adottate per evitare le numerose frodi scoperte nel corso degli ultimi anni.

Alcuni credono che le risorse destinate al Superbonus 110% saranno semplicemente interessate da nuovi finanziamenti. Altri ritengono invece che il Fisco provvederà a risolvere il problema recuperando dai beneficiari i crediti ottenuti indebitamente, tenendo conto, in tal caso, anche delle somme derivanti dalle sanzioni pecuniarie che verrebbero applicate a loro carico.

Un’altra possibile soluzione, proposta dai deputati del partito AP (Alternativa Popolare), sarebbe non solo quella di ripristinare completamente la cedibilità libera dei crediti d’imposta, ma anche quella di consentire l’utilizzo del credito in più annualità.

Il Movimento 5 Stelle invece, partito che da sempre sostiene con forza la misura del Superbonus 110%, ha proposto per le banche e le imprese di assicurazione la possibilità di utilizzare ulteriormente i crediti acquistati successivamente al 1° gennaio 2022, per sottoscrivere le emissioni di BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) con scadenza inferiore a 5 anni.

Insomma, le proposte ad oggi sono tante, ma ancora di più sono le incognite su quello che accadrà. Non ci resta che attendere notizie ufficiali direttamente dai vertici governativi, dai quali finora non è giunta ancora alcuna opinione.

Vi terremo aggiornati.



Autore: Redazione Online

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