Superbonus 110% per società “in house providing”: come funziona, chiarimenti


Con una recente risposta ad interpello, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito all’applicazione del Superbonus 110% in riferimento alle società “in house providing”.

Secondo le disposizioni normative riferibili al maxi-incentivo, tali enti rientrano di diritti tra i beneficiari. Ma attenzione, perché non è tutto così semplice. Sarà necessario dimostrare la natura di costituzione della società, e presentare dei precisi documenti per ottenere l’accesso all’agevolazione.

Vediamo come funziona il Superbonus 110% per le società “in house providing”.

Superbonus, beneficiari: cosa sono le società “in house providing”

Prima di procedere con l’analisi della risposta ad interpello del Fisco, chiariamo alcuni punti fondamentali in merito all’argomento. Innanzitutto, che cosa sono le società “in house providing”?

Le società cosiddette “in house providing” sono enti pubblici ai quali vengono affidati, per conto di altri enti della PA, degli appalti con affidamento diretto. Dunque, senza l’avvio di un bando di gara.

In sostanza, si tratta di un sistema per il quale dei committenti pubblici, invece di procedere con l’affidamento “esterno” delle prestazioni mediate la procedura delle gare, provvedono ad assegnare gli appalti “internamente”, ovvero ad un’altra entità giuridica sempre di diritto pubblico.

Quando si procede agli affidamenti diretti senza gara, non si applicano le regole sulla concorrenza. La costituzione di società “in house providing” è da intendersi dunque quando la PA provvede autonomamente al conseguimento degli scopi pubblici secondo il principio di autonomia istituzionale.

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In house possono accedervi, ma necessario dimostrarne la natura

Il Fisco, con la risposta ad interpello n. 572 del 30 agosto 2021, ha chiarito che tali enti hanno diritto ad accedere al Superbonus 110%.

All’art. 119 comma 9 lettera c) del DL n. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto Rilancio), possiamo leggere infatti come il Superbonus 110% possa essere applicato anche a:

gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica”.

Le società “in house providing” dunque, sono enti generalmente idonei ad accedere al Superbonus 110%. Ma sono doverosi alcuni chiarimenti.

Il Fisco specifica infatti che, per quanto tali società siano considerate come potenziali beneficiari ai fini del maxi-incentivo, è necessario che l’ente venga qualificato come “in house providing”. E, oltretutto, che venga riconosciuto come un organo con funzioni similari a quelle degli IACP.

Per fare questo, continuano le Entrate, sarà necessario procedere con un’indagine extra-tributaria. Tramite questo procedimento, l’ente beneficiario, ovvero la società in house, potrà attestare la sussistenza dei requisiti obbligatori per accedere all’incentivo.



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