La Cina punta sulle nuove opere: è la scelta giusta?

cina nuove infrastrutture
Condividi!

La Cina, come si evince ultimamente dai recenti accadimenti, non sta passando certo un bel periodo per quanto riguarda l’economia e il commercio. Tra l’aggravio della guerra dei dazi con gli Stati Uniti, il crollo in Borsa di Hong Kong e la svalutazione della moneta cinese Yuan (che è ritornata ai valori di dieci anni fa), la Repubblica Popolare Cinese necessita ora di uno shock immediato per rialzarsi.

La sfavorevole situazione ha spinto il Parlamento cinese a prestare attenzione alla proposta della NDCR, che propone adesso di puntare tutto sulla realizzazione di nuove opere infrastrutturali e grandi progetti in aree strategiche.

La proposta della Commissione

Il piano della NDCR (National and Development and Reform Commission), è quello di incentrare le mosse future sul facilitamento dell’accesso al credito per nuove opere. Oltre a questo, propone inoltre di promuovere maggiormente gli investimenti destinati alle grandi costruzioni in aree chiave tramite la velocizzazione emissiva delle obbligazioni speciali. Questi, secondo la commissione, sarebbero i punti strategici su cui puntare per poter sperare in una grande risalita della nazione asiatica.

Il Parlamento cinese ha posto la sua fiducia su questo nuovo progetto, accettando di buon grado il piano della NDCR. Entro la fine dell’anno infatti, ha previsto l’introduzione di nuovi criteri e normative, che si concentrino nel seguire i punti chiave proposti. Queste nuove prospettive sembrano però non entusiasmare affatto i policy makers cinesi, che prevedono una caduta economica ancora maggiore a causa di queste decisioni.

Quale sarà l’effetto sull’economia?

Lo scetticismo dei maggiori esponenti cinesi non è certo basato sul nulla. Nel 2008 infatti, era stata adottata una misura finanziaria molto simile a quella proposta negli ultimi giorni. L’effetto che questa ha avuto sull’andamento dell’economia si è rivelato a dir poco negativo. Era un periodo in cui i mercati finanziari subirono un grosso crollo. La Cina, anche allora, ha scelto di puntare sulla costruzione di nuove opere infrastrutturali, degli immobili dai progetti mastodontici che spesso non erano destinati ad un obbiettivo ben preciso. Il risultato è stata una dispersione di fondi ed energie in un progetto che alla fine non ha portato a niente di buono.

Per questi motivi, l’opinione contraria dei policy makers ha certamente delle basi su cui nascere, e la preoccupazione maggiore è quella di ripetere gli stessi identici errori del passato. Ora i maggiori esponenti cinesi si dividono, tra chi pensa che il nuovo programma porterà all’espansione di nuovi investimenti, e chi invece vede in tutto ciò un inutile spreco di soldi.

Staremo ora a vedere come proseguirà la vicenda.




  Tags:
  Categorie: