Decreto Semplificazioni in Gazzetta: le novità punto per punto

decreto semplificazioni

Il Decreto Semplificazioni è stato pubblicato il 16 luglio in Gazzetta Ufficiale, ed è entrato in vigore a partire dal giorno dopo, 17 luglio 2020.

Essendo ancora un decreto-legge, per conoscere le disposizioni definitive sarà necessario attendere il processo di approvazione in Parlamento, che dovrebbe avvenire nell’arco di 60 giorni.

Nel frattempo però, riepiloghiamo le maggiori novità che contiene il DL 76/2020 del 16 luglio, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.

Decreto Semplificazioni: appalti, edilizia, imprese e green economy

Come sappiamo, il Decreto Semplificazioni è stato istituito come provvedimento emergenziale per rilanciare l’economia italiana dopo l’emergenza da Covid-19. Ma costituisce un ottimo punto d’inizio per la revisione del Codice degli Appalti e per la velocizzazione delle tempistiche in campo edilizio. Misure necessarie da ben prima dello scoppio della pandemia.

Tutte le misure introdotte all’interno del decreto legge saranno valide in misura temporanea fino al

Il Decreto si concentra su 4 punti principali:

  • Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;
  • Semplificazioni procedimentali e responsabilità;
  • Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;
  • Semplificazioni in materia di attività d’impresa, ambiente e green economy.

Semplificazioni relative agli appalti pubblici

La burocrazia complessa legata all’affidamento degli appalti è uno degli argomenti più discussi degli ultimi 30 anni. Il primo vero Codice degli Appalti infatti, istituito per la prima volta con la legge n.109 del 1994 (conosciuta come “legge Merloni”), è nato durante una delle pagine più difficili della storia italiana, ovvero l’era di Tangentopoli.

Al fine di combattere tale fenomeno, il Governo decise in quel tempo di istituire una normativa che regolasse ogni punto riguardo l’affidamento e la concessione dei contratti pubblici. Proprio per sfavorire la corruzione però, tale Codice degli Appalti fece diventare tutti i procedimenti talmente lunghi e complessi che, ancora oggi, risulta davvero difficile procedere alla costruzione delle opere pubbliche.

Ad oggi dunque, 25 anni dopo, sembra essere nata finalmente una riforma che semplificherà per sempre la complicata burocrazia in materia di appalti. O, almeno, speriamo che sia così.

Vediamo di seguito le principali novità introdotte dal Decreto Semplificazioni riguardo all’affidamento degli appalti pubblici:

  • Procedura di affidamento diretto per tutti gli appalti di valore fino a 150 mila euro;
  • Procedura negoziata (senza bando) con criterio di rotazione degli inviti, per i contratti di valore pari o superiore a 150 mila euro, con numero di operatori variabile in base all’importo. Le stazioni appaltanti dovranno agire nel rispetto della trasparenza e della parità di trattamento, e dovranno procedere agli affidamenti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le stazioni appaltanti non dovranno richiedere garanzie provvisorie, a meno che il caso specifico non ne giustifichi la richiesta. Nel caso si richieda la garanzia provvisoria, l’ammontare sarà dimezzato.
  • L’assegnazione degli appalti dovrà avvenire in un tempo massimo di 2 mesi (4 mesi in casi specifici). Il mancato rispetto delle tempistiche può comportare l’imputazione per danno erariale e costituire motivo di risoluzione del contratto;
  • Per i contratti sopra soglia, si stabilisce che dovrà essere individuato il contraente entro un termine di 6 mesi dall’avvio del procedimento;
  • Sarà istituito un Fondo apposito in favore delle stazioni appaltanti, per fare in modo che la mancanza di risorse non rappresenti mai un motivo per bloccare le assegnazioni;
  • Sarà obbligatorio inoltre formare dei collegi consultivi tecnici che abbiano il compito di risolvere le eventuali controversie tra le parti, al fine di non tardare o sospendere le assegnazioni.

Misure previste per edilizia e urbanistica

Numerosi sono i provvedimenti di semplificazione introdotti specificamente anche in campo edilizio ed urbanistico. Lo scopo è quello di accelerare tutte le procedure e ridurre gli oneri a carico di cittadini e imprese, oltre a favorire i processi di rigenerazione urbana e di recupero del patrimonio edilizio. I principali provvedimenti presi in merito sono:

  • Per gli interventi che comportano la demolizione e ricostruzione dell’edificio, si applicherà solamente l’obbligo di rispettare le distanze legittimamente preesistenti tra gli edifici. Non ci sarà più dunque il vincolo di mantenere la stessa sagoma o altezza, le nuove costruzioni potranno sforare le misure del precedente edificio, a patto che si rispetti la distanza tra gli edifici;
  • Nelle zone omogenee A (ovvero “le parti di territorio aventi agglomerati urbani di carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante degli agglomerati stessi”), gli interventi di demolizione e ricostruzione si possono compiere solo tramite la previa realizzazione da parte del Comune di un piano urbanistico particolareggiato di recupero e di riqualificazione;
  • La modifica dei prospetti, se condotta indispensabilmente al fine di migliorare l’agibilità e l’accessibilità degli immobili, potrà essere considerata “manutenzione straordinaria”. In tutti gli altri casi invece, tale intervento rimane inteso come “ristrutturazione edilizia”;
  • Previsione della conferenza di servizi semplificata per gli atti di assenso di altre amministrazioni, al fine di semplificare e velocizzare le procedure edilizie;
  • Le opere precarie, ovvero destinate a soddisfare delle esigenze stagionali temporanee, saranno introdotte nell’ambito dell’edilizia libera. Purché vengano rimosse al termine della necessaria esigenza e comunque entro e non oltre 180 giorni. Sarà necessario presentare al Comune solo la comunicazione di avvio ai lavori;
  • Possibilità di prorogare la validità dei titoli edilizi. Sarà necessario solamente presentare una richiesta di proroga presso il Comune, che sarà valida solo in presenza di “giustificate ragioni” dei ritardi. Sarà possibile prorogare sia il termine previsto per l’avvio ai lavori, sia quello per il termine dei lavori (rispettivamente stabiliti a 1 anno e 3 anni). La richiesta dovrà essere presentata prima delle predette scadenze;
  • Per gli interventi classificati come “rigenerazione urbana”, il contributo di costruzione viene ridotto del 20% rispetto a quanto previsto dalle tabelle parametriche regionali. I Comuni possono decidere di aumentare ulteriormente lo sconto, fino ad azzerare il contributo.



Nuove responsabilità per PA e digitalizzazione

Il Decreto Semplificazioni ha introdotto anche, come abbiamo già detto in precedenza, nuove responsabilità per le Pubbliche Amministrazioni, al fine di rendere più semplici e veloci tutte le procedure amministrative. Si intende inoltre favorire l’utilizzo del “sistema digitale” per tutte le pratiche relative alle PA.

Ecco le principali misure previste:

  • Per la maggior parte delle richieste volte alle PA che prevedono una risposta entro dei termini precisi, sarà valido il meccanismo del silenzio-assenso. A quel punto, le risposte pervenute dopo i termini di scadenza non saranno valide;
  • Tutte le amministrazioni appartenenti alla Conferenza di Servizi, saranno tenute a rispondere entro 60 giorni alle richieste di cittadini e imprese;
  • Le PA dovranno erogare i propri servizi in maniera digitale, in modo che i cittadini possano consultare gli atti di proprio interesse senza doversi recare presso uffici o sportelli;
  • Per il periodo che va dal 2020 al 2023, sarà introdotta l’Agenda della Semplificazione Amministrativa condivisa tra Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali. Il provvedimento comprende l’introduzione di una modulistica di istanze standard, valida per tutto il territorio italiano;
  • Per quanto riguarda gli amministratori pubblici, la responsabilità per danno erariale per le azioni sarà limitata al solo dolo. Per le omissioni invece rimangono in vigore le disposizioni attuali. L’eventualità del dolo non si riferisce alla sola condotta, ma anche all’evento dannoso. Si stabilisce inoltre l’aumento dei controlli per quanto riguarda le spese di investimento pubblico e il reato di abuso d’ufficio;
  • Sarà favorito l’accesso ai servizi digitali della PA tramite identità SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) e AppIO;
  • I professionisti, iscritti agli albi e non, avranno l’obbligo di possedere il domicilio digitale e la PEC. Verrà inoltre semplificato il rilascio del domicilio digitale e della CIE anche per i cittadini;
  • Le autocertificazioni, le dichiarazioni, le istanze e le pratiche saranno inviabili tramite l’AppIO;
  • Sarà semplificato il servizio della firma elettronica avanzata;
  • Verranno introdotte regole omogenee per tutte le PA riguardo ad acquisti digitali, formazione digitale di dipendenti e progettazione di servizi digitali.

Green economy e tutela ambientale

Infine, il Decreto Semplificazioni intende volgere particolare attenzione verso il tema della tutela ambientale e della green economy. Vediamo di seguito le disposizioni in merito:

  • Velocizzazione e semplificazione degli interventi sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni digitali e la banda larga;
  • Si stabilisce l’aumento dell’importo in un’unica soluzione della misura Beni Strumentali “Nuova Sabatini”. Ovvero, l’incentivo introdotto dal MISE per facilitare l’accesso al credito in favore delle imprese e per favorire l’introduzione delle stesse al sistema digitale, tramite l’investimento in beni strumentali;
  • Semplificazione dei procedimenti relativi alla cancellazione dal registro delle imprese e allo scioglimento di società e cooperative;
  • Semplificazione del monitoraggio degli investimenti pubblici, delle attività del CIPE e delle erogazioni dei contributi in favore della filiera dell’agricoltura;
  • Razionalizzazione dei procedimenti di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per le opere pubbliche;
  • Cancellazione dell’obbligo di verifica di assoggettabilità alla VIA e al regime dei beni e interessi culturali. Solo per lavori urgenti di messa in sicurezza delle dighe, che non modifichino in maniera significativa gli sbarramenti;
  • Semplificazione dei procedimenti relativi ad interventi per luoghi oggetto di bonifica nei SIN (Siti di Interesse Nazionale);
  • Velocizzazione delle pratiche relative all’assegnazione di fondi volti a combattere il dissesto idrogeologico;
  • Razionalizzazione degli interventi nelle ZEA (Zone Economiche Ambientali);
  • Semplificazioni delle procedure d’intervento per impianti alimentati da fonti rinnovabili e per l’installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici;
  • Incentivazione dell’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili, tramite il meccanismo dello “Scambio Sul Posto Altrove” (ovvero, lo scambio sul posto per cui i punti di prelievo e di immissione sono differenti). Solo per i Comuni fino a 20.000 abitanti;
  • Istituzione di un Piano Straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano, al fine di migliorare le qualità delle superfici;
  • Semplificazione della concessione di garanzie pubbliche per i progetti relativi al Green New Deal da parte della società SACE.



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