Ance Genova denuncia: in Liguria l’edilizia va a rotoli

crisi edilizia

A quanto pare, nonostante le scorse previsioni felici per il 2019 nell’ambito dell’edilizia, anche quest’anno si rivela piuttosto deludente per la Liguria. Le stime portano dei dati allarmanti in una regione già brutalmente colpita dal problema dei dissesti idrogeologici, cantieri bloccati e disordini governativi. Per non parlare ovviamente della tragedia avvenuta il 14 agosto 2018, con il crollo del Ponte Morandi a Genova, e la morte di 43 vittime.

Gli studi ci dicono che da gennaio a settembre di quest’anno, la Cassa Edile Genovese conta ben 60 imprese mancanti iscritte. Il numero degli operai iscritti invece è sceso di 82 presenze in meno.

Le maggiori cause del crollo edilizio in Liguria

Il caso ha trovato voce il 7 ottobre all’interno della sede di Ance Genova, con una grande riunione che ha visto presenti i più noti presidenti delle maggiori associazioni edili genovesi. Essi sostengono che non si aspettavano nulla di diverso da questo 2019, perché quest’anno in Liguria c’è stata una sorta di “vedo non vedo” e passaggi di responsabilità un po’ da parte di tutti. Cantieri pronti che non partono, lavori approvati che poi si annullano, riduzione dei fondi destinati al problema del dissesto idrogeologico e delle condizioni dell’edilizia scolastica e sanitaria.

Insomma, a quanto sostengono i Presidenti delle associazioni genovesi, la Liguria è stata forse messa un po’ da parte nell’ultimo periodo. Oltretutto, a peggiorare le cose si è insinuato anche il fenomeno del dumping contrattuale, aumentato a dismisura nel 2019. Stiamo parlando di quel sistema di contratti stipulati da aziende edili, che nonostante facciano parte del settore, applicano dei prezzi più bassi rispetto a ciò che prevede la contrattazione collettiva nazionale. Tutto ciò porta ad una concorrenza sleale nell’ambito edilizio, che porta inevitabilmente le aziende oneste a crollare.

I numeri allarmanti degli ultimi dieci anni

Se ci concentriamo in particolare sui numeri, ci troviamo di fronte ad un quadro piuttosto preoccupante. Dai dati delle Casse Edili della Liguria si evince che nel corso degli ultimi 10 anni, c’è stata una perdita di circa 9 mila operai, con un -34%. E ben 2.000 imprese edili sono state costrette a chiudere. La massa salari oltretutto, subisce una riduzione di circa 60 milioni euro ogni anno.

Scavando più affondo inoltre, abbiamo una valutazione per quanto riguarda tutte le 4 province della Liguria. Sempre secondo le stime redatte sui dati dal 2009 al 2019, constatiamo che:

  • A Genova c’è stato un calo di 730 imprese edili (-30%), e quasi 3.000 operai (-26%);
  • Savona registra una diminuzione di 500 aziende di costruzioni, con 2.300 operai in meno;
  • Imperia conta, come Savona, almeno 500 imprese edili in meno, e 2.400 operai;
  • A La Spezia invece, si contano circa 1.300 operai edili mancanti, e una diminuzione di 336 imprese.



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