La detrazione per giovani under 31 è valida solo con contratto ordinario non transitorio. Necessari reddito sotto i 15.493 euro, residenza nell’immobile e contratto registrato.

Negli ultimi anni, lo Stato ha introdotto diverse agevolazioni fiscali per favorire l’autonomia abitativa dei giovani, tra cui una detrazione riservata agli under 31 con redditi medio-bassi. Tuttavia, la normativa prevede condizioni ben precise per poter accedere a questo beneficio. Un caso emblematico, affrontato dall’Agenzia delle Entrate attraverso il portale FiscoOggi, chiarisce un dubbio piuttosto diffuso: è possibile usufruire della detrazione se il contratto è di tipo transitorio?
La questione è stata posta da un lettore che scrive:
“Avrei bisogno di sapere se con un contratto d’affitto transitorio posso avere la detrazione dedicata ai giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni; la residenza è stata spostata nell’immobile per il quale è stato stipulato il contratto di locazione.”
Un interrogativo che tocca da vicino moltissimi studenti, lavoratori in mobilità e giovani in cerca di soluzioni abitative temporanee. Ma cosa ha risposto l’Agenzia delle Entrate? E quali sono le regole esatte per accedere al bonus affitto giovani?
Sommario
La detrazione per i giovani in affitto è disciplinata dal comma 1-ter dell’articolo 16 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Secondo questa norma, possono beneficiare dell’agevolazione i ragazzi di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, a condizione che:
L’importo della detrazione può essere:
Si tratta quindi di un incentivo significativo, pensato per accompagnare i primi anni di indipendenza abitativa dei giovani, soprattutto in un contesto di forte pressione sui costi degli affitti.
Il cuore della risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate riguarda proprio la natura del contratto di locazione. Come chiarito nella circolare n. 9/E del 2022, per poter accedere alla detrazione è necessario che il contratto sia stipulato ai sensi della legge n. 431/1998, ma non nella forma del contratto a uso transitorio.
In altre parole, i contratti transitori, pur regolati dalla stessa legge quadro, non danno diritto alla detrazione prevista per i giovani. Questo perché il legislatore ha voluto limitare il beneficio a rapporti locativi più stabili, che rappresentino una reale volontà di radicamento residenziale e non una soluzione temporanea.
Pertanto, anche se il giovane locatario ha spostato la residenza nell’immobile affittato con contratto transitorio, non può fruire della detrazione.
Per evitare errori o esclusioni, i giovani tra i 20 e i 31 anni che desiderano accedere alla detrazione devono prestare particolare attenzione alla forma contrattuale scelta. Il contratto di locazione deve essere:
Inoltre, è essenziale che l’immobile locato sia effettivamente adibito a residenza, quindi con cambio di residenza anagrafica da parte del locatario. Il beneficio può essere fruito per un massimo di quattro anni, ma non è legato alla durata del contratto: anche se quest’ultimo supera i quattro anni, la detrazione si applica solo ai primi quattro.
Infine, è bene conservare tutta la documentazione: contratto registrato, ricevute di pagamento del canone, certificato di residenza, in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia.
La detrazione per i giovani in affitto rappresenta un aiuto concreto per chi muove i primi passi verso l’autonomia abitativa, ma non è automatica: richiede attenzione ai dettagli normativi, a partire dalla corretta tipologia contrattuale. Come ribadito dall’Agenzia delle Entrate, chi stipula un contratto transitorio è escluso dal beneficio, anche se sposta la residenza nell’immobile.
È quindi fondamentale informarsi prima della firma, magari con l’assistenza di un professionista o rivolgendosi a un CAF, per evitare spiacevoli sorprese. La strada verso l’indipendenza può essere tortuosa, ma conoscere le regole fiscali giuste può renderla decisamente più agevole.




