Condòmini contro i morosi: cosa prevede la legge?

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All’interno delle strutture condominiali, capita spesso che ci sia un vicino di casa (o più di uno) che si rifiuta di pagare la sua parte di tasse condominiali. Certo, in alcuni casi il motivo è che non se lo può permettere, perché magari non lavora regolarmente o ha un reddito molto basso.

Nella grande maggioranza dei casi però, molti condomini invece scelgono di non contribuire alle spese, e di conseguenza non rispettano i vicini che invece risultano regolari con i pagamenti. Qualunque sia il motivo che porti il condomino a non pagare, la legge vuole che egli verrà comunque considerato un moroso.

Che cosa accade quando tra i condòmini è presente un moroso?

Purtroppo il sistema condominiale in questo caso risulta essere abbastanza ingiusto verso chi si comporta correttamente. La legge dice infatti che se il moroso non paga, nonostante i solleciti dell’amministratore, quest’ultimo ha diritto a richiedere quell’importo a tutti gli altri condòmini che pagano regolarmente: la cifra verrà divisa equamente fra tutti gli abitanti dell’edificio.

Attenzione però, perché questo sarà possibile solo nel caso in cui l’amministratore possa dimostrare di aver tentato in tutti i modi di far pagare il moroso, ma senza risultati.

La procedura che l’amministratore dovrà mettere in atto per seguire questo percorso è la seguente:

  1. Per prima cosa, l’amministratore manderà una lettera di sollecito, in cui invita il moroso a pagare i suoi debiti entro un tot di giorni;
  2. Qualora il sollecito non ottenesse riscontri, è previsto l’invio di una seconda lettera, però questa volta di diffida e mora, in cui si spiega esplicitamente che se il moroso non intenderà pagare, il prossimo passo saranno le vie legali;
  3. Se anche questo non dovesse servire, entro 6 mesi dalla chiusura del bilancio condominiale, l’amministratore dovrà agire giudizialmente, avviando un decreto ingiuntivo al tribunale. A seguito di questa richiesta, il tribunale invierà una lettera di ingiunzione al moroso, in cui lo obbliga a pagare entro 40 giorni dalla data di ricevimento. Il moroso non avrà possibilità di opporsi al decreto ingiuntivo, in quanto si tratta di un’esecuzione immediata.

Qualora il condomino risultasse nullatenente, e quindi non avesse né soldi per pagare, né beni da pignorare, il debito del moroso verrà diviso equamente tra agli altri condòmini.

Prima di poter richiedere questa collaborazione condominiale agli abitanti regolarmente paganti del palazzo però, l’amministratore dovrà dimostrare di aver compiuto ogni passo del procedimento necessario per provare ad ottenere i soldi dal moroso, senza aver avuto successo.




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