L’arrivo dell’estate porta con sé il fascino di godersi le serate all’aria aperta, celebrando la stagione con barbecue e grigliate. Ma è fondamentale essere consapevoli delle regolamentazioni esistenti e rispettare i diritti dei vicini.

Controlli preliminari: il regolamento condominiale

Prima di accendere il fuoco per una grigliata, bisogna consultare il regolamento condominiale. Questo potrebbe contenere norme contrattuali che vi proibiscono l’uso del barbecue o ne impediscono l’uso, come vietare la cottura di cibi negli spazi privati pertinenti.

Ai sensi dell’articolo 1138 del codice civile, se in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, è necessario avere un regolamento condominiale. Questo regolamento è fondamentale perché stabilisce le regole per l’utilizzo delle aree comuni, definisce le responsabilità per la ripartizione delle spese e delineare i diritti e gli obblighi di ogni condomino.

Se tali disposizioni esistono, non importa se le emissioni di fumo siano tollerabili: le grigliate sarebbero proibite e ogni condomino può pretendere il rispetto del regolamento.

Barbecue e distanze legali

Se il barbecue è costituito da un manufatto in muratura con comignolo annesso, viene considerato un forno. In questo caso, si applica l’art. 890 del codice civile, che regola la costruzione di forni o camini vicino ai confini.

CODICE CIVILE-art. 890

Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi.

Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza.

Devono essere rispettate le distanze stabilite dai regolamenti o, in mancanza, devono essere adottate distanze sufficienti per evitare rischi alla solidità, salubrità e sicurezza.

Rispetto delle norme sulle immissioni

Qualsiasi apparecchio usato per le grigliate, anche se “mobile”, deve rispettare le norme sulle immissioni e sulle distanze, così come eventuali prescrizioni rigorose contenute nei regolamenti comunali e condominiali.

Se l’emissione di fumo da un barbecue causa un disturbo superiore alla normale tollerabilità (come stabilito dall’art. 844 c.c.), il proprietario dell’appartamento limitrofo ha diritto di chiedere la cessazione dell’attività.

CODICE CIVILE-art. 844

Immissioni

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

Per poterlo fare, deve dimostrare che il limite è stato superato, tenendo conto delle condizioni dei luoghi, delle esigenze di vita e delle abitudini della popolazione del luogo.

Il fumo e gli odori provenienti dal barbecue, a causa della loro vicinanza e dell’intensità, possono causare un disagio significativo in un’abitazione privata, deteriorando la qualità della vita. Quindi, si applica l’art. 844 c.c., che specifica che le emissioni di fumo provenienti dal fondo del vicino non devono superare la normale tollerabilità.

L’azione per richiedere la cessazione può essere intrapresa sia dal o contro il condomino, ma anche dal o contro l’inquilino. Se le immissioni sono insopportabili e frequenti, il giudice può condannare il proprietario del barbecue non solo a prendere misure per evitare le immissioni, ma anche a risarcire i danni non patrimoniali subiti dal danneggiato.

La prova del danno

L’esposizione a fumi intollerabili non costituisce di per sé prova dell’esistenza di un danno alla salute. Il risarcimento per un danno alla salute è subordinato all’accertamento dell’effettiva esistenza di una lesione fisica o psichica.

In caso di immissioni di fumo superiori al limite della normale tollerabilità, il danno non patrimoniale, come la modifica delle abitudini di vita del danneggiato, può essere risarcito solo se esiste una prova concreta di un danno attuale alla salute o di altri profili di responsabilità del proprietario del fondo da cui provengono le immissioni.