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Gestire correttamente il riscaldamento domestico incide su comfort, consumi e costi. Fattori tecnici, normative e buone pratiche aiutano a capire come utilizzare i termosifoni in modo consapevole ed efficiente.
In un periodo in cui il costo dell’energia resta instabile e l’efficienza energetica è diventata una priorità non solo economica ma anche normativa, una domanda continua a tornare nelle case degli italiani: conviene davvero tenere i termosifoni accesi tutto il giorno?
Con l’aumento dell’attenzione verso il risparmio in bolletta, le direttive europee sull’efficienza degli edifici e i continui aggiornamenti dei prezzi del gas, sempre più famiglie cercano di capire se mantenere una temperatura costante sia davvero la scelta più conveniente rispetto ad accendere e spegnere l’impianto più volte nell’arco della giornata.
La risposta, però, non è uguale per tutti. Entrano in gioco fattori decisivi come l’isolamento dell’edificio, il tipo di caldaia installata, la presenza di valvole termostatiche o sistemi di regolazione smart e persino le disposizioni normative che regolano l’uso del riscaldamento domestico.
Ma allora qual è la strategia migliore per ridurre i consumi senza rinunciare al comfort? Tenere i termosifoni sempre accesi aiuta davvero a risparmiare o rischia di far lievitare inutilmente la bolletta?
Sommario
Per capire se lasciare i termosifoni accensione continua convenga davvero, è fondamentale partire da dati reali sui costi del gas e dal modo in cui questi si traducono in consumi.
Il prezzo del gas naturale in Italia, come componente della materia prima, continua a essere determinato mensilmente da ARERA (Autorità per l’energia) sulla base del mercato all’ingrosso. Per gennaio 2026, il valore della componente gas nel Servizio di Tutela della Vulnerabilità è pari a circa 1,02 €/Smc (tasse incluse) per consumi domestici standard. In alternativa, nelle offerte di mercato libero i prezzi oscillano intorno ai 0,31–0,40 €/Smc circa (in base all’offerta e alla quota fissa mensile), con alcune tariffe fisse competitive.
Nota importante: il mercato tutelato tradizionale del gas non esiste più dal 2024 per la maggior parte dei clienti, ma la componente del prezzo continua a essere monitorata attraverso il servizio di tutela della vulnerabilità.
Questi valori sono sensibilmente più bassi rispetto alle punte eccezionali osservate nel 2022-2023, ma restano comunque una voce importante della bolletta.
Per stimare quanto consumano i termosifoni quando sono accesi tutto il giorno, consideriamo un impianto standard a gas di una casa di circa 100 m²:
Esempio pratico di costo:
Se il consumo è di circa 0,50 m³/ora (moderato):
Se si considerano 10-12 ore di funzionamento giornaliere, la spesa gas solo per il riscaldamento può variare:
Tutto questo senza considerare le dispersioni termiche dell’edificio, l’efficienza reale della caldaia, e l’eventuale presenza di sistemi di regolazione come cronotermostati o modulazione di fiamma.
La convenienza di tenere i termosifoni accesi tutto il giorno dipende principalmente da come è fatto l’edificio e da come è regolato l’impianto. Non esiste una risposta valida per tutti, ma alcune regole generali aiutano a evitare sprechi.
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Richiedi informazioni gratisIn abitazioni poco isolate, prive di cappotto termico, con infissi datati o pareti disperdenti, mantenere il riscaldamento sempre acceso è quasi sempre sconveniente. Il calore prodotto viene disperso rapidamente verso l’esterno e la caldaia è costretta a lavorare in modo continuo per compensare le perdite, con un aumento significativo dei consumi. In questi casi, accensioni mirate nelle fasce orarie di effettiva presenza in casa risultano più efficienti.
Il discorso cambia negli edifici ben coibentati, dotati di cappotto termico, serramenti performanti e impianti moderni. Qui il calore viene trattenuto più a lungo e la caldaia lavora in modo più stabile. In queste condizioni, mantenere una temperatura costante ma bassa (18-19 °C) può risultare più efficiente rispetto a continui spegnimenti e riaccensioni, che richiedono picchi di potenza per riportare rapidamente l’ambiente alla temperatura desiderata.
Secondo le indicazioni tecniche di ENEA, ogni grado in più rispetto ai 20 °C consigliati può aumentare i consumi di riscaldamento di circa 6-8%. Questo significa che il vero discrimine non è tanto quanto a lungo i termosifoni restano accesi, ma a che temperatura e con quale dispersione termica.
Un altro elemento decisivo è lo stile di vita: se la casa rimane vuota per molte ore al giorno, lasciare il riscaldamento acceso è quasi sempre antieconomico. In questi casi è più razionale ridurre la temperatura durante l’assenza e programmare l’accensione in anticipo rispetto al rientro, così da trovare l’ambiente confortevole senza sprechi inutili.
In sintesi, tenere i termosifoni sempre accesi può convenire solo in contesti ben specifici: edifici efficienti, temperature moderate e impianti correttamente regolati. In tutti gli altri casi, il rischio è quello di consumare più gas senza ottenere reali benefici in termini di comfort.
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Oggi parlare di risparmio sul riscaldamento senza citare valvole termostatiche e cronotermostati significa tralasciare uno degli aspetti più importanti dell’efficienza energetica domestica. Non si tratta più solo di strumenti consigliati, ma di dispositivi che, in molti casi, sono diventati obbligatori per legge.
Nei condomini con riscaldamento centralizzato, l’installazione delle valvole termostatiche è imposta dal D.Lgs. 102/2014, in attuazione delle direttive europee sull’efficienza energetica. L’obiettivo è chiaro: consentire a ogni utente di regolare il calore in modo autonomo e pagare in base ai consumi effettivi, evitando sprechi generalizzati.
Dal punto di vista pratico, le valvole termostatiche permettono di impostare temperature diverse per ogni ambiente. Questo significa, ad esempio, ridurre il calore in camere poco utilizzate, corridoi o locali di servizio, mantenendo invece una temperatura più confortevole nelle stanze vissute quotidianamente. Una regolazione corretta può portare, secondo le stime tecniche, a riduzioni dei consumi fino al 15-20%.
I cronotermostati, invece, agiscono sulla gestione temporale del riscaldamento. Consentono di programmare accensione e spegnimento in base agli orari di presenza in casa, evitando che la caldaia lavori inutilmente durante le ore di assenza. I modelli più recenti, spesso definiti “smart”, permettono anche il controllo da remoto tramite app e la modulazione automatica della temperatura in base alle condizioni climatiche esterne.
La combinazione di valvole termostatiche e cronotermostato rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per chi si chiede se convenga tenere i termosifoni accesi tutto il giorno. In molti casi, una gestione intelligente dell’impianto consente di ridurre i tempi di accensione senza rinunciare al comfort, con benefici concreti in bolletta e minori emissioni.
Se un termosifone è caldo in basso e freddo nella parte superiore, oppure produce gorgoglii, può contenere aria. In questo caso lo sfiato può ripristinare la circolazione nel corpo scaldante. Non va però presentato come una garanzia di risparmio: un radiatore freddo in basso può avere fanghi, mentre uno completamente freddo può dipendere da valvole, pompa o bilanciamento.
La procedura si esegue con impianto fermo e raffreddato, aprendo soltanto la valvolina superiore e richiudendola appena esce un piccolo flusso d’acqua regolare. Non bisogna svuotare il radiatore né allentare raccordi o detentore.
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