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Asseverazione Superbonus 110%: Guida completa alla compilazione

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Ultimo Aggiornamento:

L’asseverazione Superbonus 110% non è altro che l’istanza che deve essere trasmessa all’ENEA mediante l’accesso al sito dedicato, per poter appunto fare richiesta di accesso al maxi-incentivo.

La richiesta del Superbonus 110% si compone di un modulo da compilare esclusivamente online, che può essere trasmesso dal diretto beneficiario, da un intermediario oppure dall’asseveratore, ovvero il tecnico abilitato al quale viene affidata la pratica.

Per poter compilare e trasmettere l’asseverazione sarà necessario registrarsi al sito mediante SPID, scegliendo appunto un ruolo tra i tre sopra citati. L’intermediario potrà successivamente cambiare il suo ruolo in “asseveratore”, ma solo nel caso in cui dovesse essere realmente un professionista abilitato.

Vediamo di seguito la guida completa alla compilazione dell’asseverazione Superbonus 110%.

Asseverazione Superbonus 110%: come si compila

Dopo la registrazione al sito, sarà possibile procedere con la creazione di un’asseverazione Superbonus 110%. Sarà sufficiente cliccare sul menù a tendina in alto a destra.

Attenzione, all’interno del menù troverete le seguenti voci:

  • Ecobonus
  • Bonus Casa
  • Super Ecobonus 110%
  • Le Mie Polizze
  • Le Mie Asseverazioni
  • Nuova Asseverazione

Solo le ultime 4 voci si riferiscono al Superbonus 110%, mentre la prima è inerente all’Ecobonus ordinario e la seconda al Bonus Ristrutturazioni.

Chiarito questo, potete procedere sulla voce “Nuova Asseverazione” per iniziare a compilare una nuova richiesta del maxi-incentivo.

Superbonus 110%: le tipologie di edificio ammesse

In primo luogo, verrà chiesto di spuntare la corretta tipologia di immobile oggetto di interventi edilizi ammissibili al Superbonus 110%, tra:

  1. Edificio condominiale;
  2. Edificio unifamiliare;
  3. Unità immobiliare (situata all’interno di un edificio plurifamiliare) che abbia almeno un accesso autonomo dall’esterno e che disponga di almeno 3 installazioni autonome relative alle utenze;
  4. Categoria A/9 aperti al pubblico.

Attenzione: “Anche l’edificio da 2 a 4 unità distintamente accatastate possedute da un unico proprietario o in comproprietà va inserito come «Edificio condominiale».”

Se invece le unità non sono distintamente accatastate, si parlerà di unifamiliare. Per edificio unifamiliare si intende infatti “quello riferito ad un’unica unità immobiliare di proprietà esclusiva […] e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare”, che comunque può appartenere ad una persona fisica o essere in comproprietà tra più persone fisiche. Approfondisci qui.

In merito al punto 4, precisiamo che la categoria catastale comprende “Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici” che, se sono aperti al pubblico, possono essere ammissibili al maxi-incentivo. Gli edifici in A/9 che sono chiusi al pubblico invece sono tra le categorie escluse dal beneficio, pertanto non possono usufruirne.

Edifici condominiali: numero unità e tipologia interventi

Se si spunta il punto 1, e quindi l’edificio è condominiale, apparirà un’altra finestra in cui sarà richiesto di indicare il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Bisognerà indicare il numero delle unità comprensivo delle pertinenze, anche se distintamente accatastate.

Le pertinenze vanno invece conteggiate singolarmente quando il calcolo dei limiti di spesa viene fatto in base al numero delle unità immobiliari.

Sempre per gli edifici condominiali, sarà necessario inoltre indicare la tipologia di impianto di cui l’edificio dispone, scegliendo tra:

  • Centralizzato esistente prima dell’intervento;
  • Impianto centralizzato realizzato con l’intervento;
  • Impianti autonomi prima e dopo l’intervento.

Se si sceglie la prima o la seconda opzione, al momento di indicare gli interventi trainaNTI apparirà anche quello di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. Spuntando la terza opzione, appariranno esclusivamente gli interventi trainaNTI di installazione del cappotto termico (coibentazione) e intervento antisismico.

Ricordiamo infatti che l’intervento può essere considerato come “principale” per i condomini solo se:

  • Interessa le parti comuni condominiali;
  • Interessa tutte le unità che compongono il condominio.

Aree montane, aree non metanizzate, procedure di infrazione europee

A questo punto sarà richiesto di indicare la data di inizio lavori e il nome del Comune in cui è ubicato l’immobile.

Subito dopo poi, viene chiesto di specificare se il Comune indicato sia montano e se sia interessato dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi della direttiva europea 2008/50/CE.

Nel caso in cui il comune sia montano e NON sia interessato dalle suddette procedure di infrazione comunitaria, tra gli interventi trainaNTI che si potranno selezionare in seguito apparirà anche quello relativo all’allaccio a un sistema di teleriscaldamento, come previsto dal Decreto Rilancio all’art. 119, comma 1, lettere b) e c).

Più avanti invece, sarà richiesto di indicare se l’edificio si trovi in un’area non metanizzata. Qualora così fosse, e sempre solo nel caso in cui il Comune di riferimento non sia interessato dalle procedure di infrazione comunitaria, tra i nuovi impianti che sarà possibile installare con l’intervento trainaNTE di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, si potrà optare anche per le caldaie a biomassa di Classe minima 5 stelle, ai sensi del decreto n. 186 del 7 novembre 2017.

Consulta qui l’elenco completo dei Comuni che sono interessati dalle procedure di infrazione comunitaria. Le Regioni toccate sono: Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto.

Superbonus rafforzato: come funziona

Successivamente viene richiesto di indicare se l’intervento che si intende eseguire rientri tra quelli previsti dal comma 4-ter dell’art. 119 del Decreto Rilancio. Si intendono qui gli interventi volti alla ricostruzione dei fabbricati danneggiati da tutti gli eventi sismici a partire dal 1° aprile 2009, per via dei quali nel Comune sia stato dichiarato lo Stato di Emergenza.

In questi casi il maxi-incentivo diventa “Superbonus rafforzato”, e i limiti di spesa normalmente stabiliti per gli interventi vengono incrementati del 50%.

Attenzione però, perché ricordiamo che l’incentivo viene considerato in maniera alternativa al contributo per la ricostruzione. Pertanto, i limiti disposti per le spese Superbonus saranno comunque applicati esclusivamente per l’importo eccedente il contributo per la ricostruzione già eventualmente concesso.

Per saperne di più, leggi: “Superbonus rafforzato e contributo ricostruzione: come funziona davvero

Per usufruire del bonus maggiorato è necessario mettere la spunta su sì. Il sistema non calcola in automatico il requisito sulla base dell’indicazione del Comune.

Superficie Disperdente e Autorizzazione Edilizia

Sempre in riferimento all’immobile o edificio oggetto di interventi, sarà richiesto poi di indicare l’indirizzo, il numero civico, il CAP e l’anno di costruzione dell’unità. Quest’ultimo dato, si legge, può essere anche indicativo qualora non si conoscesse l’effettivo anno di costruzione.

In seguito si dovrà trascrivere la SDL (Superficie Disperdente Lorda) in m² riferibile all’intera unità interessata.

Viene specificato che sarà necessario indicare il valore della superficie disperdente lorda “termotecnica”. Questo dato verrà utilizzato per il calcolo del valore minimo di incidenza pari al 25% di SDL, richiesto eventualmente nel caso in cui si intenda svolgere l’intervento trainaNTE di coibentazione delle superfici opache.

Subito sotto bisognerà indicare poi la tipologia di autorizzazione edilizia di cui dispone l’immobile oggetto di interventi, scegliendo tra le seguenti opzioni:

  • Licenza Edilizia / Titolo Edilizio;
  • Concessione in Sanatoria;
  • Edificio storico senza Titolo Edilizio.

Attenzione, la tipologia di titolo edilizio che si deve indicare in questo caso è quella riferibile all’immobile in sé, e non quella che autorizza gli interventi Superbonus 110%.

A seconda dell’opzione scelta, appariranno inoltre delle nuove sezioni da compilare come segue:

  1. Se l’immobile dispone di Licenza o Titolo Edilizio, sarà richiesto di indicare il numero e la data riferibili alla Licenza o al Titolo;
  2. Se l’immobile dispone della Concessione in Sanatoria, si dovranno indicare numero e data relativi alla Concessione.

Impianto fotovoltaico e lavori pesanti: limite di spesa

La compilazione dell’Asseverazione Superbonus 110% per la richiesta del maxi-incentivo prosegue con la domanda:

L’intervento rientra nei casi di cui all’art. 3, comma 1, lettere d), e), f) del Testo Unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380”?

Se la risposta è sì, significa che tra gli interventi che si intendono eseguire ce n’è almeno uno che rientra nelle seguenti categorie:

  • Ristrutturazione edilizia;
  • Nuova costruzione;
  • Ristrutturazione urbanistica.

Attenzione, questo non riguarda solo i lavori edilizi agevolabili con il Superbonus 110%, riguarda qualsiasi intervento venga fatto (anche non agevolabile) in concomitanza con gli interventi trainaNTI e trainaTI del Superbonus.

La normativa prevede infatti che, qualora tra tutti i lavori che si intendono eseguire (agevolabili e non) ce ne sia almeno uno inquadrato nelle tre categorie citate, allora il limite di spesa riferibile all’intervento trainaTO di installazione del fotovoltaico scenderà da 2.400 euro a 1.600 euro per kW nominale.

Spuntando “sì”, il sistema aggiornerà il massimale per l’intervento e applicherà il limite di 1600 euro per kW nominale dell’impianto fotovoltaico.

Per saperne di più, leggi: “Superbonus e fotovoltaico: limite ridotto in base agli interventi, ecco come

Superbonus 110% per immobili con vincoli paesaggistici o ambientali

La sezione successiva riguarda invece i casi in cui l’edificio o l’immobile oggetto di interventi, pur essendo tra le tipologie ammissibili al Superbonus 110%, si trova in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e/o ambientali.

Rientrano qui gli edifici che hanno i requisiti per fruire del maxi-incentivo, ma l’esecuzione di tutti gli interventi trainaNTI è impedita:

  1. Dal fatto che l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 22 Gennaio 2004;
  2. Per via di divieti stabiliti da Regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali.

In questi casi, solo se tutti e 3 gli interventi principali (coibentazione, sostituzione impianti e interventi antisismici) non possono essere eseguiti, allora l’art. 119, comma 2 del Decreto Rilancio prevede che sarà comunque possibile eseguire solo interventi trainaTI, sempre con aliquota al 110%, anche senza effettuare alcun lavoro trainaNTE.

Attenzione, precisiamo che comunque:

  • Anche solo con l’esecuzione dei lavori trainaTI, sarà comunque necessario dimostrare che l’immobile ha ottenuto un miglioramento minimo di 2 Classi energetiche rispetto alla condizione ante-operam, oppure ha raggiunto la Classe più elevata anche con 1 solo salto di Classe;
  • Il vincolo che impedisce l’esecuzione degli interventi trainaNTI dovrà essere reale e dimostrabile.

A questo proposito si precisa che, qualora l’edificio oggetto di lavori sia condominiale, si suppone che non ci siano vincoli paesaggistici o ambientali che impediscano l’intervento trainaNTE di sostituzione dell’impianto di climatizzazione centralizzato.

Nel caso in cui tale intervento sia comunque vietato da qualche vincolo, in riferimento agli edifici condominiali, sarà necessario specificare le ragioni ostacolanti nella sezione “Note” della pagina successiva.

Percentuale SAL riferita alle spese sostenute

Arriviamo quindi all’indicazione del SAL, ovvero dello Stato Avanzamento Lavori in base al quale si invia la richiesta di accesso al Superbonus 110%.

Si dovrà spuntare una tra le tre opzioni:

  • Almeno al 30%;
  • Almeno al 60%;
  • A fine lavori.

Ricordiamo difatti che chi sceglie di usufruire del maxi-incentivo mediante le opzioni alternative alla detrazione, quali cessione del credito o sconto in fattura, potrà anche scegliere di beneficiare del maxi-incentivo in più “fasi”, tre nello specifico, con riferimento ad una sola parte di interventi svolti, appunto al 30%, al 60% e poi a fine lavori.

Chi beneficia del Superbonus mediante detrazione diretta in più anni, dovrà inviare l’asseverazione a fine lavori.

Chi invece ha scelto la cessione del credito o lo sconto in fattura:

  • E opta anche per la divisione in SAL, sarà tenuto a presentare l’Asseverazione Superbonus per ogni SAL, quindi tre volte;
  • E non opta per la divisione in SAL, dovrà presentare l’Asseverazione solo una volta, a fine lavori.

Attenzione però, perché qui si chiarisce un punto molto importante. Il riferimento ai SAL, sebbene il suo significato sia “Stato Avanzamento Lavori”, ci si deve riferire alle spese sostenute per gli interventi in questione, e non allo stato di effettiva esecuzione degli interventi.

Questo significa pertanto che il 30% di SAL si riferisce al 30% di spese sostenute per il 30% di interventi da realizzare (anche se non sono stati ancora realizzati). Una volta raggiunta la soglia di percentuale richiesta per il sostenimento delle spese, sarà possibile fruire della cessione del credito o dello sconto in fattura, ogni volta per ogni SAL.

Deposito Relazione Tecnica

Nella sezione successiva apparirà la dichiarazione relativa al deposito della Relazione Tecnica.

In breve, si deve spuntare la casella dove si dichiara che è stata correttamente depositata la relazione tecnica relativa ai requisiti minimi (o in alternativa la modulistica prevista da disposizioni regionali sostitutive) comprensiva di tutti gli allegati, richiesta obbligatoriamente per gli interventi di efficienza energetica Superbonus 110%.

Attenzione, per gli interventi con data inizio lavori precedente alla data del 6 ottobre 2020, apparirà una seconda casella che è possibile spuntare al posto di quella sopra.

In questa opzione si dichiara che non è stata depositata la relazione tecnica (o modulistica alternativa), in quanto si rientra nei casi di esclusione previsti dal D.lgs. n. 192/2005 all’art. 8, comma 1 e dal decreto interministeriale del 26 giugno 2015, all’Allegato 1, punto 2, paragrafo 2.2.

Interventi trainaNTI: coibentazione superfici disperdenti

A questo punto inizierà la fase di compilazione dell’Asseverazione Superbonus 110% che riguarda invece la tipologia di lavori svolti o da svolgere, e che inizia chiaramente da quelli principali.

Se come intervento trainaNTE si è scelta la coibentazione, ovvero l’installazione del cappotto termico, si dovrà spuntare la casella “Intervento di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate”.

Si ricorda che, per poter eseguire tale intervento, è necessario che l’isolamento interessi più del 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’intero edificio.

A questo proposito, sarà richiesto di indicare quali tipologie di superficie sono interessate dall’intervento di coibentazione, tra:

  • PV) Pareti verticali;
  • PO) Coperture disperdenti;
  • POND) Coperture non disperdenti non sovrapposte a coperture disperdenti (concesso solo per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2021);
  • PS) Pavimenti.

Scegliendo uno o più tipologie di superficie, per ognuna di queste si dovranno specificare i seguenti valori:

  1. Superficie (in m²);
  2. Trasmittanza pre-interventi (in W/m²K);
  3. Trasmittanza post-interventi (in W/m²K);
  4. Trasmittanza termica periodica YIE (in W/m²K), ovvero la capacità termica della superficie nell’arco di 24 ore;
  5. Confine;
  6. Tipologia di coibentazione, tra:
    • Esterna;
    • Parete ventilata;
    • Diffusa.

Sempre per ogni superficie, si dovrà scrivere anche il totale di superficie in m² e il totale di superficie interessata da lavori già realizzati in m².

Isolamento termico: ulteriori valori, energia non rinnovabile e focus POND

Sempre in riferimento all’intervento di isolamento termico, si dovranno poi indicare ulteriori informazioni, quali:

  1. La superficie totale disperdente oggetto dell’intervento in m²;
  2. La spesa massima ammissibile dei lavori sulle parti opache su cui calcolare la detrazione (il dato viene calcolato in automatico dal portale in base alle informazioni inserite in precedenza. In caso di condominio, il sistema calcolerà il costo previsto per l’intero edificio, che sarà da ripartire poi per le singole unità);
  3. Il costo complessivo previsto in progetto dei lavori sulle parti opache;
  4. Spesa ammessa (dato calcolato dal portale);
  5. Costo dei lavori realizzati (da indicare), di cui ammessi (dato calcolato dal portale) euro;
  6. Risparmio di energia primaria non rinnovabile di progetto in kWh/anno.

Attenzione, il calcolo dell’energia primaria non rinnovabile è un dato che deve essere inserito obbligatoriamente per tutti gli interventi di efficienza energetica che si eseguono, sia trainaNTI che trainaTI, in ottica Super Ecobonus 110%. Per sapere come si procede con il calcolo semplificato, approfondisci qui.

Per quanto riguarda invece la tipologia di superficie POND, in sostanza si tratta dei “tetti freddi”, e quindi delle coperture che “non disperdono” calore in quanto non sono dotate di impianto di riscaldamento.

In questi casi, viene ribadito che la coibentazione dei tetti non riscaldati è ammessa esclusivamente se, escludendo tale superficie non disperdente dal calcolo della SDL interessata, si raggiunge comunque il requisito che richiede il superamento del 25% dell’involucro.

In altre parole, i tetti non riscaldati non dovranno essere considerati per quanto riguarda la determinazione del requisito del 25% dell’involucro. Pertanto la coibentazione del POND sarà fattibile solo nel caso in cui, escludendo lo stesso dal calcolo della superficie, si raggiunge comunque il requisito minimo di involucro interessato.

Interventi trainaNTI: sostituzione impianto di climatizzazione invernale

Il secondo tra gli interventi trainaNTI concessi con il Superbonus 110% è quello che ammette la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, con dei nuovi più prestanti in termini energetici.

Spuntando tale intervento, solo in caso di edifici condominiali, sarà richiesto di indicare:

  • La potenza utile complessiva dell’impianto esistente (in kW);
  • Il numero di generatori di calore che possiede l’impianto esistente.

Per tutte le tipologie di edifici invece sarà necessario specificare quale tipologia di nuovo impianto si intende sostituire al vecchio, con anche i relativi valori, tra quelle che seguono:

  1. CC) Caldaie a condensazione;
  2. PC) Pompe di calore (PDC) a compressione di vapore elettriche anche sonde geotermiche;
  3. PCA) Pompe di calore a gas ad assorbimento o a compressione di vapore azionate da motore primo;
  4. SI) Sistemi ibridi;
  5. CO) Sistemi microcogenerazione;
  6. SA) Installazione di scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di un sistema di produzione di acqua calda (quando avviene con lo stesso generatore di calore destinato alla climatizzazione invernale).
  7. ST) Collettori solari;
  8. TR) Teleriscaldamento (solo per comuni montani non interessati dalle procedure di infrazione comunitaria);
  9. IB) Impianti a biomassa con caldaia in Classe 5 (solo per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure di infrazione). Questa tipologia non è disponibile per gli edifici condominiali.

In seguito alla scelta della tipologia di impianti ad alta efficienza che si intende installare, si dovranno indicare le seguenti specificazioni:

  • Destinazione dell’impianto, se per climatizzazione invernale, estiva o per produzione di acqua calda sanitaria;
  • L’ammontare massimo delle spese destinate all’intervento (dato calcolato in automatico dal sistema);
  • Costo complessivo del progetto degli interventi sull’impianto;
  • Spesa ammessa (calcolata dal sistema);
  • Quali interventi sono già stati conclusi, o parzialmente conclusi, spuntando le caselle corrette tra quelle che appaiono;
  • L’ammontare delle spese corrispondenti ai lavori già conclusi o parzialmente conclusi (dato da indicare), di cui ammesse a detrazione (dato calcolato in automatico dal portale).

Anche qui, come per l’intervento di coibentazione, viene infine richiesto di indicare il valore del risparmio di energia primaria non rinnovabile di progetto in kWh/anno.

Interventi trainaTI su singole unità: dati immobile e beneficiari

Si arriva quindi agli interventi trainaTI, dove si precisa subito che, in base alla tipologia di edificio, la schermata apparirà come segue:

  • Per gli edifici condominiali, gli interventi trainaTI o secondari saranno distinti a seconda che siano su Parte Comune o Parte Privata (singole unità);
  • Per gli edifici unifamiliari, tutti gli interventi trainaTI saranno inseriti nella sezione relativa alla Parte Privata.

La sezione da compilare per prima quindi sarà quella relativa alla Parte Privata, valida in entrambi i casi.

Si richiede innanzitutto di indicare, per ogni unità presente nell’edificio condominiale (da compilare anche per gli unifamiliari), i dati relativi ad ogni singola unità. Appariranno tante sezioni da compilare quante sono le singole unità dichiarate nella fase precedente.

Per compilare la sezione si deve cliccare su “Modifica Dati unità immobiliare”. Apparirà una finestra dove si dovranno specificare i dati relativi all’unità, ovvero:

  • Foglio, Particella, Subalterno;
  • Quota millesimale interessata dall’intervento di isolamento dell’involucro;
  • Quota millesimale interessata dalla sostituzione degli impianti;
  • Superficie dell’unità in m²;
  • Categoria catastale dell’unità.

Dopodiché si passa invece ai dati relativi ai beneficiari della detrazione in riferimento a quella singola unità immobiliare. Anche qui, si dovranno compilare tante sezioni quanti sono i proprietari o detentori dell’unità immobiliare. Si dovrà specificare:

  • Tipo di beneficiario;
  • Titolo di possesso;
  • Compilare uno tra: Codice Fiscale, Partita IVA o altro soggetto senza Partita IVA (se ne abilita solo uno in base al soggetto indicato).

Interventi trainaTI su singole unità: tipologia interventi

Viene richiesto poi se l’unità immobiliare sia riscaldata o meno e se siano stati eseguiti (o siano da eseguire) interventi trainaTI che abbiano interessato espressamente l’appartamento.

Se la risposta è sì, apparirà l’elenco dei lavori trainati da scegliere, tra:

  1. Intervento di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali. Si dovrà selezionare la tipologia di superficie tra:
    • PV) Pareti verticali;
    • PO) Coperture;
    • PS) Pavimenti.
  1. IN) Sostituzione degli infissi;
  2. SS) Schermature solari e chiusure oscuranti;
  3. Impianti installati o da installare, tra:
    • CC) Caldaie a condensazione;
    • GA) Generatori di aria a condensazione;
    • PC) Pompe di calore (PDC) a compressione di vapore elettriche anche sonde geotermiche;
    • PCA) Pompe di calore a gas ad assorbimento o a compressione di vapore azionate da motore primo;
    • SI) Sistemi ibridi;
    • SA) Scaldacqua a pompa di calore;
    • CO) Sistemi di microcogenerazione;
    • IB) Generatori di biomassa;
    • BA) Building Automation;
    • ST) Collettori solari;
    • FV) Fotovoltaico;
    • CR) Infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Sarà infine necessario compilare la sezione delle spese relative a quella singola unità immobiliare.

Per quanto riguarda le “spese relative al progetto per gli interventi trainati sull’unità immobiliare”, il dato sarà inserito in automatico dal sistema, sia per l’ammontare delle spese sostenute, sia in riferimento alla spesa ammissibile a detrazione.

Successivamente appariranno tante caselle quanti sono gli interventi trainaTI dichiarati prima per quella singola unità immobiliare. Sarà richiesto di spuntare le caselle per le quali sono stati conclusi (anche parzialmente) gli interventi.

Attenzione, qui ci si deve riferire sempre alle spese sostenute per gli interventi e non allo stato dei lavori reale.

Subito dopo sarà richiesto di indicare l’ammontare complessivo delle spese relative a tutti gli interventi trainaTI (eseguiti o da eseguire) nell’unità immobiliare.

Interventi trainaTI per parti comuni di edifici

In riferimento invece agli interventi trainaTI che interessano le parti comuni degli edifici, si dovrà scegliere tra:

  1. Intervento di isolamento termico, selezionando le tipologie di superficie e i relativi dati richiesti a riguardo (trasmittanza, confine, superficie, costi ecc.);
  2. IN) Sostituzione degli infissi, indicando inoltre i dati relativi alla tipologia di materiale, al livello di trasmittanza ante e post sostituzione e ai costi sostenuti.

Si dovranno poi selezionare quali, tra gli interventi elencati, sono già stati conclusi o parzialmente conclusi (ci si riferisce alle spese sostenute). Dopodiché si dovranno indicare i relativi costi sostenuti e il valore del risparmio di energia annua non rinnovabile di progetto.

Si potrà selezionare successivamente l’intervento trainaTO di installazione delle schermature solari e delle chiusure oscuranti. Anche qui saranno richiesti dati aggiuntivi relativi alla tipologia, alla modalità di installazione, alle superfici, alla resistenza termica, all’orientamento, ecc.

Sarà poi richiesto anche qui di indicare le spese previste in progetto, quelle effettivamente sostenute e il valore del risparmio di energia primaria non rinnovabile.

Riguardo all’intervento trainaTO di installazione impianti (ricomprende tutte le tipologie di impianto), si dovrà scegliere tra gli interventi interessati, che sono divisi come segue:

  1. Gruppo 1:
    • CC) Caldaie a condensazione;
    • PC) Pompe di calore (PDC) a compressione di vapore elettriche anche sonde geotermiche;
    • PCA) Pompe di calore a gas ad assorbimento o a compressione di vapore azionate da motore primo;
    • SI) Sistemi ibridi.
  1. Gruppo 2:
    • GA) Generatori di aria calda a condensazione;
    • IB) Impianti a biomassa;
    • SA) Scaldacqua a pompa di calore.
  1. Gruppo 3:
    • CO) Sistemi di microcogenerazione.
  1. Gruppo 4:
    • ST) Collettori solari.

Al termine di ogni “gruppo” sarà possibile indicare i dati relativi ai costi sostenuti, ai lavori conclusi e ai relativi costi, nonché al valore del risparmio di energia non rinnovabile. I dati si devono riferire, come indicato, ai lavori intesi per gruppi.

Interventi trainaTI per parti comuni: fotovoltaico e colonnine

C’è infine la sezione relativa alle parti comuni degli edifici in riferimento agli interventi trainaTI di installazione del fotovoltaico, delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici e dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

In particolare, si dovrà compilare come segue:

  1. FV) Impianto fotovoltaico:
    • Codice POD dell’impianto;
    • Potenza di picco in kW;
    • Costo complessivo di progetto;
    • Si potrà selezionare a questo punto anche l’intervento di AC) Installazione di un Sistema di accumulo, dove sarà richiesto di indicare la capacità del sistema di accumulo in kWh e il valore in euro del costo complessivo previsto dal progetto.
  1. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Per via della normativa, questo intervento cambia massimali in base alla data di installazione delle colonnine, bisognerà quindi selezionare:
    • CR 2020) per le Infrastrutture la cui installazione risulta in corso o già conclusa alla data del 31 dicembre 2020 (limite di spesa pari a 3.000 euro);
    • CR) per le Infrastrutture i cui lavori sono iniziati a partire dal 1 gennaio 2021 (limite variabile in base al numero delle unità e calcolato a scaglioni).

In entrambi i casi, per le colonnine di ricarica, sarà richiesto di indicare il numero delle infrastrutture e il costo complessivo di progetto.

Riguardo all’ultimo intervento EBA) Eliminazione delle barriere architettoniche, bisognerà indicare anche qui il costo previsto in progetto e il numero di unità immobiliari sul quale si ripartisce la spesa.

Asseverazione Superbonus: dichiarazioni e spese complessive

L’ultima sezione dell’Asseverazione Superbonus 110% è relativa alle spese complessive e alle dichiarazioni, in cui parte sarà dei dati risulterà già compilata dal sistema, mentre un’altra parte dovrà essere indicata dal richiedente.

I dati richiesti sono:

  • Il costo complessivo degli interventi trainaTI stimato in fase di progettazione;
  • L’importo complessivo delle spese effettivamente sostenute in relazione a tutti i lavori trainaTI;
  • Il prezziario utilizzato dal professionista per l’analisi di congruità dei costi.

Una volta conclusa la compilazione, si passerà alla fase in cui si richiede di allegare tutti i documenti necessari per accedere al Superbonus 110%. Per conoscerli tutti, leggi: “Superbonus 110%: tutta la documentazione necessaria

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TAGS: asseverazione, Superbonus, Superbonus 110%

Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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