Bonus Stufa a Pellet 2021: tutti gli incentivi disponibili

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Il Bonus Stufa a Pellet 2021 può essere inteso in molti modi differenti. Infatti, non esiste un solo incentivo che, tra le altre cose, mira ad agevolare l’acquisto di una nuova stufa a pellet beneficiando delle detrazioni fiscali.

La realtà è che non c’è un vero e proprio Bonus Stufa a Pellet, ma ci sono diverse detrazioni IRPEF che ammettono questa possibilità, tra cui anche il Superbonus 110%.

Vediamo quali sono tutte le agevolazioni che incentivano l’acquisto di una nuova stufa a pellet.

Bonus Stufa a Pellet 2021: Ecobonus 50% per acquisto e posa

Una delle agevolazioni fiscali che appunto ne incentivano l’acquisto è l’Ecobonus tradizionale, quello che concede detrazioni dal 50% fino all’85%.

Il bonus concede infatti, tra gli altri interventi, una detrazione pari al 50% (per le unità indipendenti) per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Il limite di spesa per l’acquisto e la posa in opera della stufa è pari a 30.000 euro.

Per i condomini invece, la detrazione sarà pari a:

  • 70%-75%, con spesa massima di 40.000 euro da moltiplicare per ogni unità immobiliare;
  • 80%-85% (se si apportano anche miglioramenti delle prestazioni antisismiche), con un tetto massimo di 136.000 euro da moltiplicare per ogni appartamento presente.

È possibile usufruire dell’incentivo nelle tre opzioni fiscali alternative, ovvero:

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Bonus Ristrutturazioni 50% per acquisto e posa

Il Bonus Ristrutturazioni è uno degli incentivi maggiormente versatili per quanto riguarda gli interventi possibili. Per poterne usufruire infatti è sufficiente compiere un lavoro che sia considerato di manutenzione straordinaria.

Tra i tanti interventi concessi sono inclusi anche quelli che incentivano l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, e dunque anche l’acquisto di impianti a biomassa. Per l’acquisto e la posa in opera della stufa a pellet è ammessa una detrazione nella misura del 50%, con una spesa massima pari a 96.000 euro.

Questo vale sia per le unità indipendenti che per i condomini, per i quali la spesa massima di 96.000 euro è da moltiplicare per ogni appartamento presente.

Anche qui, è possibile usufruire dell’incentivo con la Dichiarazione dei Redditi (10 quote per 10 anni), con la cessione del credito oppure con lo sconto immediato in fattura.

Conto Termico del GSE: al 65% per sostituzione impianto

Il Conto Termico non è una detrazione ma un vero e proprio incentivo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Infatti il beneficiario non recupera la parte spettante con la Dichiarazione dei Redditi, e ovviamente neanche con lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Possono usufruire del bonus sia i soggetti privati che le imprese, con una procedura di incentivazione differente dal solito.

I beneficiari potranno fare domanda per richiedere l’incentivo unicamente a lavori conclusi, e quindi dopo l’installazione della stufa a pellet. Se la richiesta viene accettata, riceveranno un bonifico con la cifra spettante direttamente sul proprio conto corrente entro un tempo massimo di 2 mesi:

  • In un’unica soluzione per somme fino a 5.000 euro;
  • In più rate annuali se l’importo è superiore a 5.000 euro, per un minimo di 2 anni ed un massimo di 5 anni.

Con il Conto Termico è possibile recuperare le somme spese in una percentuale massima del 65% per questo tipo di intervento.

È fondamentale sapere infine che l’incentivo del GSE ammette l’acquisto della stufa solo in caso di sostituzione di un impianto preesistente, e non in caso di nuova installazione.

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Superbonus 110% per sostituzione impianti

Con il Superbonus 110%, è possibile ottenere un’agevolazione per l’acquisto di impianti a biomassa, tra i quali la stufa a pellet. Anche in questo caso però, è necessaria la sostituzione di un precedente impianto di climatizzazione invernale.

Si tratta di un intervento che rientra tra quelli trainanti, ovvero principali, e che quindi può essere eseguito da solo a patto che comporti un miglioramento delle prestazioni energetiche pari a minimo 2 Classi rispetto a prima. Se in seguito agli interventi l’edificio raggiunge la Classe A, la più elevata, basterà anche un miglioramento di 1 Classe.

Per gli interventi mirati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione esistente con uno più energeticamente efficiente, i massimali di spesa sono pari a:

  • 30.000 euro, per gli immobili unifamiliari o unità funzionalmente indipendenti;
  • 20.000 euro, da moltiplicare per ogni appartamento, per i condomini che contano fino a 8 unità immobiliari;
  • 15.000 euro, da moltiplicare per il numero delle unità, per i condomini composti da più di 8 unità abitative.

Come ormai ben sappiamo, anche il Superbonus consente l’usufrutto in tre modi differenti:

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