Bonus ristrutturazione 2022? Si attende la proroga

bonus ristrutturazione 2022


Nell’ottica del rilancio del settore, il bonus ristrutturazione prevede delle detrazioni fiscali per chi effettua lavori di manutenzione e ristrutturazione nella propria casa o nei condomini.

Si tratta di un incentivo previsto, in verità, già nel 1986, dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Negli ultimi anni, nel tentativo di stimolare la crescita nel settore mobiliare, duramente colpito dalle crisi, prima del 2008, e poi, più recentemente, del Covid19, sono state aumentate le detrazioni dal 36% al 50% o 65%, ed estesi di diverse decine di migliaia di euro i limiti massimi.

Si tratta di una misura che ha permesso, nel corso degli anni, a migliaia d’italiani di risparmiare sui costi di ristrutturazione, consentendo un rinnovo del comparto immobiliare.

Si discute adesso se ci sarà una proroga, in quanto l’idea del governo Draghi è quella di rimuovere diversi bonus. Tuttavia, sebbene incerto, il rinnovo è certamente atteso. L’idea, come meglio si dirà dopo, è quella di accorpare diversi bonus in uno solo, per avere un risparmio di spesa.

La proroga fino al 31/12/2021 è stata già confermata, con detrazione del 50% e limite massimo di spesa pari a 96.000 euro.

Chi sa già di non riuscire a usufruire del bonus entro i tempo indicati, si chiede se questa opportunità sarà concessa anche per il 2022 o meno.

Non ci sono dati certi. Attendiamo la nuova legge di bilancio, per sapere se ci sarà o meno la proroga.

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Bonus ristrutturazione 2022, detrazioni fiscali

Una questione, ancora irrisolta, è se la detrazione resterà uguale o se ci sarà un aumento o una diminuzione.

In mancanza di fonti ufficiali, non si può dire nulla con certezza. Tuttavia, pare che l’idea sia quella di accorpare le varie detrazioni, per creare un unico bonus casa, con un’aliquota pari al 75%

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Quali sono i dettagli del bonus

In attesa di notizie da fonti ufficiali, che confermino o meno il bonus per il 2022, diamo uno sguardo d’insieme al bonus ristrutturazione.

Come spiegheremo meglio, la detrazione non rimarrà necessariamente la stessa, in quanto potrebbero esserci, con la proroga, delle variazioni, ma analizzare i dettagli del bonus, nel loro assetto attuale, può comunque darci un’idea abbastanza precisa di quelle che saranno le detrazioni, i limiti massimi di spesa e i presupposti per usufruire del bonus.

In effetti, una proroga per il 2022, magari con condizioni parzialmente diverse da quelle attuali, è attesa. Fa ben sperare il fatto che, dal 2012, l’importo del 50% e il limite massimo di spesa di 96.000 euro, vigenti tutt’ora, fino al 21 dicembre 2021, siano stati sempre riconfermati.

Il bonus può essere richiesto sia per quegli interventi da effettuarsi sulle singole unità abitative, quindi, tradotto, per chi possiede una villetta o comunque non vive in condominio, sia per gli interventi da effettuarsi sulle parti in comune degli edifici residenziali.

Possono usufruirne tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF, cioè all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Inoltre, l’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari d’immobili, ma anche ai titolari di diritti reali sugli stessi, come l’usufrutto, il diritto d’uso, d’abitazione o superficie.

Possono usufruirne anche i locatari e i comodatari, i soci di cooperative, gli imprenditori individuali, e i soggetti che producono reddito in forma associata.

In quest’ultima categorie rientrano tutte le società di persone, quindi le società semplici, in accomandita semplice, e in nome collettivo, nonché le imprese familiari.

Possono essere richiesti per tre tipologie d’interventi, che sono:

  • Manutenzione straordinaria: sono tutte quelle opere che riguardano determinate parti degli edifici (es. Installazione ascensore);
  • Interventi di restauro: interventi il cui obiettivo è la messa in sicurezza dell’immobile e il mantenimento della sua funzionalità. Rientrano in questa categoria, ad esempio, tutti quegli interventi volti a ripristinare l’agibilità d’immobili o parti d’immobili che si trovano in situazioni di disagio abitativo;
  • Ristrutturazione edilizia: occorre fare una precisazione. Non è considerata ristrutturazione la demolizione e la conseguente ricostruzione dell’edificio, in quanto quest’ultimo viene considerato, poi, una nuova costruzione.

Rientrano, invece, tutti quegli interventi che comportano la trasformazione, parziale o totale, di parti dell’edificio, come ad esempio riverniciatura della facciata, rifacimento della mansarda etc…

La detrazione, come più volte specificato, ha un limite massimo di 96.000, spetta per il 56% dell’importo e deve essere suddivisa in 10 quote annuali, che avranno ovviamente importo uguale.

Chi vuole usufruire dell’agevolazione, può farlo o nell’anno in cui è stata emanata, o negli anni successivi: sarà sufficiente indicare, nella dichiarazione d’imposta, il numero della data corrispondente.

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Proroga del bonus: quali saranno le condizioni, quali i limiti e le detrazioni?

Come già anticipato, una possibile soluzione, che il governo sta sicuramente valutando, è quella dell’accorpamento dei diversi bonus casa. Ciò consentirebbe di usufruire di un bonus maggiore, pari al 75%.

Qualora, come è certamente possibile, tale scenario non si verificasse, allora potrebbe esserci un ritorno alle condizioni originarie, pre-2012, e quindi una detrazione del 36% e un limite massimo di spesa decisamente più basso, pari a 48.000 euro.

Sebbene quest’ultimo scenario sia possibile, è improbabile, se non altro perché il bonus, con le condizioni attuali, viene prorogato di anno in anno dal 2012, e quindi non si capisce perché il 2022 dovrebbe fare eccezione.

Decisamente improbabile, sia alla luce dell’emergenza pandemica, sia per la necessità di rilanciare il settore immobiliare, sia perché il bonus vige dal 1986, è invece l’abrogazione totale del bonus.

Al limite, se il governo opterà per un risparmio di spesa, si potrebbe, come dicevamo, ritornare alle condizioni iniziali o magari procedere a un accorpamento dei vari bonus esistenti.