Bonus Condizionatori 2022: la guida

Bonus Condizionatori 2022: la guida Bonus Condizionatori 2022: la guida
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A fine dicembre dell’anno scorso, il governo Draghi ha inserito all’interno della Legge di Bilancio 2022 una manovra che sostiene famiglie e imprese mediante diverse agevolazioni.

Il premier italiano ha stanziato oltre 37 miliardi per dare respiro a una serie di soggetti. Difatti è presente un’ampia gamma di incentivi che ricoprono diversi ambiti: edilizia, sostenibilità ambientale, miglioramento tecnologico ed energetico ecc.; in particolare analizzeremo il Bonus Condizionatori 2022. Infatti, è necessario orientarsi in un panorama legislativo abbastanza complesso.

Nello specifico, verranno spiegati tutti gli aiuti legati all’acquisto di questo elettrodomestico per quest’anno, e anche i limiti di reddito previsti, come le condizioni minime richieste.

I bonus e la loro normativa: cosa sono

In questo ambito le imprese, così come le famiglie, possono usufruire di diversi incentivi, che, a seconda di percentuali particolari, offrono o una detrazione fiscale oppure uno sconto da applicare direttamente in fattura per sostituire o installare i condizionatori. La normativa principale si riferisce al c.d. Bonus Condizionatori 2022, però possiamo distinguere altre agevolazioni collegate, che sono:

  • Superbonus 110%;
  • Bonus casa;
  • Ecobonus;
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Il Bonus Condizionatori

Il Bonus Condizionatori é un’agevolazione di tipo fiscale. Questa spetta a tutti coloro, che desiderano sostituire o acquistare un nuovo condizionatore, a prescindere dal fatto che si desidera ristrutturare il proprio immobile o meno. Dato che è un bonus che ha l’intento di migliorare l’impatto ambientale, sarà necessario sceglierne uno a pompa di calore a risparmio energetico, come ad esempio classe A+++.

Poiché le modalità di accesso sono abbastanza complesse, nel paragrafo successivo saranno spiegate le diverse procedure di tutte le agevolazioni indicate.

Prima di tutto, per usufruire dell’agevolazione, bisogna sostituire o acquistare una di questa tipologia di condizionatori: una termopompa od un deumidificatore d’aria, una caldaia od un climatizzatore a basso consumo energetico.

Con riferimento alle caratteristiche del prodotto, questo deve essere certificato dal produttore oppure dall’installatore, che garantisca il risparmio di energia. In aggiunta, l’impianto può anche essere non abilitato al riscaldamento invernale.

Per quanto concerne le detrazioni, queste sono due, le quali variano in base all’ambito di acquisto.

Nel primo caso, si può detrarre il 50% con un limite di 10.000 euro, se si effettua una manutenzione edilizia straordinaria, ma senza ristrutturazione; oppure l’importo detraibile è sempre la stessa percentuale ma con un tetto massimo di spesa che ammonta a 96.000, se si esegue un intervento di ristrutturazione ordinaria della casa.

In questa casistica, bisogna acquistare un condizionatore con una maggiore efficienza energetica, e non è necessario che il condizionatore sia della massima resa; l’importante è che la sostituzione consenta la riduzione il consumo di energia dell’immobile o del condominio, rispetto alla performance del precedente climatizzatore.

Questa agevolazione è valida sia per la realizzazione di opere edilizie sia per la ristrutturazione nelle abitazioni o nelle parti comuni degli immobili residenziali.

Nel secondo caso, invece, la detrazione è del 65%, se si sostituisce un vecchio impianto di climatizzazione con uno più sofisticato, ovvero si deve scegliere obbligatoriamente uno che ha una pompa di calore ad alta efficienza energetica. Sostanzialmente qui bisogna non solo scegliere un condizionatore migliore rispetto al primo, bensì è necessario che sia di qualità superiore per ottimizzare l’efficienza energetica.

Per beneficiare della detrazione fiscale del 65%, l’acquisto del climatizzatore non dovrà essere legato alla ristrutturazione.

Il nuovo condizionatore deve appartenere a una classe energetica superiore (es. A+++).

La detrazione fiscale viene garantita poi, solo se si provvede ad acquistare un climatizzatore con pompa di calore utilizzabile sia per la climatizzazione estiva che invernale, ad alta efficienza energetica, sostituendo il vecchio impianto di riscaldamento. Infatti, per adempiere ai diversi obblighi, bisogna richiedere il parere di un tecnico esperto abilitato che certifichi la nuova classe energetica raggiunta attraverso una procedura particolare, chiamata APE (Attestato di Prestazione Energetica).

Con riferimento ai limiti numerici, il massimo detraibile è di 46.154 euro. Tuttavia, in entrambi i casi, questi importi non sono calcolabili in unica soluzione; infatti, la detrazione deve essere suddivisa in dieci quote annuali della stessa cifra.

Inoltre ci sono dei requisiti tecnici da rispettare, che altrimenti limiterebbero la possibilità di usufruire delle agevolazioni. In primis, è necessario che lo stabile sia a norma, ovvero si intende che deve essere già accatastato o in fase di accatastamento.

In secondo luogo, i pagamenti devono essere regolari, tracciabili e documentati, per esempio da fattura.

Climatizzatore con il Superbonus 110%

È possibile usufruire di altre agevolazioni, collegate all’ambito dell’edilizia, ma che si può rifare anche all’acquisto di condizionatori. Difatti l’installazione di climatizzatori nuovi è concessa, nel caso in cui è inclusa all’interno di lavori di edilizia, finalizzati all’efficientamento energetico, che garantisca un aumento di almeno di due classi (per esempio da B ad A+).

Rispetto all’incentivo precedente, il Superbonus 110% sarebbe molto più vantaggioso, perché consentirebbe una detrazione completa di tutti i costi sostenuti; quindi, avremmo potuto avere un climatizzatore ad impatto zero pressoché gratuitamente.

In realtà, l’installazione di un nuovo condizionatore non usufruisce del 110%, in quanto non agevolata dall’ecobonus ordinario, però si ha una detrazione pari al 50% sui lavori edilizi, anche in questo caso recuperabile in dieci anni. Infatti, l’acquisto e il montaggio dei condizionatori non sono previsti esplicitamente dalla normativa.

Nonostante ciò, è possibile accedere al superbonus originario, nel caso in cui l’acquisto del condizionatore rientri nei lavori di efficientamento energetico, che si qualificano come “trainanti”.

Per richiedere il bonus, bisogna procedere alla sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione condominiali, cambiandoli con impianti centralizzati ad alta efficienza energetica.

Con riferimento agli importi, si può presentare domanda per 15.000 o 20.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio oppure, per il totale degli edifici, se si tratta di una struttura separata, non superando le otto unità.

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Il Bonus Casa

Questo bonus – come confermato nella Legge di bilancio 2022 – è molto utile per chi non desidera sostituire quello vecchio, e comunque permette di fruire ugualmente una detrazione del 50%, ma deve esserci una ristrutturazione più ampia.

Sappiamo già che il Bonus casa non sarà valido solamente per il 2022, ma anche fra due anni, grazie alla proroga della manovra finanziaria di quest’anno.

Ci sono ulteriori aspetti positivi: il primo è che si ha uno sconto in fattura e la cessione di crediti, in aggiunta con la classica detrazione fiscale ai fini Irpef di 10 anni; il secondo è che, in concomitanza del bonus casa, si ha accesso al Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2022.

L’Ecobonus 2022

L’ultima agevolazione è l’Ecobonus, che si può richiedere anche in assenza di lavori di ristrutturazione generali per sostituire dei condizionatori, in modo tale si potrà applicare una detrazione del 65%. Difatti costituisce uno sconto maggiore, però sempre rispettando l’aumento di almeno due classi energetiche.

In merito alle caratteristiche del climatizzatore, questo deve avere una pompa di calore utilizzabile sia per la stagione estiva sia invernale, deve essere ad alta efficienza energetica, infine c’è l’obbligo di sostituire un vecchio impianto di riscaldamento, se si vuole usufruire del 65%, altrimenti la detrazione sarà più bassa, quindi il rimborso massimo previsto è del 50%.

Per quanto riguarda i limiti numerici, gli importi detraibili non sono fissi, perché questi dipendono dalla tipologia di intervento e dal contributo in termini di risparmio energetico.

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I soggetti che hanno diritto agli incentivi: requisiti minimi e limitazioni

I soggetti beneficiari del Bonus condizionatori 2022 possono inserirsi, in realtà, in una ampia categoria: dalle persone fisiche alle imprese, ai liberi professionisti, e anche ai condomini. Nello specifico l’agevolazione non spetta soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche a coloro i quali hanno diritti reali minori che vantano sugli immobili.

In aggiunta, ci sono degli individui che possono fare richiesta in virtù del fatto che sostengono delle spese, e possono essere il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado), il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, ecc.

Per lo più, il beneficio non si estingue per la singola persona, ma a seconda dell’immobile: il contribuente avrà diritto più volte al beneficio se esegue i lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria su più unità immobiliari.

Le uniche eccezioni sono che non è trasferibile in caso di decesso del contribuente, o in caso di cessione dell’immobile oggetto d’intervento di recupero edilizio.

Infine, anche per le altre agevolazioni, valgono gli stessi soggetti indicati, che rispettino le condizioni dei singoli bonus.

Quando e come fare domanda?

Considerando tutte le limitazioni tecniche precedenti, ora bisogna considerare tutte le scadenze. Il termine massimo per fruire del bonus condizionatori e per presentare le spese sostenute è fissato per 31 dicembre 2022.

Per quanto riguarda le modalità di fruizione dei bonus, queste sono diverse a seconda del tipo agevolazioni.

Per beneficiare del Bonus Condizionatori, non occorre la presentazione dell’ISEE, ma all’Agenzia delle Entrate bisognerà presentare la prova dell’aumento del livello di efficienza energetica degli edifici già esistenti contestualmente alle ricevute di pagamento. Infatti, i documenti da presentare sono la fattura di acquisto e la ricevuta del bonifico. Nota bene che per usufruire di questa agevolazione non è consentito effettuare il pagamento mediante carta di credito, bancomat, assegni o contanti, ma solo con bonifico bancario ordinario o postale.

In seguito, bisogna trasmettere i dati all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) in modalità telematica tramite il portale designato, entro e non oltre i 90 giorni relativi all’installazione e al collaudo. Il modulo è da inviare all’ente sul sito web dedicato.

In aggiunta, se si prevede una riqualificazione energetica, bisogna produrre anche l’asseverazione tecnica di un professionista abilitato e realizzare scheda informativa, in cui sono indicati le specifiche tecniche dell’interno e le spese analitiche. Per giunta, questa documentazione è rilasciata da tecnici abilitati, iscritti ad albi professionali di categoria e autorizzati alla progettazione degli impianti e degli edifici. Questa è solo una prima fase che attesta l’avvenuto acquisto.

Successivamente, al fine di beneficiare della detrazione prevista dal bonus condizionatori, bisogna farne richiesta e dichiarare l’acquisto del condizionatore quando si compila il 730 ordinario o precompilato, se si tratta di persone fisiche, oppure il modello Unico, se si tratta di imprese o società.

Come specificato anche precedentemente, le spese sono spalmate in dieci anni, e quindi la voce “detrazione” per l’acquisto del climatizzatore a pompa di calore si troverà per i prossimi anni, non solo per il primo anno.

Infine l’ultimo passaggio da seguire, riguarda la documentazione da conservare, anche in seguito all’acquisto in modo tale da comprovare l’acquisto in momenti successivi. Le carte specifiche da tenere nel cassetto sono scheda descrittiva inviata all’ENEA firmata e quella tecnica del condizionatore a pompa di calore.

Un ultima questione riguarda i vantaggi alle imprese, che possono anche richiedere di acquistare il condizionatore con un IVA in via agevolata al 10%, al posto del 22%. Quindi possiamo dire che è una doppia detrazione considerando quella precedente, di cui si andrà a beneficiare.

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Conclusione

In conclusione questa è la road map da seguire, per usufruire del bonus condizionatori 2022.

Le tempistiche e la modalità potrebbero essere leggermente complicate, a causa della conservazione dei documenti e della produzione della documentazione in sé, però la guida fornita definisce nel dettaglio tutte le informazioni utili a seconda delle necessità dell’utente: dalla sostituzione o meno del condizionatore, dalla ristrutturazione globale o solo straordinaria e infine dalla miglioramento in termini di consumi, rispetto al climatizzatore precedente, all’ottimizzazione massima dell’efficienza energetica.

Infine, questi provvedimenti governativi sono validi appunto per questo anno, ma in realtà molti bonus vengono prorogati negli anni, sempre però in anno in anno alcune specifiche vengono sempre modificate, oppure vengono abrogati o sostituiti da ulteriori agevolazioni, quindi si consiglia di usufruire di questi convenienti vantaggi.



Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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