Capitolato informativo BIM, OGI e pGI: differenze, contenuti e flusso di gara
Differenze tra capitolato informativo, OGI e pGI: chi li prepara, quando servono, contenuti, verifiche ed errori da evitare.
Capitolato informativo, offerta di gestione informativa e piano di gestione informativa sono i documenti che trasformano una generica richiesta BIM in un processo verificabile. Il capitolato informativo esprime le esigenze del committente; l’OGI descrive la risposta del concorrente; il pGI rende operative le modalità concordate con l’aggiudicatario.
Confonderli produce un effetto ricorrente: requisiti vaghi in gara e regole definite troppo tardi, quando gruppi, software e tempi sono già stati stabiliti. Questa guida spiega chi prepara i tre documenti, che cosa devono contenere e come collegarli senza duplicazioni.
Sommario
I tre documenti nel flusso BIM
| Documento | Soggetto | Momento | Domanda centrale |
|---|---|---|---|
| Capitolato informativo | Committente o stazione appaltante | Prima dell’offerta | Quali informazioni e regole sono richieste? |
| OGI | Concorrente | Durante la gara OEPV | Come intende soddisfare i requisiti? |
| pGI | Aggiudicatario | Dopo il contratto, prima dell’esecuzione | Come funzionerà operativamente il processo? |
Il flusso è progressivo. L’OGI non dovrebbe riscrivere il capitolato, ma spiegare come il concorrente soddisfa i requisiti e quali miglioramenti propone. Il pGI non è una nuova offerta: sviluppa l’impostazione accettata, assegna responsabilità nominali, dettaglia consegne e procedure e diventa il riferimento operativo della commessa.
Advertisement - PubblicitàChe cos’è il capitolato informativo BIM
Il capitolato informativo, spesso abbreviato CI, è il documento con cui il committente definisce requisiti e regole del processo informativo. Negli appalti pubblici è predisposto dalla stazione appaltante e fa parte della documentazione di affidamento. Deve essere coordinato con disciplinare, capitolato speciale, contratto e documenti tecnici.
Un buon CI parte dagli usi delle informazioni. Se l’obiettivo è controllare interferenze, quantità e gestione futura, deve specificare quali modelli e dati rendono possibili tali attività, in quale fase e con quali criteri di accettazione. Chiedere “modelli completi” non è misurabile e induce i concorrenti a formulare ipotesi diverse.
Che cosa deve contenere il capitolato informativo
L’Allegato I.9 al Codice individua contenuti minimi: requisiti informativi strategici, generali e specifici, compreso il livello di fabbisogno informativo; modalità di produzione, gestione, trasmissione e archiviazione; caratteristiche dell’ACDat; regole su proprietà, accesso, validità, sicurezza, riservatezza e proprietà intellettuale; specifiche di interoperabilità.
Nella pratica il documento dovrebbe descrivere anche obiettivi e usi BIM, modelli disciplinari, sistema di coordinate, classificazioni, convenzioni di denominazione, formati nativi e aperti, calendario delle consegne, controlli e gestione delle anomalie. La struttura deve restare proporzionata. Un CI di cento pagine copiato da una grande infrastruttura può essere inadatto alla ristrutturazione di un piccolo edificio.
Advertisement - PubblicitàRequisiti informativi e livello di fabbisogno
Il committente deve chiedere informazioni utili a decisioni precise. Per una fase preliminare può bastare conoscere ingombri, prestazioni e quantità indicative; per l’approvvigionamento servono identificazioni più puntuali; per la manutenzione sono necessari dati verificati sui componenti installati.
Il livello di fabbisogno informativo riguarda geometria, attributi e documentazione. Non coincide con il massimo dettaglio possibile. Ogni requisito dovrebbe indicare perché l’informazione serve, chi la usa e quando viene controllata. Dati richiesti senza uno scopo aumentano lavoro e responsabilità senza produrre valore.
ACDat, formati e interoperabilità nel CI
Il capitolato deve spiegare come verrà usato l’ambiente di condivisione dei dati: accessi, stati, approvazioni, versioni, metadati, conservazione e supporto agli utenti. Se la piattaforma è già scelta, vanno fornite informazioni sufficienti a stimare attività e compatibilità; se sarà proposta dall’affidatario, devono essere stabiliti requisiti prestazionali e regole di proprietà e restituzione dei dati.
I formati aperti non devono essere indicati in modo rituale. Occorre definire quali informazioni debbano sopravvivere allo scambio e come verranno verificate. Un IFC può aprirsi correttamente e perdere codici, proprietà o relazioni necessarie. I criteri di accettazione devono quindi guardare al contenuto, non soltanto all’estensione del file.
Advertisement - PubblicitàChe cos’è l’OGI
L’offerta di gestione informativa è la risposta del concorrente al capitolato informativo. Secondo l’Allegato I.9 viene presentata in gara nelle procedure con offerta economicamente più vantaggiosa. Descrive organizzazione, competenze, strumenti e metodi con cui il concorrente intende soddisfare le richieste.
L’OGI dovrebbe mostrare una strategia credibile: organigramma, esperienze e responsabilità; flussi di coordinamento; ambiente dati; software e interoperabilità; controlli; modalità di consegna; eventuali proposte migliorative. Non deve promettere prestazioni irrealistiche soltanto per ottenere punteggio, perché i contenuti accettati confluiranno nel successivo piano e negli obblighi contrattuali.
Come valutare un’OGI senza premiare soltanto la forma
Una relazione ricca di immagini e termini tecnici non è necessariamente una buona offerta. La commissione dovrebbe valutare la coerenza tra requisiti, persone, strumenti, tempi e controlli. Se il concorrente propone verifiche settimanali, deve dimostrare di avere risorse e workflow compatibili. Se offre usi aggiuntivi, occorre capire quali risultati producano per la stazione appaltante.
I criteri di gara devono essere specifici e graduabili. Premiare genericamente “la qualità del BIM” rende difficile motivare i punteggi; è preferibile valutare aspetti identificabili, come strategia di coordinamento, qualità dello scambio aperto o gestione delle informazioni per l’esercizio.
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Richiedi informazioni gratisChe cos’è il piano di gestione informativa
Il pGI è predisposto dall’aggiudicatario sulla base dell’OGI e delle condizioni contrattuali. Nell’assetto ordinario viene consegnato dopo la stipula e prima dell’esecuzione. In caso di avvio d’urgenza la stazione appaltante può richiederlo prima della stipula, secondo la disciplina della procedura.
Il piano rende eseguibile il processo. Indica nominativi e responsabilità, matrice degli scambi, modelli e contenitori, scadenze, codifica, coordinate, workflow ACDat, procedure di federazione e verifica, software e versioni, formati, gestione delle issue, sicurezza e consegne finali. Ogni regola dovrebbe essere abbastanza precisa da poter essere controllata.
Il pGI può essere aggiornato?
Sì. L’Allegato I.9 ammette aggiornamenti durante l’esecuzione. È normale che una commessa debba adattare strumenti, gruppi o calendario; la modifica non deve però avvenire informalmente. Vanno registrati motivo, versione, approvazione, decorrenza e impatto su costi, tempi e obblighi.
Una modifica del piano non può diventare il mezzo per ridurre requisiti contrattuali senza il corretto procedimento. Se cambia la sostanza della prestazione, occorre valutarla secondo contratto e Codice. Il versionamento nell’ACDat deve permettere di ricostruire quale piano fosse valido in ogni momento.
Advertisement - PubblicitàEsempio: progettazione e lavori di una scuola
La stazione appaltante vuole coordinare strutture e impianti, controllare quantità e ricevere dati per manutenzione. Nel CI definisce modelli, requisiti, scadenze, formati aperti, ACDat e criteri di verifica. Un concorrente presenta un’OGI con team, workflow e strumenti, spiegando come organizzerà riunioni e issue.
Dopo l’aggiudicazione, il pGI assegna i nominativi, dettaglia la matrice delle consegne, stabilisce coordinate e codici e descrive i test di interoperabilità. Durante il progetto emerge la necessità di una consegna aggiuntiva per il gestore: il piano viene aggiornato in modo tracciato. I tre documenti restano così collegati dall’obiettivo iniziale alla prestazione effettiva.
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Le differenze nei lavori privati
Nel privato le denominazioni non sono sempre obbligatorie, ma il principio resta utile. Il committente esprime requisiti; il professionista o l’impresa propone il metodo; le parti concordano un piano operativo. Anche una ristrutturazione complessa beneficia di un documento breve che definisca modelli, formati, scadenze, proprietà e responsabilità.
La proporzionalità è decisiva. Per una casa unifamiliare possono bastare poche pagine chiare; per un ospedale o un portafoglio immobiliare servono procedure articolate. Eliminare la documentazione non riduce i rischi: li lascia impliciti e li fa emergere durante le contestazioni.
Advertisement - PubblicitàErrori frequenti
Il primo errore è redigere il CI dopo aver scelto software e modalità di lavoro: i requisiti finiscono per giustificare una soluzione già decisa. Il secondo è copiare elenchi di dati che nessuno userà. Il terzo è accettare un’OGI piena di promesse non misurabili. Il quarto è trasformare il pGI in un documento statico, ignorato dal gruppo.
Altri problemi nascono da incoerenze tra documenti, assenza di criteri di accettazione, ruoli nominali e mancata disciplina delle consegne finali. La verifica dovrebbe iniziare prima della gara e continuare per tutta la commessa.
Checklist di coerenza
- ogni obiettivo del committente genera requisiti e consegne identificabili;
- l’OGI risponde ai punti del CI senza lasciare ambiguità;
- il pGI conserva gli impegni offerti e li rende operativi;
- ruoli, ACDat, formati e controlli coincidono nei documenti contrattuali;
- aggiornamenti e approvazioni sono versionati e tracciati;
- le consegne finali sono utilizzabili dal committente e dal gestore.
Domande frequenti
OGI e pGI sono lo stesso documento?
No. L’OGI è la proposta presentata dal concorrente in gara; il pGI è il piano operativo sviluppato dall’aggiudicatario dopo il contratto e prima dell’esecuzione.
Il capitolato informativo deve indicare un software?
Dovrebbe descrivere requisiti e prestazioni, tutelando interoperabilità e concorrenza. Un prodotto specifico può essere indicato soltanto quando vi siano presupposti e motivazioni adeguate.
Il pGI può modificare l’offerta?
Deve svilupparla, non ridurla o sostituirla. Eventuali variazioni sostanziali richiedono la gestione prevista dal contratto e dalla normativa.
Questi documenti servono anche nel privato?
Sì, adattandoli alla scala. Rendono chiari obiettivi, responsabilità, scambi e proprietà delle informazioni anche quando il Codice dei contratti non si applica.
Conclusioni
CI, OGI e pGI costruiscono una catena di responsabilità. Il committente deve sapere che cosa chiede; il concorrente deve dimostrare come intende rispondere; l’aggiudicatario deve trasformare l’offerta in un processo controllabile. Quando i tre documenti sono coerenti, il BIM smette di essere una formula di gara e diventa uno strumento concreto per governare progetto, costruzione e consegne.
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