Bando Rigenerazione Urbana da 8,5 miliardi: scadenza 4 giugno

bando rigenerazione urbana


Con il DPCM 21 gennaio 2021, pubblicato il 6 marzo in Gazzetta Ufficiale, sono stati resi pubblici i criteri necessari per accedere al Bando Rigenerazione Urbana da 8,5 miliardi di euro.

Ricordiamo infatti che con la Legge di Bilancio 2021, si è deciso per lo stanziamento di ingenti somme da destinare alla rigenerazione dei Comuni italiani da quest’anno fino al 2034.

Il Decreto di gennaio definisce le modalità di accesso al bando rigenerazione urbana in relazione al triennio 2021-2023. Vediamo in che cosa consiste.

Bando Rigenerazione Urbana: 150 milioni disponibili per il 2021

Le risorse destinate al bando rigenerazione urbana sono in tutto 8,5 miliardi. La ripartizione è così definita:

  • 150 milioni di euro per il 2021;
  • 250 milioni di euro per il 2022;
  • 550 milioni di euro per il 2023, e 550 milioni per il 2024;
  • 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.

Il DPCM del 21 gennaio 2021, come abbiamo anticipato, ha definito le regole da seguire per gli anni 2021, 2022 e 2023. Per quanto riguarda gli anni successivi, le modalità saranno stabilite più avanti. Il bando è in via sperimentale, per cui è possibile che ci saranno delle modifiche a quelle che sono le attuali condizionalità.

Intanto vediamo quali sono le regole per accedere al bando nel 2021.

Advertisement - Pubblicità


I beneficiari e gli interventi ammessi

Il bando rigenerazione urbana è destinato ai Capoluoghi di provincia, alle Città Metropolitane e a tutti gli altri Comuni italiani che contano più di 15.000 abitanti.

Ogni Comune richiederà una somma complessiva per tutti gli interventi che intenderà svolgere durante l’anno. L’importo potrà essere massimo di:

  • 5 milioni di euro, per i Comuni con densità di popolazione dai 15 mila ai 49.999 abitanti;
  • 10 milioni di euro, per i Comuni che contano da 50 mila a 100 mila abitanti;
  • 20 milioni di euro, per i Capoluoghi, le Città Metropolitane e i Comuni che superano i 100 mila abitanti.

Le risorse ottenute dovranno essere utilizzate per investire sulla rigenerazione urbana del Comune. Con l’obiettivo principale di ridurre la marginalizzazione e il degrado sociale, oltre a migliorare la qualità dell’assetto e del decoro urbano.

In particolare, i lavori ammessi sono i seguenti:

  • Rigenerazione e manutenzione delle aree pubbliche, o ristrutturazione di edifici con finalità di interesse pubblico. È compresa anche la demolizione di opere realizzate abusivamente da privati cittadini, con lo scopo di ripristinare lo stato dei luoghi;
  • Investimenti sulla mobilità sostenibile;
  • Miglioramento della qualità del decoro urbano, con particolare attenzione alla ristrutturazione di strutture pubbliche destinate alla promozione di attività culturali, sociali, educative, didattiche e sportive.

Condizioni, presentazione domande e scadenze

Una volta ottenute le risorse, il Comune dovrà indire delle gare per assegnare gli appalti. L’affidamento dovrà avvenire entro un tempo massimo di:

  • 15 mesi, per gli interventi che richiedono una spesa fino a 2,2 milioni di euro;
  • 20 mesi, per gli interventi che comportano una spesa superiore ai 2,2 milioni di euro.

Le risorse potranno essere utilizzate non solo per l’effettiva esecuzione dei lavori, ma anche per coprire le spese legate alla parte progettuale. I Comuni che sceglieranno quest’opzione, avranno 12 mesi in più rispetto a quelli stabiliti per affidare i lavori.

Attualmente, il modello per presentare la domanda non è ancora disponibile. Il Ministero dell’Interno però assicura che la pubblicazione avverrà entro 30 giorni dall’uscita del Decreto 21 gennaio in Gazzetta Ufficiale.

Il DPCM è stato pubblicato in Gazzetta il 6 marzo, per cui il modello per la domanda si attende entro il 5 aprile.

Una volta che la piattaforma sarà disponibile, i Comuni dovranno fare domanda per accedere al Bando Rigenerazione Urbana entro e non oltre il 4 giugno 2021.





Altri approfondimenti ed Articoli Correlati