I blocchi in laterizio non si scelgono soltanto in base allo spessore o al numero dei fori. Un tramezzo interno, un tamponamento esterno e una parete portante richiedono prodotti, malte, dettagli e controlli diversi. Anche due blocchi della stessa misura possono avere resistenza, massa, geometria, comportamento termico e campo d’impiego non intercambiabili.

La scelta corretta parte quindi dalla funzione della parete e arriva alla documentazione del prodotto e del sistema. La scheda commerciale è utile per orientarsi, ma per progettare e ordinare servono almeno designazione, dichiarazione di prestazione, istruzioni del fabbricante, geometria dei giunti e dati riferiti alla configurazione realmente posata. In questa guida vediamo come leggere tali informazioni, calcolare le quantità, controllare la posa e riconoscere gli errori più frequenti.

Che cosa sono i blocchi in laterizio

Il laterizio nasce dalla formatura e cottura di impasti argillosi. Per “blocco” si intende normalmente un elemento di dimensioni maggiori del mattone tradizionale, spesso alleggerito da una rete di fori. La presenza dei vuoti riduce massa e consumo di materia e può contribuire alle prestazioni termiche, ma non consente da sola di stabilire se il prodotto sia portante, isolante o adatto a rimanere esposto.

È importante non confondere i blocchi per muratura con tavelle, tavelloni, pignatte da solaio, tegole o elementi per pavimentazione. Sono tutti prodotti laterizi, ma hanno impieghi e norme di riferimento differenti. Un elemento destinato al solaio non diventa un blocco da parete perché ha una forma simile.

La risposta rapida: quale blocco scegliere

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Uso della parete Prima verifica Dati decisivi Errore tipico
Tramezzo interno Altezza, vincoli, impianti e oggetti da fissare Spessore, massa, stabilità, acustica del sistema e finitura Scegliere il minimo spessore senza considerare tracce e fissaggi
Tamponamento esterno Stratigrafia completa e collegamento alla struttura Termica, acqua, giunti, ponti termici, ancoraggi e intonaco Valutare il solo blocco ignorando pilastri e nodi
Separazione tra unità Prestazione acustica richiesta in opera Massa, disaccoppiamento, giunti, tracce e trasmissioni laterali Usare il dato di laboratorio come risultato garantito in cantiere
Muratura portante Progetto strutturale e zona sismica Categoria, gruppo, resistenza, geometria, malta e dettagli NTC Dedurre la portanza dal nome “termico” o dallo spessore
Parete faccia a vista Esposizione ad acqua, gelo e aspetto Assorbimento, durabilità, tolleranze, lotto, malta e fughe Lasciare esposto un elemento previsto solo per muratura protetta

Non esiste dunque un blocco “migliore” in assoluto. Il prodotto corretto è quello il cui uso previsto e le cui prestazioni dichiarate coincidono con il progetto della parete, comprese malta, finiture, collegamenti e condizioni di esposizione.

Otto domande da risolvere prima di confrontare i cataloghi

1. La parete porta carichi? Se sì, il prodotto nasce dal progetto strutturale. Se no, restano comunque da verificare stabilità, azioni fuori piano e raccordi alla struttura. “Non portante” non significa priva di requisiti.

2. È interna o esterna? Un tamponamento deve coordinarsi con pioggia, temperatura, serramenti e ponti termici; un divisorio interno privilegia spesso ingombro, impianti, fissaggi e comfort acustico.

3. Sarà protetta? Intonaco, rivestimento e intercapedine determinano l’esposizione. Se una faccia rimane visibile, non si sceglie un elemento per muratura protetta contando di risolvere dopo con un trattamento superficiale.

4. Qual è la stratigrafia completa? Il blocco può essere monostrato, affiancato da isolante o parte di una doppia parete. Confrontare conduttività o spessore senza fissare gli altri strati porta a conclusioni sbagliate.

5. Quali prestazioni deve raggiungere l’opera? Resistenza, trasmittanza, acustica e fuoco hanno metodi e documenti diversi. Si elencano i requisiti prima di chiedere l’offerta, evitando di scegliere un prodotto e cercare in seguito una giustificazione.

6. Dove passano gli impianti? Colonne di scarico, quadri, cassette, canalizzazioni e pensili possono richiedere spessore, contropareti o rinforzi. Un tramezzo sottile che viene quasi svuotato dalle tracce non è un risparmio.

7. Quali nodi interrompono la parete? Aperture, angoli, pilastri, solai e coronamenti determinano pezzi speciali, tagli e collegamenti. È qui che spesso si concentrano fessure, acqua e ponti termici.

8. Il cantiere può rispettare quel sistema? Blocchi rettificati richiedono base precisa, attrezzatura e malta dedicate; elementi pesanti richiedono logistica adeguata; geometrie complesse aumentano i tagli. La soluzione teoricamente migliore perde valore se viene posata fuori specifica.

Tipi principali: comuni, porizzati, rettificati e a incastro

I laterizi comuni comprendono mattoni e blocchi con geometrie e masse diverse, utilizzati in partizioni, tamponamenti o murature secondo la specifica designazione. I prodotti porizzati contengono una microporosità nella pasta argillosa ottenuta durante il processo produttivo; non va confusa con i fori macroscopici visibili nell’elemento. La porizzazione può ridurre la conduttività, ma il valore utile deve essere quello dichiarato e riferito alle condizioni previste.

I blocchi rettificati hanno superfici di posa lavorate con tolleranze adatte a giunti orizzontali sottili. Devono essere usati con la malta o il sistema di posa previsto, su un primo corso perfettamente livellato. Non basta ridurre a piacere lo spessore di una malta tradizionale. I prodotti a incastro sagomano i giunti verticali; l’eventuale assenza di malta in tali giunti è ammessa soltanto se prevista dal sistema e dal progetto, con particolare attenzione a pezzi tagliati, angoli e collegamenti.

Esistono inoltre blocchi con cavità riempite in fabbrica, elementi per muratura armata, pezzi speciali per angoli o architravi e soluzioni specifiche per prestazioni termiche o acustiche. Il nome commerciale non sostituisce la verifica tecnica: una famiglia può contenere varianti con usi molto diversi.

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Foratura: perché orientamento e geometria contano

La foratura influenza il percorso dei carichi, la massa, il taglio, i fissaggi e il flusso termico. Percentuale di vuoti, dimensione e disposizione delle cavità, spessore dei setti e direzione di posa concorrono alla classificazione dell’elemento. Per una muratura strutturale il gruppo del blocco e le altre caratteristiche non devono essere ricostruiti “a occhio”: vanno letti nei documenti del fabbricante e coordinati con il progetto.

Molti blocchi vengono posati con i fori verticali, altri hanno geometrie e destinazioni differenti. Ruotare un elemento di novanta gradi, usare un pezzo rotto come blocco intero o creare grandi cavità per gli impianti può cambiare radicalmente il comportamento previsto. Anche il verso di eventuali incastri e superfici rettificate deve seguire le istruzioni.

Il taglio dovrebbe produrre una faccia regolare e lasciare setti sufficienti per il giunto o il fissaggio previsto. Nei punti in cui l’incastro viene eliminato, il trattamento del giunto verticale non può essere improvvisato. Prima di aprire scanalature in una parete portante o resistente al fuoco serve la valutazione del progettista.

Documenti da leggere prima dell’ordine

La UNI EN 771-1 specifica caratteristiche e requisiti prestazionali degli elementi di laterizio per muratura. La documentazione deve permettere di identificare esattamente prodotto e uso previsto. In pratica, sigla, stabilimento, formato e lotto devono corrispondere a quanto consegnato; una scheda di famiglia non basta se non individua la variante acquistata.

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Documento o dato Che cosa verificare Perché serve
Marcatura CE e dichiarazione di prestazione Prodotto, norma, uso previsto e caratteristiche dichiarate Evita di attribuire al blocco prestazioni di un’altra variante
Scheda tecnica Dimensioni, tolleranze, massa, geometria, resistenza e dati termici Consente progetto, computo e confronto omogeneo
Istruzioni di posa Verso, malta, giunti verticali, tagli, bagnatura e protezione Le prestazioni dipendono dall’esecuzione del sistema
Rapporto o classificazione del sistema Stratigrafia, intonaci, giunti e condizioni di prova Acustica e fuoco non appartengono al solo blocco
Capitolato e tavole Parete, spessore, nodi, pezzi speciali e collegamenti Impedisce sostituzioni basate sul solo formato
DDT e lotto Quantità, provenienza e uniformità della fornitura Aiuta accettazione, tracciabilità e gestione delle differenze

Prestazioni: il blocco non coincide con la parete finita

Una parete è un sistema composto da elementi, giunti, intonaci o rivestimenti, collegamenti e discontinuità. La prestazione dichiarata del blocco è un ingresso del progetto, non il risultato automatico dell’opera. Sostituire un prodotto mantenendo soltanto lo stesso spessore può modificare resistenza, peso, trasmittanza, isolamento acustico e dettagli esecutivi.

Resistenza e impiego strutturale

Nelle murature portanti la resistenza del singolo elemento non basta: contano direzione di prova, malta, geometria, apparecchiatura, snellezza, carichi, aperture e azioni sismiche. Le Norme Tecniche per le Costruzioni disciplinano progetto, esecuzione e collaudo; la scelta deve quindi provenire dal progettista strutturale. Un tamponamento, pur non portando i solai, deve comunque essere verificato per stabilità e interazione con il telaio.

Crepe, schiacciamenti presso gli appoggi o distacchi dal telaio non si risolvono scegliendo un blocco “più duro” senza diagnosi. La guida alle crepe nei muri e ai segnali da far verificare aiuta a distinguere i primi indizi, ma una parete lesionata richiede un sopralluogo competente.

Prestazione termica

Per il calcolo termico occorrono valori coerenti con la UNI EN 1745 e con la configurazione di progetto. La conduttività dichiarata in condizioni definite non va confusa con la trasmittanza della parete completa. Malta, intonaci, umidità, giunti, pilastri, cordoli, architravi e imbotti modificano il risultato.

Un blocco performante in campo corrente non elimina i ponti termici. Nei tamponamenti esterni vanno progettati soprattutto attacco a terra, bordo solaio, pilastri, serramenti e coronamento. Se la stratigrafia prevede un sistema isolante esterno, la guida al cappotto termico, ai materiali e alla posa approfondisce il coordinamento dell’involucro.

Acustica

Il DPCM 5 dicembre 1997 fissa requisiti acustici passivi per gli edifici e i componenti in opera. Il risultato dipende dalla parete completa e dalle trasmissioni laterali: un giunto aperto, una scatola elettrica contrapposta, un raccordo rigido o una traccia profonda possono degradare una soluzione valida in laboratorio. Per separazioni sensibili servono progetto acustico, posa controllata e, quando previsto, verifica in opera.

Fuoco

La reazione del materiale e la resistenza al fuoco della parete sono grandezze diverse. Quest’ultima riguarda l’elemento costruttivo con spessore, carico, giunti e finiture definiti; va verificata mediante classificazione o metodo progettuale applicabile. Non si può dichiarare una durata di resistenza al fuoco guardando il colore o il numero dei fori.

Acqua e durabilità

Un laterizio destinato a muratura protetta non deve essere lasciato esposto alla pioggia come se fosse faccia a vista. Zoccolatura, barriera contro la risalita, gocciolatoi, davanzali, coronamenti e intonaci devono impedire l’ingresso d’acqua e favorire l’asciugatura. Se compaiono sali e aloni alla base, va diagnosticata la causa: la guida all’umidità di risalita spiega come non confonderla con infiltrazioni o condensa.

Dimensioni e calcolo dei blocchi per metro quadrato

Le dimensioni nominali del blocco non coincidono sempre con il modulo della muratura. Per i sistemi con malta tradizionale bisogna aggiungere lo spessore previsto dei giunti; per i rettificati si usa il modulo dichiarato dal sistema. Il calcolo preliminare dei pezzi per metro quadrato è:

N = 1 / (Lm × Hm)

dove N è il numero teorico di blocchi per m², Lm la lunghezza modulare in metri e Hm l’altezza modulare in metri. Se, solo come esempio aritmetico, il modulo in facciata è 0,26 × 0,20 m, il risultato è 1 / 0,052 = 19,23 blocchi/m². Il dato va poi moltiplicato per la superficie netta, sottraendo le aperture secondo il computo e aggiungendo la quantità specifica per tagli, rotture e pezzi speciali.

La maggiorazione non deve essere una percentuale automatica: dipende da disegno modulare, numero di angoli e aperture, modalità di consegna e possibilità di riutilizzare i tagli. Un abaco dei pezzi riduce sfridi e improvvisazioni. Per il preventivo vanno conteggiati separatamente blocchi normali, mezzi pezzi, angolari, elementi per architravi, malta, armature o connettori previsti.

Malta tradizionale, giunto sottile e sistemi alternativi

La malta deve essere compatibile con elemento, prestazioni e condizioni ambientali. La UNI EN 998-2 riguarda le malte da muratura prodotte in fabbrica. Resistenza più alta non significa sempre soluzione migliore: lavorabilità, aderenza, deformabilità, ritenzione d’acqua e durabilità vanno coordinate con il blocco.

La guida alle tipologie di malta e alla preparazione chiarisce differenze e impieghi. In questo caso il punto decisivo è rispettare il sistema: letto pieno o a strisce soltanto se previsto, spessore controllato, giunti verticali trattati come indicato e tempi di utilizzo della miscela. Schiume o adesivi possono essere impiegati esclusivamente quando fanno parte di una soluzione valutata per quello specifico blocco e uso.

Controlli all’arrivo e stoccaggio in cantiere

  1. Confrontare DDT, sigla sui pacchi, progetto e scheda tecnica.
  2. Controllare quantità, dimensioni e disponibilità dei pezzi speciali.
  3. Separare blocchi rotti, molto fessurati o contaminati.
  4. Appoggiare i pacchi su superficie stabile, senza sovraccaricare solai non verificati.
  5. Proteggere dalla pioggia battente lasciando una ventilazione adeguata.
  6. Organizzare i lotti in modo da non mescolare varianti o forniture differenti.

La protezione non serve a mantenere il laterizio “sterile”, ma a evitare imbibizione irregolare, gelo, sporco e variazioni di comportamento della malta. La bagnatura prima della posa non è una regola universale: si decide in base a prodotto, assorbimento, clima e istruzioni, evitando sia supporti saturi sia sottrazione eccessiva d’acqua alla malta.

Posa dei blocchi in laterizio passo per passo

  1. Tracciare la parete. Verificare assi, spessori, aperture, interferenze e quote finite, non soltanto il filo grezzo.
  2. Preparare il supporto. La base deve essere resistente, pulita e regolare; eventuali barriere all’umidità e separazioni acustiche vanno posate come da progetto.
  3. Livellare il primo corso. È il riferimento dell’intera parete, soprattutto per elementi rettificati. Correggere grandi errori nei corsi successivi crea giunti disomogenei.
  4. Costruire angoli e riferimenti. Filo, piombo, livella o laser controllano allineamento e verticalità senza affidarsi alle sole superfici del blocco.
  5. Posare con sfalsamento previsto. I giunti devono rispettare apparecchiatura e sovrapposizione di progetto; i tagli si concentrano dove possono essere correttamente chiusi.
  6. Controllare la malta. Distribuzione, spessore e riempimento devono essere uniformi e coerenti con le istruzioni. Rimuovere l’eccesso senza trascinare sporco sulla faccia.
  7. Integrare collegamenti e rinforzi. Connettori, armature, giunti e ammorsamenti si inseriscono alle quote previste, non a parete finita.
  8. Gestire aperture e impianti. Architravi, spallette, cassonetti, scatole e attraversamenti richiedono dettagli prima di chiudere i corsi.
  9. Proteggere l’opera fresca. Pioggia, gelo, sole intenso e urti possono compromettere giunti e allineamento.

Angoli, aperture e collegamenti alla struttura

Gli angoli devono mantenere l’apparecchiatura senza accumulare piccoli ritagli instabili. I pezzi speciali riducono tagli e discontinuità, ma devono appartenere al sistema. Agli incroci tra pareti la soluzione può essere ammorsata o collegata meccanicamente secondo progetto; riempire una fessura finale con sola malta non equivale a un collegamento.

Sopra porte e finestre l’architrave trasferisce i carichi agli appoggi. Lunghezza di appoggio, freccia, armatura e compatibilità non sono ricavabili da una misura standard valida per tutti. La guida all’architrave, al dimensionamento e alle crepe approfondisce la diagnosi dei nodi esistenti.

Nei tamponamenti a telaio servono dettagli capaci di gestire deformazioni, azioni fuori piano e ponti termici. Il giunto superiore non va chiuso rigidamente per abitudine se il progetto richiede un raccordo deformabile. Anche l’intonaco deve essere coordinato con materiali diversi, supporti, giunti e rete locale; per cicli e controlli è utile la guida all’intonaco esterno.

Tracce, fori e fissaggi

Gli impianti dovrebbero essere progettati prima della muratura. Scanalature orizzontali lunghe, tracce contrapposte, cassette profonde e demolizioni a percussione possono indebolire una parete o peggiorarne acustica e fuoco. In una muratura portante non si interviene senza indicazione del progettista; nelle partizioni si rispettano limiti e zone previste dal sistema.

Per fissare pensili, sanitari o apparecchi non basta un tassello universale. Servono ancoranti idonei a supporti forati, profondità e carico, con perforazione e coppia di serraggio definite. Gli oggetti pesanti richiedono spesso rinforzi o punti predisposti. La prova sul supporto reale è preferibile quando il carico o la sicurezza lo richiedono.

Difetti frequenti e possibili cause

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Segnale Cause da verificare Controllo utile Intervento prudente
Fessure diagonali presso aperture Architrave, appoggi, deformazioni o concentrazione di tensioni Andamento, ampiezza, evoluzione e quadro strutturale Diagnosi prima di rasare o coprire
Fessura tra tamponamento e pilastro Ritiro, collegamento, deformazione del telaio o supporti diversi Dettaglio del nodo e movimento nel tempo Ripristino compatibile dopo aver stabilito la causa
Aloni ed efflorescenze Acqua meteorica, risalita, perdite o asciugatura Origine e percorso dell’umidità Eliminare l’apporto d’acqua prima della pulizia
Intonaco che si distacca Supporto sporco, assorbimento, ciclo errato o movimento Aderenza, umidità e stratigrafia Rimuovere parti instabili e riprogettare il ciclo locale
Parete fuori piombo Primo corso errato o controlli insufficienti Rilievo progressivo di quote e verticalità Correggere subito, non con intonaci eccessivi
Scarso isolamento acustico Fessure, tracce, scatole, giunti perimetrali o vie laterali Ispezione dei dettagli ed eventuale misura in opera Intervenire sul percorso dominante, non solo aggiungere massa

Costi: come confrontare due preventivi

Il prezzo al pezzo è poco significativo se formati e rese sono diversi. Il confronto dovrebbe usare almeno il costo per metro quadrato di parete finita e separare: blocchi e pezzi speciali, trasporto e scarico, malta o adesivo di sistema, manodopera, tagli, connettori, architravi, gestione dei giunti, intonaci, ponteggi e smaltimenti.

Una soluzione con meno pezzi per metro quadrato può richiedere maggiore precisione del supporto; un blocco apparentemente economico può aumentare malta, tempi, sfridi o correzioni dei ponti termici. Nel capitolato è utile chiedere prodotto esatto, documenti, resa dichiarata, sistema di posa, lavorazioni escluse e criteri di accettazione. Le alternative vanno approvate verificando prestazioni equivalenti per l’intera parete, non solo dimensione e prezzo.

Sicurezza durante movimentazione, taglio e perforazione

I pacchi devono essere movimentati con mezzi e accessori adeguati, su piani stabili e senza sostare sotto carichi sospesi. Per i singoli blocchi contano peso, presa, frequenza e postura. Protezioni contro la caduta e organizzazione del bordo solaio vengono prima della velocità di posa.

Taglio, molatura e perforazione di laterizi e malte possono generare polveri contenenti silice cristallina respirabile. INAIL richiama il rischio nelle lavorazioni edili: servono valutazione del rischio, aspirazione o abbattimento alla fonte, attrezzature idonee, pulizia senza sollevare polvere e DPI scelti dal datore di lavoro. Occhiali, protezione uditiva e guanti completano le misure quando richiesti; una mascherina generica non sostituisce il controllo della polvere.

Checklist finale per scegliere e posare bene

  1. La funzione della parete è definita: portante, tamponamento, separazione o tramezzo?
  2. Il prodotto esatto è identificato da norma, uso previsto, formato e documenti?
  3. Resistenza, termica, acustica e fuoco sono valutati sul sistema pertinente?
  4. Foratura, verso di posa, giunti e malta seguono progetto e istruzioni?
  5. Il disegno modulare coordina angoli, aperture e pezzi speciali?
  6. Ponti termici, acqua, giunti e raccordi alla struttura sono risolti?
  7. Tracce, scatole e fissaggi sono progettati prima della chiusura?
  8. Fornitura e lotti sono controllati e stoccati correttamente?
  9. Il preventivo comprende la parete finita e non soltanto i blocchi?
  10. Tagli e movimentazione hanno misure efficaci contro polvere e infortuni?

Domande frequenti

Blocchi forati e blocchi porizzati sono la stessa cosa?

No. I fori sono cavità geometriche visibili; la porizzazione riguarda micropori nella pasta argillosa. Un prodotto può combinare entrambe le caratteristiche.

Più fori significano sempre maggiore isolamento?

No. Geometria, materiale, umidità, direzione del flusso, malta e parete completa determinano la prestazione. Va usato il dato dichiarato pertinente.

Come si riconosce un blocco portante?

Dall’uso previsto, dalla documentazione e dalla verifica di progetto, non dallo spessore o dall’aspetto. Resistenza, categoria, gruppo e sistema di posa devono essere compatibili con le NTC.

Si possono posare i blocchi con i fori orizzontali?

Solo se quella è la direzione prevista per lo specifico elemento. Ruotare un blocco può alterarne comportamento e campo d’impiego.

I giunti verticali a incastro vanno riempiti?

Si segue la soluzione dichiarata dal sistema. Tagli, angoli e raccordi possono richiedere un trattamento diverso rispetto all’incastro integro.

Bisogna bagnare i blocchi prima della posa?

Non sempre. Dipende da assorbimento, clima, malta e istruzioni. Sia un elemento saturo sia uno troppo assorbente possono creare problemi.

Quanti blocchi servono per un metro quadrato?

Si divide un metro quadrato per l’area del modulo in facciata, comprensivo dei giunti previsti. Aperture, pezzi speciali e sfridi si calcolano poi sul disegno reale.

Un blocco termico elimina il cappotto?

Non automaticamente. La conformità energetica dipende dalla stratigrafia completa e dai ponti termici; la scelta deriva dal calcolo del progettista.

Si possono fare tracce orizzontali in una parete portante?

Non senza una verifica specifica. Scanalature e nicchie possono ridurre sezione e prestazioni e devono rispettare progetto e regole applicabili.

Il dato acustico in scheda è garantito in opera?

No. Giunti, intonaci, collegamenti, impianti e trasmissioni laterali influenzano il risultato reale, che può richiedere controllo in cantiere.

Fonti tecniche e normative

Le prestazioni e i dettagli cambiano con prodotto, sistema, edificio e condizioni di esposizione. Per murature portanti, tamponamenti soggetti ad azioni sismiche, pareti resistenti al fuoco o separazioni acustiche, scelta e posa devono essere definite e controllate dai professionisti incaricati.